Ora o mai più

di Frankie Russo tratto da totallytigers.com

Più trascorrono i giorni, più cresce la curiosità di sapere se ci sarà un campionato MLB quest’anno. Gli incontri sono frequenti e le discussioni sono tante, ma gli interessi sono agli antipodi. I proprietari ovviamente piangono miseria, la maggior parte delle società ha sospeso il pagamento degli stipendi ai dipendenti grazie a una norma introdotta da commissario Rob Manfred, agevolazione logica da parte sua considerato che il commissario viene eletto dai proprietari. Giocatori che hanno contratti da 30 milioni l’anno oggi ricevono un assegno mensile di circa 143 mila dollari. Se invece si dovesse giocare, gli stipendi sarebbero in rapporto alla durata del campionato e diverse società registrerebbero maggiori perdite se si giocasse anziché se il campionato fosse cancellato definitivamente. Per ridurre ulteriormente le spese quest’anno si è provveduto a ridurre anche il numero dei draft (selezioni) che passerà dai soliti 40 a 5 e per il 2021 se ne prevedono 20, cioè la metà.  

Se si dovesse giocare il campionato, le entrate delle società sarebbero non più del 60 o 30% del totale, considerata l’assenza di pubblico oltre ai mancati introiti provenienti dalla vendita di biglietti, per concessioni varie, per i parcheggi, pubblicità e vendite varie allo stadio. Gli incassi deriverebbero esclusivamente da diritti televisivi e radiofonici. 

 

E’ evidente quindi che le trattative siano ancora lontane per vedere nero su bianco. Mentre le società a questo punto non avrebbero interesse, i giocatori, il sindacato, gli scout e la MLB spingono affinché si possa iniziare a giocare ai primi di luglio. E pare che questa sia la soluzione più probabile ma le società premono per ottenere una riduzione dei contratti in genere. 

Ma se ci fosse, come sarebbe il campionato MLB? Cosa mai potremmo vedere di nuovo? Quest’anno si presenta un’occasione d’oro per le innovazioni. Mai si era visto il baseball evolvere così rapidamente e questa potrebbe essere l’occasione per accelerare i tempi e testare ciò che si prevede per il futuro. Si possono mettere in atto le nuove regole che sono in pentola, introdurre più orologi per cronometrare meglio i tempi, provare la zona dello strike elettronica, ecc. e vediamo cosa succede.

 

Tra le cose di maggior interesse da testare ci sarà la ristrutturazione delle divisioni che fu introdotta nel lontano 1969.

 

Per il momento si sta pensando a tre divisioni da 10 squadre ognuna. E va rivisto soprattutto il calendario ormai obsoleto che da troppo tempo si presenta in modo non equilibrato, non adeguato ai tempi e punitivo per agli appassionati.

 

Inizialmente la struttura aveva lo scopo di creare maggiore rivalità tra le squadre limitrofe, ma siamo sicuri di non essere stufi di vedere gli Yankees giocare 19 volte contro i Red Sox e i Giants 19 volte contro i Dodgers e così dicasi per le altre divisioni? Siamo sicuri che pure i tifosi locali siano soddisfatti di vedere gli stessi giocatori o non preferirebbero altrimenti vedere di più i campioni che giocano dall’altra parte del continente? A volte passano anni prima che sulla East Coast gli appassionati possono vedere i vari Trout, Clayton, Yelich e viceversa dalla West Coast vedere i Judge, Lindor, Scherzer e tanti altri fior di campioni!

 

Sono 12 anni consecutivi che il numero degli spettatori è in diminuzione, ivi compresi nei playoff e World Series. I tifosi sono per la maggior parte anziani e diventa sempre più larga la forbice tra appassionati giovani e i più anziani. In questo momento non è in corso nessun campionato di sport di squadra, esiste un vuoto immenso in cui il baseball non può perdere la possibilità di buttarsi dentro a capofitto. 

 

E’ un’occasione da non perdere per riportare tifosi allo stadio, è un’occasione irripetibile offerta su un piatto d’argento sia alla MLB che all’Associazione dei Giocatori. La decisione è nelle loro mani, dobbiamo solo aspettare per verificare se saranno abbastanza furbi da trarre vantaggio da questa opportunità più unica che rara. 

