Ascesa e declino Houston Astros: fu vera gloria?

Orlando Ramirez-USA TODAY Sports
Orlando Ramirez-USA TODAY Sports

di Frankie Russo tratto da totallytigers

Dopo anni di insuccessi, campionati terminati con più di 100 sconfitte, finalmente gli Houston Astros hanno incoronato il loro sogno conquistando il titolo delle World Series nel 2017. Un’organizzazione che fino al mese scorso ci ha fatto intravedere una macchina perfetta, e che ora invece si trova nel bel mezzo di una tempesta. Nel mondo del baseball ora ci si chiede: Fu vera gloria? E’ particolarmente difficile al giorno d'oggi essere un membro dell’organizzazione degli Houston Astros, in particolare a seguito di quanto successo negli ultimi 30 giorni. Trenta giorni che hanno causato tanti danni  di cui se ne parlerà a lungo e che potrebbero danneggiare irreparabilmente  l’immagine della franchigia. 

 

Qualcosa era già nell’aria negli ultimi due anni. Circolavano tante voci, i giocatori parlavano e i giornali scrivevano, vi erano tanti sospetti, ma tutto è  rimasto sotto coperta. Questo accade quando vieni definito la migliore squadra delle majors. Questo succede quando vieni definito una delle migliori organizzazioni nella storia della MLB. Queste sono le conseguenze quando vinci le World Series. Nessuno si assume l’ardire di attaccare una squadra all’apice del successo, nessuno vuole salire in cattedra ed essere il primo a criticare una società all’apparenza così perfetta.  Questo fino a quando non si cominciano a mostrare crepe nell’organizzazione. 

Getty Images
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Il momento in cui gli Astros dovevano prepararsi alla sfida contro i Washington Nationals, ha segnato il punto d'inizio in cui sono diventati nemici di se stessi, ed è probabilmente il motivo per cui hanno perso le prime due gare casalinghe delle World Series.

 

Un problema sorto la sera in cui conquistarono il diritto di partecipare al Fall Classic. Durante le celebrazioni per la vittoria, con champagne che scrosciava a pioggia negli spogliatori, Brandon Taubman, l’assistente del GM, ebbe da ridire riguardo una giornalista che indossava un braccialetto con la scritta “Basta con la violenza domestica”.

 

La frase si riferiva inequivocabilmente  a Roberto Osuna  il quale di recente aveva subito una  sospensione di 75 giorni proprio per violenza domestica. Non solo, ma Osuna fu acquistato dagli Astros quando era ancora sospeso, evento che elevò non poche polemiche. Taubman gridò, non una volta, ma per ben sei volte che era orgoglioso che gli Astros  avessero tra le loro fila un giocatore come Roberto Osuna.

 

Naturalmente, da parte di tutti, la frase di Taubman fu considerata una provocazione (infatti la violenza domestica  viene presa in seria considerazione e soggetta a severi provvedimenti da parte della MLB, ndt).  Anziché affrontare la situazione,  ipocritamente  l’organizzazione degli Astros  nulla fece se non accusare la giornalista per aver scritto un articolo nel merito. 

 

Senza proseguire nei dettagli (*) e per  sintetizzare, riportiamo che fu solo dopo 5 giorni durante i quali la polemica non accennò a diminuire,  che Taubman e gli Astros chiesero scusa per l’accaduto.  Qualche giorno dopo però,  Taubman rassegnò le dimissioni.  

 

Gli Astros finirono per perdere le World Series ed i commenti da parte della dirigenza e giocatori non furono tra i migliori. Su tutti spicca la conferenza stampa dopo Gara 7 di Gerritt Cole a cui non solo Cole si presentò senza il cappello degli Astros bensì con quello del suo agente Scott Boras,  ma dichiarò che lui “non era un impiegato della squadra”.  

 

Come se non bastasse, il proprietario Jim Craine declassò Reid Ryan promuovendo al suo posto il proprio figlio Jared il quale mai prima aveva avuto esperienze nel mondo del baseball.  Da lì a poco, la decisione ebbe come conseguenza le dimissioni di un alto dirigente degli Astros, il padre di Reid, alias Nolan Ryan, (uno dei più forti lanciatori della storia della MLB, detentore del record di strike out con 5.714, ndt).  La mossa può considerarsi altrettanto  azzardata considerato  che i Ryan sono i proprietari delle squadre delle minors di AA e AAA.

