La superstizione nel baseball

Edward Mujica (Getty images)
Edward Mujica (Getty images)

di Frankie Russo tratto da ESPN

Chi non è superstizioso nel mondo del baseball scagli la prima pietra. Se non tutti, possiamo dire che quasi tutti i giocatori, incredibilmente stravaganti e a tutti i livelli non possono fare a meno delle superstizioni. Chi entra e esce dal campo prestando attenzione a non calpestare le linee, il lanciatore che non vuole che nessuno tocchi la palla, senza considerare le comiche che spesso vediamo nel box di battuta. Oggi ci prendiamo la briga di elencare alcune delle più strane delle superstizioni della MLB.  Il lanciatore Edward Mujica per esempio, dichiara di non essere superstizioso sostenendo che le sue stranezze fanno parte della routine. Nel quarto inning di ogni gara, con due eliminati, Mujica si deve trovare sempre nello stesso posto nel bullpen. Nel quinto scava una buca nella parte anteriore del monte e poi sputa mezza bottiglia di Gatorade rosso (deve essere rosso!) nella buca. La più stravagante è quella che ogni sera nel bullpen deve inserire la manica della sua giacca in quella di un compagno. Poi dice che gli altri sono strani!

Quando giocava in difesa, Eliot Johnson aveva l’abitudine di masticare bubble gum al gusto di uva, ma quando entrava nel box di battuta, la gomma doveva essere al gusto di anguria. 

 

Il rilievo Sean Burnett aveva sempre nella tasca posteriore una fiche da poker. 

 

Lo spazio riservato a Ryan Zimmerman per farsi la doccia doveva essere sempre lo stesso.  Se era occupato, aspettava. Una volta Zimm aveva in corso una striscia di 30 gare consecutive con valida mentre Adam Dunn era in crisi.  Allora si avvicinò a Zimm e gli disse di spostarsi sotto una altra doccia che lui aveva bisogno di quell’acqua che probabilmente aveva qualcosa di magico.

 

Dunn aveva anche l’abitudine di masticare quattro pezzi di gomma prima della gara mentre era sulle scale del dugout. Quando pronta, gonfiava un bel palloncino e sputava la gomma in aria, e usando la mano come mazza, colpiva la gomma mandandola sull’erba. Tutti i compagni conoscevano questa sua abitudine per cui uscivano dal dugout con molta attenzione evitando di acciaccare la gomma.

nella foto Randy Choate (Dilip Vishwanat/Getty Images)
nella foto Randy Choate (Dilip Vishwanat/Getty Images)

Il rilievo Randy Choate aveva l’abitudine di raccogliere la palla solo se era depositata sull’erba, mai sulla terra, caso contrario la buttava sull’erba con un calcio prima di raccoglierla. Se la palla gli veniva tirata da un arbitro o da un giocatore, anche in quel caso faceva cadere la palla sull’erba prima di raccoglierla. Choate è una persona che predilige i numeri pari, tutto ciò che fa è correlato con un numero pari a cominciare dalla casacca contrassegnata dal 36. Solo i lanci di riscaldamento non sono stati mai otto, mai sei, ma solo, sempre ed esclusivamente sette. 

 

Nel bel mezzo di una striscia vincente, il closer Huston Street prese l’abitudine di vestire la stessa vecchia tuta che aveva da 10 anni, la stessa polo e le stesse ciabatte che aveva sin dallo spring training. Street è socio di una ditta di abbigliamento, guadagna 9 milioni l’anno, ma in quel periodo prese l’abitudine di indossare gli stessi abiti per tre settimane. Tutto in funzione della superstizione che, per molti può sembrare molto strana, ma per altri funziona tutto alla perfezione. 

 

Il prima base Adam LaRoche diceva che la sua superstizione era di non essere superstizioso, non voleva avere legami o impegni di nessun genere. Sosteneva che non avrebbe voluto mai mancare di assistere a una partita del figlio anche quando era obbligato a pranzare ogni giorno allo stesso posto e alla stessa ora ad esempio con la squadra.

 

Victor Martinez usava mettersi i calzettoni sempre seguendo lo stesso rito, prestando particolare attenzione che la sequenza fosse la stessa specialmente dopo una vittoria nella gara precedente. 

 

Il manager Jim Leyland durante una striscia di 12 vittorie consecutive, ebbe l’infelice idea di confessare ai suoi giocatori che non lavava l’intimo di gara da quando avevano vinto la prima delle 12 gare. I giocatori allora si accordarono e ogni qualvolta il manager si avvicinava a qualcuno di loro, essi si allontanavano turandosi il naso. 

 

Frankie Russo

 

 Sotto una carellata di superstizioni o riti

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Commenti: 1
  • #1

    Michele (martedì, 19 maggio 2020 11:13)

    E come non ricordare la garbata ironia nel trittico dei film Major League?
    Ma anche questo rende più gradevole assistere ad una gara di baseball...