Giancarlo Mangini: la voce del baseball e del softball

Nella foto a sinistra Giancarlo Mangini e a destra un altro grande che non c'è più Rino Zangheri - Due grandi del baseball che ci hanno lasciato in questo 2019 (foto tratta dal sito della Fortitudo)
Nella foto a sinistra Giancarlo Mangini e a destra un altro grande che non c'è più Rino Zangheri - Due grandi del baseball che ci hanno lasciato in questo 2019 (foto tratta dal sito della Fortitudo)

di Michele Dodde

Oggi 9 novembre è venuto a mancare Giancarlo Mangini. Era nato a  Pola il 13 gennaio del 1931. Mangini è stato una delle figure più rappresentative del baseball e del softball italiano, prima come giocatore ed in seguito come manager, dirigente, tecnico federale, giornalista e telecronista. Ha conosciuto il baseball nel 1940 ed ha incominciato a giocarlo nella squadra dei Leo Baseball di Milano. La sua bravura lo ha portato a giocare nella massima serie per più di venti anni indossando la casacca  dell’Ambrosiana negli anni 1948-1949, poi del Milano negli anni 1950-1951, del Pirelli nel 1953 ed infine dell’Inter, sponsorizzata allora dalla GBC Italiana,  dal 1954 al 1971. Di questa squadra, che annoverava tra gli altri i fratelli D’Odorico, i fratelli Cardea, Clerici, Carmignani e lo stesso suo fratello Sergio, è stato l’indiscusso leader ed allenatore. 

Ricopriva i ruoli di prima base e lanciatore ed ha avuto la sua migliore stagione nel 1952 con una media battuta .415.

 

Ha indossato la maglia azzurra in sei occasioni partecipando agli europei di Roma nel 1956 e Mannheim nel 1957. Seguendo gli insegnamenti di Lou Campo e Jimmy Strong si è affermato anche come ottimo tecnico portando l’Inter a conquistare la piazza d’onore per tre anni contrastando efficacemente il potere dell’allora Europhon di Cameroni e della Incom Lazio di Giulio Glorioso.

 

Conquistò anche tre titoli nell’attività agonistica. Divenuto manager  dell’Ambrosiana Softball,  l’ha portata alla conquista di due titoli italiani.  Dal 1969 al 1974 è stato chiamato a rivestire l’incarico di allenatore della nazionale di softball.

Conclusa l’attività agonistica ha ricoperto successivamente incarichi federali prima come speaker ufficiale delle manifestazioni della federbaseball poi come presidente della Commissione Nazionale Propaganda. 

 

Eccezionale  disegnatore di cartoonist (suoi i personaggi di Stanlio ed Ollio apparsi su periodici per ragazzi) e pregevole vignettista, ha svolto per oltre trent’anni una copiosa attività da giornalista pubblicista scrivendo con alta competenza conoscitiva  moltissimi articoli di baseball e softball, per il baseball e softball, con il baseball e softball su diversi quotidiani tra cui  La Gazzetta dello Sport e periodici di settore quali Tuttobaseball, Lo Sportivo, Baseball International, Baseball e Rugby. 

 

Con l’avvento della televisione è divenendo successivamente con alta esperienza tecnica l’inamovibile commentatore nelle telecronache sul baseball irradiate dalla Rai. E’ stato inserito nella Hall of Fame del Baseball Italiano quale Giornalista. 

 

I ricordi personali per aver condiviso con lui diverse manifestazioni restano indelebili nel mio cuore.

 

Michele Dodde

 

Qui sotto la sua voce nel commento tecnico di alcune partite del Mondiale 1998 disputato in Italia

 


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Commenti: 2
  • #1

    Ezio Cardea (sabato, 09 novembre 2019 15:45)

    Grazie, Michele per questo ritratto di una vita difficile da sintetizzare perché intensa, ma che hai saputo fare magistralmente. Grazie anche a Paolo che ci fa risentire "the voice" del baseball italiano, insuperabile maestro anche come speaker per la grande competenza tecnica del gioco e per la sua memoria enciclopedica su tutto il panorama del baseball italiano e USA .
    Ho conosciuto Giancarlo nel 1948! e da allora, salvo due soli anni, abbiamo camminato insieme nel baseball (ero giocatore anch'io ma anche suo coach) e nella vita, soprattutto quando, da grandi e sposati, formavamo con le nostre mogli un quartetto inseparabile!
    Tu, Paolo, mi hai chiesto di scrivere un ricordo, ma in questo momento la mia mente corre velocemente da un anno all'altro di questi 71 anni di intensa amicizia ... e i ricordi si affastellano ... Non ci riesco, Paolo, e per questo ringrazio te e Michele per questo omaggio che la Lilli apprezzerà moltissimo.

  • #2

    Paolo (sabato, 09 novembre 2019 17:27)

    L'ho conosciuto poco, ma l'ho sempre visto come un gran signore. Una di quelle persone che non puoi non avere un grande rispetto.