Nella foto assistente GM Brandon Taubman e la giornalista Stephanie Apstein - Osuna nella foto piccola al centro (by Sports Illustrated)
Nella foto assistente GM Brandon Taubman e la giornalista Stephanie Apstein - Osuna nella foto piccola al centro (by Sports Illustrated)

A tutto ciò adesso si aggiungono le notizie allarmanti che per gli ultimi anni più di una società ha utilizzato la tecnologia per rubare i segnali all’avversario, e nel fare ciò si va contro le regolare stabilite dalla MLB, e tra queste squadre non mancano gli Astros.

 

L’inclusione di Houston in questo elenco fa sorgere seri dubbi circa i playoff del 2017 quando gli Astros  ottennero un record di 8-1 in casa contro i Dodgers, Yankees e Red Sox, ma in trasferta registrarono un deludente 3-6. 

 

Scavando ancora di più nel passato, va ricordato che nel 2015 ci fu il caso del compuetr hacking dei Cardinals ai danni degli Astros. Per essersi introdotti nel sistema degli Astros, alcuni dirigenti dei Cardinals finirono in galera anche se accusarono gli Astros ad essere i primi a cercare di entrare nel loro sistema.

 

Ciò potrebbe anche far riflettere tenuto conto che gli Astros erano agli albori del loro successo ed era più logico che fossero loro a tentare di carpire informazioni da una società tra le più vincenti e più organizzate e non viceversa.

 

Dobbiamo chiederci anche cosa hanno in comune queste due società. La risposta è Jeff Luhnow. Egli lasciò l’organizzazione di St. Louis poco prima che scoppiasse lo scandalo del computer hacking divenendo successivamente il GM degli Houston Astros.   

 

Mettendo insieme tutti questi elementi quali i commenti avventati dell’assistente GM, il licenziamento e dimissioni di alti dirigenti, dichiarazioni poco confortanti da parte dei giocatori, computer hacking e rubando segnali con l’uso della tecnologia, il tutto fa sorgere serie incertezze sulla cultura aziendale di questa organizzazione. Tutti problemi venuti alla luce solo dopo la sconfitta nelle World Series e che mostra come le sconfitte possono influire negativamente su un’organizzazione. 

 

Ma c’erano già questi problemi mascherati forse solo dal successo?  O la sfrontatezza  cresciuta senza controllo che vediamo oggi è semplicemente conseguenza del tanto successo? Forse non lo sapremo  mai. L’unica cosa che veramente sappiamo è che una cattiva cultura aziendale semplicemente non esiste all'interno di un singolo dipartimento di un'organizzazione.  Tutto inizia dall’alto per finire al basso. 

 

Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza (citazione manzoniana, ndt).

 

Da Daily Wiews

Houston Astros esecutivo licenziato dopo 'spaventoso' sfogo verso una giornalista femmina 

Un esecutivo degli  Houston Astros è stato licenziato dopo uno "spaventoso" sfogo verso una giornalista durante le celebrazioni per il diritto di partecipare alle World Series. La polemica si riferisce a Roberto Osuna che gli Astros hanno acquisito dai Toronto Blue Jays la scorsa stagione mentre era ancora sotto una sospensione di  75 giorni  per violenza domestica, elemento punibile per la Major League Baseball. Viene riferito da Sports Illustrated  che sabato, dopo che gli Astros avevano conquistato l’ALCS in gara 6 contro i New York Yankees, l'assistente direttore generale Brandon Taubman si voltò verso il gruppo giornalisti nella clubhouse e più volte gridò "Grazie a Dio abbiamo avuto Osuna! Sono così f------ sono contento che abbiamo ottenuto Osuna!". Uno dei giornalisti indossava un braccialetto viola contro la violenza domestica, e il commento di Taubman era così "offensivo e spaventoso" che un altro membro dello staff degli Astros si scusò con la donna.

 

Frankie Russo

 

 

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Commenti: 1
  • #1

    Michele (lunedì, 18 novembre 2019 17:38)

    Dal 1919 al 2019 cambiano i personaggi ma una oscura mentalità che non è più sport sopravvive ancora. Ma anche tra questi risvolti c'è sempre una "certa" filosofia che affascina....