The Imperfect Game

Armando Galarraga  e Jim Joyce (Paul Sancya, Associated Press)
Armando Galarraga e Jim Joyce (Paul Sancya, Associated Press)

di Frankie Russo tratto da totallytigers

Guardare una gara live di baseball MLB quest’anno è divenuta utopia, o forse chissà. Così ci accontentiamo di ciò che ci passa il convento, gare del passato, i no-hitter, le finali delle World Series, magari qualche All Star Game e non possono mancare the perfect games. Negli USA ovviamente non cambia molto, ma una partita in particolare ha attirato l’attenzione degli appassionati:

The Impefect Game del 2010.

Il 10 giugno prossimo saranno trascorsi 10 anni da quando Armando Galarraga dei Detroit Tigers eliminò i primi 26 Cleveland Indians che aveva affrontato. Poi nel nono inning il 27° battitore, Jason Donald colpì la palla indirizzandola sul lato destro del diamante dove Miguel Cabrera si allungò, effettuò la presa e tirò in prima dove era corso Galarraga per la copertura. Donald era palesemente eliminato. O non lo era? L’arbitro di prima, Jim Joyce disse di no. Donald era salvo. Non era più una gara perfetta. Non era più una no-hitter. Con l’eliminazione del battitore successivo, tutti avevamo avuto la sensazione di aver assistito alla prima gara perfetta con 28 eliminazioni. 

L’avevamo visto tutti. Cosa ha indotto Jim Joyce a fare un errore così clamoroso? Eppure una giustificazione c’è!

Quando si tratta di sensazioni, gli arbitri di base, e in particolare quello di prima, generalmente si affidano ad altro oltre che agli occhi. Le chiamate strette richiedono più che i soli occhi. Richiedono anche le orecchie. Gli arbitri, mentre guardano, ascoltano anche. Ascoltano il rumore della palla che entra nel guanto e ascoltano il piede del corridore che tocca la base. Messo tutto insieme, essi dovrebbero essere in grado di fare la giusta chiamata, almeno nella maggior parte dei casi. 

 

E allora? Vogliamo dire che Joyce non ha sentito il rumore della palla entrare nel guanto prima che Donald toccasse la base? Beh, probabilmente non l’ha sentito. Osservando attentamente l’azione, quando ha ricevuto il tiro da Cabrera, Gallaraga non ha effettuato una presa pulita. Non si è sentito nessun rumore nel guanto. Questo perché la palla è stata presa nella parte alta del guanto, quella che gli americani chiamano “snow cone” (cono di neve), prima che la palla rotolasse nella tasca. 

 

E’ una scusante? Forse, ma sicuramente è un aspetto di cui tenere in considerazione se ci chiediamo perché Joyce ha sbagliato la chiamata. E Joyce era convinto che Donald fosse arrivato salvo. Perché? Perché è più che probabile che non sentì il rumore, o al massimo molto poco, della palla che impattava il guanto. Il risultato è che Joyce ha sentito solo il piede di Donald toccare la base e ha immediatamente fatto la chiamata.

Il giorno successivo Gallaraga presentò il lineup a Joyce (Kirthmon F.)
Il giorno successivo Gallaraga presentò il lineup a Joyce (Kirthmon F.)

Ed eccoci qui, 10 anni più tardi a riparlarne, un’altra conseguenza del Covid-19.

 

E’ stato di gran lunga il momento più gratificante della carriera di Galarraga e al momento stesso uno degli episodi più controversi nella storia del baseball. Ora chiediamoci cosa sarebbe successo se nel 2010 ci fosse stato il replay. Credo che oggi non staremo qui a parlarne. Sarebbe passata alla storia come una Perfect Game. 

 

Staremo qui a descrivere come Galarraga avesse dominato il line-up degli Indians allo stesso modo in cui un esperto chirurgo ricuce alla perfezione la ferita del paziente.

 

Staremo qui a parlare ancora di quell’incredibile presa all’esterno centro di Austin Jackson nel nono inning che preservò la gara perfetta fino all’ultimo. Quindi, staremo qui a parlare di una gara perfetta, o forse no? 

 

Il fatto è che, nonostante il replay, si sono verificate chiamate arbitrali sbagliate pur avendo a disposizione il più perfetto degli strumenti. Pertanto manca ancora la perfezione. Quindi, riguardando oggi l’azione, è probabile che ci fossero ancora margini di errore se quella gara fosse stata giocata nell’era dell’instant replay. Sarebbe allora Donald chiamato ancora salvo?

 

Forse no, forse si, e questo perché così tante chiamate apparentemente ovvie sono state sbagliate sia prima che dopo l’introduzione del replay. Riguardiamo l’azione tenendo presente i fattori su menzionati aggiungendo che è importante considerare ai fini dell’eliminazione, che essa si verifica quando vi è il pieno possesso della presa e non quando la palla tocca il guanto.

 

Riguardando, vedete qualcosa di diverso? Probabilmente passa una frazione di secondo da quando la palla arriva al guanto per poi posarsi nella tasca.  Al giorno d'oggi, quante volte avremmo rivisto l’azione alla moviola? E da quante altre angolazioni? Sarebbe stato confermato o invertito il giudizio arbitrale?  

Non lo sapremo mai! 

 

Frankie Russo

 

(ndt: A fine gara Joyce convocò Galarraga negli spogliatoi e con le lacrime agli occhi gli chiese scusa. Il giorno dopo, tra i fischi dei presenti, fu proprio Galarraga a consegnare il line-up all’arbitro di casa base che per l’occasione era proprio Jim Joyce. Qualche anno dopo i due scrissero un libro al riguardo). 

 

Sotto i 28 out di Gallaraga

Scrivi commento

Commenti: 0