Pubblico si, pubblico no?

di redazione

In questi giorni una delle richieste ricorrenti sui social a seguito degli avvisi di partite che vanno dalla A1 alla C passando dalle giovanili è: "ma si può entrare per vedere le partite"? Risposte? nessuna. E' evidente l'imbarazzo e la confusione tra i dirigenti delle società e ancor di più dei tifosi. In effetti la normativa FIBS fa riferimento alle normative Regionali e quindi? Capita magari che al baretto del campo ci si può andare, con rischio di assembramento, ma sulle tribune chilometriche e desolatamente vuote no. Ecco un bel articolo di Cristina Minghelli apparso sul Gruppo Facebook del Godo Baseball.

 

CONSIDERAZIONI DI UNA TIFOSA SULLE PARTITE A PORTE CHIUSE

 

PLAUSIBILE

/plau·ṣì·bi·le/

aggettivo

1. Accettabile sul piano logico; attendibile, credibile, convincente.

"una spiegazione"

 

Pagina 8 del Protocollo di comportamento per le gare stagione 2020 – fase III Covid-19 FIBS

Nella Gestione dell’evento sportivo la presenza del Pubblico è data come “plausibile”, sottostando però a quanto previsto dalle normative nazionali e regionali. E la nostra regione (Emilia Romagna N.d.r.) prevede che gli eventi sportivi “sono consentiti a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico”.

 

Quindi siamo fuori.

 

Ma la nostra presenza sarebbe plausibile, cioè accettabile.

Non credo che un pubblico sia mai “accettabile”: credo che il suo essere cassa di risonanza per l’evento che si svolge sia parte fondante dell’evento stesso. Per questo non accetto di essere solo accettabile.

 

Per questo vorrei che l’aggettivo usato fosse più incisivo, come vorrei che più incisiva fosse la nostra richiesta di esserci. Nel rispetto delle regole che ormai tutti avremmo dovuto imparare ad applicare senza se e senza ma.

Tutto ormai è tornato alla sua vita “normale”, non sempre nel rispetto delle regole, ma questo è un problema di cui solo il “singolo” può farsi carico, e quindi sarebbe ora che qualcuno sapesse che in Italia ora si muovono solo due sport di squadra: uno muove masse enormi difficili da gestire, un altro ha tutte le caratteristiche per poter tornare “normale".

 

Per questo scrivo questo articolo, come piccola goccia del piccolo mare del baseball, che non sarà oceanico e non porterà molti pesci nelle casse dello Stato, ma è un mare che esiste, che muove persone degne di rispetto della loro voglia di esserci.

 

Per questo seguirò a distanza e con rispetto le partite dei nostri ragazzi, sperando e augurando a tutti di poter tornare sugli spalti, o su un prato con tutto il distanziamento che un campo da baseball e i suoi tifosi possono garantire.

 

Cristina Minghelli

 

 

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