Juan Soto sarà la prossima superstar?

Juan Soto (Getty Images)
Juan Soto (Getty Images)

di Frankie Russo tratto da ESPN.com

Non è stato il fuoricampo di Kendrick il momento più importante di Gara 7 e che rimarrà impressa nella memoria di tanti per lungo tempo. Il momento chiave è stato la base su ball conquistata da Juan Soto nel  7° inning, inning che veramente ha cambiato volto alla partita. E’ stato anche il momento che ha mostrato come il 21enne stella delle World Series avrà la possibilità di diventare il nuovo Albert Pujols o Mike Trout. Con un eliminato e gli Astros in vantaggio per 2-0, Zack Greinke, che fino ad allora aveva dominato l’attacco avversario, si trovava in una situazione da dover affrontare per la terza volta i migliori battitori del lineup dei Nationals: Anthony Rendon, Juan Soto e Howie Kendrick. 

L’ultima cosa che Greinke voleva fare era regalare la base a Rendon perché a seguire c’era Soto che già aveva battuto 3 HR nella serie e che avrebbe rappresentato il punto del pareggio.

 

Sul conteggio di 1-0 Rendon ha spedito un cambio in tribuna portando il risultato sul 2-1. 

 

A quella situazione il punto del pareggio era rappresentato da Soto che aveva già battuto valida nel 2°inning, l’unica concessa da Greinke prima dell’HR di Rendon.

 

Non avendo un mancino nel bullpen, gli Astros erano costretti ad affrontare Soto con un lanciatore destro, quindi, o lasciare Greinke o sostituirlo con Will Harris. Hinch ha optato per Greinke. Il primo lancio fastball è ball, il secondo una sventolata a vuoto su una curva seguito da un altro cambio ball.

 

Greinke ha lanciato un altro cambio alle ginocchia che l’arbitro ha chiamato ball, un lancio che visto al replay aveva il 92% di probabilità di essere chiamato strike. Ma Soto aveva fatto bene i suoi compiti, aveva già mancato un cambio nel quarto inning e questa volta non aveva nessuna intenzione di sventolare a vuoto. Sul 3-1 il successivo lancio curva era fuori zona per ball 4. 

 

Disciplina al piatto, una rara qualità per un giocatore così giovane. Ma va fatto anche notare che nella regular season Soto aveva ottenuto l’11^ media più bassa di sventolate a vuoto. Sarebbe stato comprensibile per un giovane battitore di potenza, con la squadra sotto di un punto in Gara 7 delle World Series  sventolare per un HR. Soto invece si è guadagnato la base. 

 

Con Soto in base, AJ Hinch doveva prendere una difficile decisione e questa volta ha optato per Harris, una strategia che aveva già studiato prima della gara: Harris per affrontare Kendrick e Cabrera. Non avendo un mancino nel bullpen, ma contando sulla capacità dei suoi rilievi ad affrontare battitori mancini, strategie alternative per Soto non ce n’erano, tant'è vero che in precedenza a Soto era stata concessa la base intenzionale, cosa che gli Astros non avevano mai fatto prima, neanche durante la regular season.

 

Tutti ci ricordiamo il fuoricampo da due punti di Kendrick  che ha portato in vantaggio i Narionals. Al successivo turno nell’8° Soto ha portato un altro punto a casa per il 4-2. 

Juan Soto (Elsa/Getty Images)
Juan Soto (Elsa/Getty Images)

La linea finale di Soto nelle World Sereis è stata di 333/438/741 con tre HR e sette punti battuti a casa divenendo il giocatore più giovane a realizzare tre HR in una unica WS.

 

Oltre alla decisiva base su ball già menzionata, Soto aveva anche battuto un importante doppio contro Cole in Gara 1 portando a casa 2 punti e un HR contro Verlander in Gara 6 che ha portato in vantaggio Washington.  La sua linea in tutta la postseason è stata di 277/373/554.

 

Il sito “thebaseballgauge.com”, sviluppa una statistica definita “championship win probability added”  che tiene conto del risultato di ogni turno alla battuta che influisce sulle probabilità di vincere una particolare gara o le WS.

 

Il fuoricampo di Kendrick contro Harris è stato senza dubbio uno dei momenti più esaltanti della postseason, ma il giocatore che ha ottenuto il migliore CWPA è stato Juan Soto.

 

Giocatori che hanno successo nei playoff sono generalmente gli stessi che hanno avuto successo nella RS. Per molti Soto sarà stato una sorpresa, per i Nationals è stata una conferma. Per Soto, giocare nelle majors è ancora un gioco da bambini, si diverte e gli piace scherzare, ma i suoi compagni e gli avversari hanno potuto notare la sua maturazione durante la postseason mentre i tifosi di Washington hanno avuto la possibilità di osservare Soto nelle ultime due stagioni.

 

I numeri parlano chiaro: A soli 19 e 20 anni, per due anni consecutivi ha realizzato una media di arrivo in base oltre 400; Una linea nel 2019 di 282/401/548, 34 HR e 110 punti portati a casa. 

 

Sono sufficienti questi dati per poter paragonare Soto a Trout e Pujols? Forse no, qui stiamo parlando di due dei migliori battitori di tutti i tempi e due giocatori che non brillano solo al piatto. Pujols ha battuto 331 nei suoi primi 10 anni nelle majors. Trout si è classificato primo 4 volte per OPS e 6 volte per OPS+. Soto si è classificato sesto quest’anno in OPS e ottavo in OPS+. Ma nello stesso tempo forse non è nemmeno totalmente da escludere.

 

Soto ha compiuto 21 anni il mese scorso. Tra i giocatori con simili risultati nei primi due anni sono da annoverare Mickey Mantle, Frank Robinson, Mike Trout, Ken Griìffey Jr e Mel Ott. L’elemento che gioca in suo favore è che con l’esperienza potrà solo migliorare e imparerà a gestirsi meglio sia come giocatore che al piatto.

 

Potrà divenire un Joey Votto con più potenza? O potrà divenire uno con la disciplina al piatto pari a quella di Ted Wiliams? Solo il tempo ce lo saprà dire. 

 

Frankie Russo

 

 

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