ORA O MAI PIU’.

 

Frankie Russo

 

 

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Commenti: 3
  • #1

    eziocardea@hotmail.it (domenica, 10 maggio 2020 18:50)

    "Ma se ci fosse, come sarebbe il campionato MLB?"

    Bella domanda, caro Frankie! L'eventuale partenza del campionato in luglio comporta necessariamente una drastica riduzione degli incontri. Tuttavia, anche dimezzando il calendario, la MLB offrirebbe un campionato impostato su almeno una ottantina di "giornate".

    Se i big della MLB hanno delle difficoltà nel trovare una soluzione, consiglierei loro di consultarsi con i nostri big che, fallito il tentativo di introdurre il "professionismo" nel baseball italico, sono diventati loro dei veri "professionisti" nel trovare il modo di giocare sempre di meno. Infatti, in un battibaleno hanno trovato il modo, casomai ci fosse consentito di giocare, di ridurre il nostro già da anni striminzito massimo campionato, da 18 a 10 giornate!

    Riduzione adottata anche se non è per nulla necessaria perché i mesi iniziali di aprile e maggio possono essere recuperati a settembre e ottobre, mesi che tra l'altro da qualche anno a questa parte offrono condizioni climatiche molto migliori dei mesi primaverili!

    Non ho guardato se in settembre ed ottobre ci sono impegni della Nazionale o dei soliti Club per qualche Coppa … ma, quand’anche fosse, ritengo che una federazione di fronte alla scelta se partecipare con la Nazionale o con qualche Club a manifestazioni internazionali o sacrificare il proprio massimo campionato, dovrebbe optare senza nemmeno pensarci un attimo per la seconda soluzione.


    http://www.baseballmania.eu/notizie/news/giove-pluvio-sempre-piu

  • #2

    Frankie (domenica, 10 maggio 2020 20:02)

    Ciao Ezio, che ci siano delle difficoltà nella MLB come accennato nell'articolo era da aspettarsi. Personalmente credo che si troverà una soluzione. Anche da noi se si iniziasse a luglio un campionato di tre mesi si potrebbe mettere su escludendo la pausa del mese agosto. Non ci resta che attendere le decisioni federali.

  • #3

    eziocardea@hotmail.it (martedì, 12 maggio 2020 23:02)

    Certamente, Frankie, il nostro campionato si potrebbe disputare, coronavirus permettendo, anche iniziando in luglio. Ma la Federazione, pur prevedendo di partire anche prima, ovvero in giugno, ha ridotto la durata del campionato da 18 a 10 giornate con disputa dei play off in agosto. Vedi https://www.fibs.it/it/news/federazione/46436-ecco-i-nuovi-calendari-dei-campionati-n

    Perché mai escludere la possibilità di giocare anche a settembre e ottobre, disputando quindi tutte le 18 giornate previste dalla stesura iniziale del campionato? Senza contare che quella assurda decisione di comprimere il calendario, oltre ad accorciarne la durata, limita anche il numero delle piazze settimanalmente interessate (4 invece di 5) e lascia a riposo settimanalmente 2 squadre!

    Il baseball italiano, che continua a perdere spettatori e sponsor non ha proprio bisogno di decisioni del genere. Ovviamente nessuno è talmente irrazionale da criticare certi provvedimenti in costanza di ineludibili calamità come quella che stiamo vivendo: anzi, tutti apprezzerebbero molto il tentativo di salvare la stagione. Ma, visto che la sia pur ritardata partenza non ostacolerebbe la regolare realizzazione del campionato nella sua iniziale stesura, appare evidente un incomprensibile interesse a giocare sempre meno, apparire di meno e ad offrire sempre minori spunti mediatici.

    Non mi risulta che in settembre e ottobre vi siano impegni derivanti da manifestazioni internazionali. Quand’anche, la Federazione non dovrebbe condizionare il regolare svolgimento del suo massimo campionato: tutt'al più può spostare e quindi disporre il recupero di qualche incontro, ma mai eliminare quasi mezzo campionato!

    Temo che vi siano altre ragioni …