La storia di Ted Williams e Pedro Ramos

di Frankie Russo tratto da ESPN

Ted Williams amava battere, solo Dio sa quanto era bravo a battere. I suoi 521 HR potevano essere tranquillamente 600 e molto probabilmente 700 se non fosse per i cinque anni spesi per il servizio militare come marine durante la ll Guerra Mondiale e la Guerra in Corea. Ma la leggenda dei Boston Red Sox non si è mai pentita del tempo perso perché stava servendo il suo Paese. Era pilota, e anche in quello si racconta che era uno dei migliori.  Ted Williams amava battere e parlare della battuta più di qualunque altro. Molti lo definiscono il miglior battitore di tutti i tempi, altri lo considerano secondo solo dietro a Babe Ruth. Williams ha vinto due MVP e si è classificato secondo nelle votazioni quattro volte; ha vinto due volte la Triple Crown ma non ha vinto l'MVP in nessuna di quelle due stagioni. Ha giocato in 19 All-Star Game. La sua media di arrivo in base è stata di 482, la più alta di tutti i tempi. La media battuta in carriera è stata di 344, è stato l’ultimo a terminare una stagione battendo sopra 400 (406 nel 1941) e a 38 anni ha battuto 388 di MB. Nel 1960, il suo ultimo anno, aveva un OPS di 1,096. Ha guidato l’AL in OPS 10 volte di cui sei consecutive. Il suo OPS in carriera di 1,116 risulta essere superiore al miglior OPS per singola stagione di qualsiasi giocatore ancora in attività. 

Williams è stato un grande battitore in parte grazie alla sua intelligenza, alla naturale e minuziosa osservazione e all’analisi mentale. Era affascinato dal cervello umano e da come funzionava. Affermò addirittura che ne sarebbe stato uno studioso se non avesse giocato a baseball. Una volta, viaggiando in aereo con Williams c’era un amico, tale Rick Vaughn, che aveva con sé una intricata macchina fotografica e Ted ne fu affascinato tanto da chiedere tutti i dettagli del suo funzionamento. Poi, quando durante la conversazione venne a sapere che Vaughn era stato un lanciatore ai tempi del college gli chiese repentinamente:

Mostrami come lanciavi la curva”. 

1982 Fenway Park - Jimmy Piersall (sx), Ted Williams, e Jackie Jensen (dx) - Getty Images
1982 Fenway Park - Jimmy Piersall (sx), Ted Williams, e Jackie Jensen (dx) - Getty Images

Nel 1982 al Fenway Park in Boston si svolse la partita delle “Vecchie Glorie”.  Quando Williams uscì dal dugout per il batting practice, tutto lo stadio si fermò per guardarlo. Aveva 63 anni ma nulla era cambiato, la sua posizione era uguale a quella del 1941. Al primo lancio, con un solo rimbalzo Ted spedì la palla nel bullpen all’esterno destro. 

 

Williams è stato anche manager per qualche anno, con i Washington Senators dal 1969 al 1971, poi con i Rangers nel 1972 ma anche nella nuova veste di allenatore la sua passione rimaneva la battuta, spesso tralasciando anche altri aspetti importanti della partita. Durante uno spring training, due dei suoi coach stavano discutendo sul modo corretto di eseguire la trappola. Così chiamarono Ted per avere il suo parere in merito. Williams ascoltò entrambe le teorie e rispose subito:

Lasciate stare sta monnezza, andiamo a battere”.

Ted Williams (sx) e  Pedro Ramos (dx)
Ted Williams (sx) e Pedro Ramos (dx)

Williams non aveva un carattere docile, anzi era abbastanza scontroso. Una volta al Fenway Park subì uno strikeout ad opera di Pedro Ramos, un giovane debuttante lanciatore dei Tigers. A fine gara il giovane Ramos si fece accompagnare da un dirigente negli spogliatoi dei Red Sox per aver l’autografo di Williams sulla palla dello strikeout. Molto infastidito Williams restituì la palla con il suo autografo. La settimana successiva i Red Sox andarono a giocare a Detroit e Williams si trovò ad affrontare lo stesso Pedro Ramos come la settimana precedente, ma questa volta l’azione si svolse diversamente. Williams spedì la palla al secondo piano del Tigers Stadium e mentre girava le basi gridò al malcapitato lanciatore:

Adesso vai prendere quella cazzo di palla e dammela con il tuo autografo”. 

 

Quando si ritirò nella sua lussuosissima villa in Florida che appena si vedeva dalla strada, per tenere lontano i curiosi ed evitare che cercassero di entrare, sul cancello era affisso un cartello con la scritta “DON’T EVEN THINK ABOUT IT!” (Non ci pensate nemmeno).

 

Quando nel 1999 si disputò l’All Star Game a Boston, inutile rammentare che al centro dell’attenzione c’era lui, Ted Williams la stella del Fenway Park. Le onorificenze in suo onore furono senza precedenti. Tutti i giocatori di entrambi i roster lo volevano venerare ma erano anche tanto intimiditi e riluttanti al solo pensiero di rivolgerli la parola.  Ma grazie alle sollecitazioni di Cal Ripken e Tony Gwynn, alla fine si radunarono attorno a lui.

 

Tanto per non smentirsi, Williams si rivolse a Mark McGwire chiedendogli se poteva "sentire l'odore del fumo" che veniva dalla mazza quando colpiva perfettamente la palla. A parte McGuire, fu un incontro meraviglioso e indimenticabile per tutti i giocatori perché probabilmente gli All-Star sapevano che se Williams stesse ancora giocando, sarebbe ancora il miglior battitore in campo.

 

Frankie Russo

 

NDT: è probabile che non tutti sappiano che Ted Williams era sul punto di essere ceduto agli Yankees e essere compagno di squadra di Joe DiMaggio (BOTR 1/4/15). 

 

Sotto l'accoglienza del Fenway Park a Ted Williams nel 1999 (a quel tempo aveva 81 anni)

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