Tempo virulento

Mark J. Rebilas/USA TODAY Sports - Allo spring training MLB è stato chiesto ai giocatori di ridurre al minimo  contatti con fans ed evitare la firma di autografi
Mark J. Rebilas/USA TODAY Sports - Allo spring training MLB è stato chiesto ai giocatori di ridurre al minimo contatti con fans ed evitare la firma di autografi

di Allegra Giuffredi

In questo periodo in cui lo sport è sospeso o svolto a “porte chiuse” e pare che ci si possa solo allenare, o quasi, c’è davvero da pensare a come verrà ricordata qualsiasi stagione sportiva del 2020, anno bisesto e francamente già un po’ troppo funesto per i miei gusti. Allora, andiamo per ordine: intanto abbiamo imparato o per meglio dire re imparato che bisogna lavarsi le mani. Non credo che prima non lo si facesse, solo che non lo si faceva con la frequenza maniacale con cui adesso lo si fa e il famoso oro bianco in gel stava in macchina, in cantina o nelle borsette femminili, specie se materne. Poi c’è la regola del “droplet” che non è una regola sportiva, ma la distanza di almeno un metro che bisogna tenere tra le persone per evitare gli “sputacchi” coronati e che non è poi così da buttar via, perché forse siamo sempre stati un po’ troppo espansivi, ma anche in campo bisogna e bisognerà tenerne conto e limitare i contatti anche tra giocatori, specie dopo un punto; sarà interessante vedere cosa si escogiterà, perché l’uomo è resiliente. 

Ma dal momento che questo è un momento davvero difficile e complesso, sarebbe bello, dato che dobbiamo stare in casa il più possibile e muoverci il meno possibile, che appunto in casa si potesse vedere tanto sport in chiaro, lasciando da parte tutti quei laccioli contrattuali sui diritti televisivi che fanno tanto male allo sport, perché se è pur vero che lo sport è un’industria per il Paese, è anche ed altrettanto vero che lo sport in TV è uno svago popolare e tale deve essere, quindi chi ha una coscienza sportiva deve comprendere il momento e appunto mettersi una mano sulla coscienza per far sì che tutti si possa vedere le partite di qualsiasi sport in chiaro sul Servizio pubblico.

ROB TORNOE / STAFF
ROB TORNOE / STAFF

E noi cosa possiamo fare? Beh, intanto essere consapevoli del fatto che il Corona Virus, alias Covid 19, alias Sars 2 e così via, durerà un bel po’ e prima che divenga gestibile con il vaccino che arriverà, ma che non sarà disponibile nell’immediatezza, bisogna agire di conseguenza ed essere solidali: solidali 2.0.

 

Per esempio, chi ha un account per fare la spesa on line, può renderlo disponibile ai vicini di casa, magari anziani ed evitargli così l’uscir di casa, cosa altamente pericolosa, specie per chi è magari già debilitato da altre patologie ed al di là dell’età.

 

Oh, resta inteso che magari ad avere l’account sono proprio gli anziani, che in quanto tali non sono mica degli ignoranti digitali e magari ne sanno più di alcuni giovani. Ma nel nostro caso, nel caso cioè dei tifosi di baseball, bisogna anche dire che è bene preservarli dato che in buona parte sono “Over 65”, quindi tra il molto serio e il poco faceto, mi raccomando: occhio!!

 

E poi e poi dobbiamo evitare gli assembramenti e quindi anche se andiamo in palestra, specie nelle zone che non sono ancora catalogate come rosse e continuiamo ad allenarci, dobbiamo comunque rispettare la distanza di sicurezza e munirci di asciugamano da usare sugli attrezzi che saranno comunque igienizzati e da igienizzare.

 

Sono tempi duri e non si prospetta una veloce risoluzione, ma noi che siamo gente di sport e di baseball saremo lì, in prima fila, obbedienti e comunque prossimi a vedere l’inizio delle Major Leagues, in streaming, che partiranno, Dio piacendo, il prossimo 26 marzo. Go baseball! Go Italia!

 

Allegra Giuffredi

 

 

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