Ricordi di Ustica

di Franco Ludovisi

Guardando il film che è stato prodotto per ricordare il baseball a Ustica affiorano tanti bei ricordi della mia permanenza sull’isola.  Lo spettatore, ad esempio, che a cavallo del somarino guardava le attività che facevamo in campo senza mai muoversi o distrarsi: non ne sono sicuro, ma mi pare che a volte si riparasse dal sole con un grande ombrello verde senza mai scendere dalla groppa dell’animale. Bellissimo. Il campo da baseball serviva anche da pista di atterraggio dell’elicottero che veniva da Palermo; lo fotografai in partenza e feci credere agli amici di Bologna che ero arrivato con quel mezzo a Ustica suscitando molta invidia per come mi avevano accolto! Bellissima burla.

Ma era bello arrivare anche dal mare, in barca, accompagnati spesso da un codazzo di delfini giocosi e dal sole che non mancava mai, come appare in una mia foto del 96 quando venni, unica volta, ad Ustica da avversario e non da ospite.

 

Il campo era senza monte ed allora io e gli amici del luogo Pino Caminita, Toto Campolo, Nuccio Russo, Di Gregorio, Mattina senior e junior, Arnò e altri decidemmo, al termine del corso che stavo tenendo sull’isola, di disputare una partita fra di noi lanciando “dal monte” che non c’era, ma che immediatamente realizzammo in soli 45 minuti. Monte fatto a regola d’arte e che gli allievi/amici vollero si chiamasse “Monte Ludo” dimostrandomi affetto e gratitudine. Era l’anno 1983.

Tornai a Ustica nell’89 e provai altre sensazioni molto belle: da uno scoglio piatto nel porto dell’isola battei una palla in mare e tuffatomi in acqua cercai di raggiungere a nuoto una boa che rappresentava la prima base: era la versione “acquatica” del baseball.

Incredibilmente affascinante.

 

Poi, con l’aiuto di Enzo Blanda che mi accompagnava quella volta, presi il coraggio di guardare in fondo al mare con la maschera da sub e vidi colline verdi sotto il pelo dell’acqua: fantastiche.

Ed anche sulla parte più alta dell’isola, inaspettatamente, fui accompagnato a vedere “una foresta” di pini rigogliosi nonostante non vi sia a Ustica acqua sorgiva, foresta o meglio bosco abitato da uccelli migratori in sosta temporanea.

 

Anche un gatto selvatico apparve nell’occasione.

 

 

La mattina si scendeva in piazza per gustare buone cose in pasticceria, quella pasticceria sontuosa della Sicilia tutta; la sera, per rinfrescarci si tornava in piazza per bere una granita: e a seconda del gusto scelto era opportuno scegliere anche il bar specializzato in questo.

 

Bello, bello.

Bello anche se ora è solo un ricordo.

Ma l’abbiamo vissuto.

 

Franco Ludovisi

Scrivi commento

Commenti: 0