Eventi salienti di una storia infinita # 17

Sandy Koufax
Sandy Koufax

di Michele Dodde

Sfogliando alcune ingiallite pagine di una cronaca andata, ovvero quando il baseball incominciava a diventare l’insostituibile fraterno compagno di viaggio, ho rintracciato un singolare quanto fantasioso line up già denominato a suo tempo il “Line up delle sette note”. Stilato a cura di artisti e compositori appassionati, questo line up abbraccia il lungo periodo dal 1904 al 1983 ed è stato formalizzato sui successi delle tante ballate dedicate ai vari giocatori divenuti poi icone nell’immaginario collettivo dei tifosi. Queste ballate infatti, che hanno gioiosamente superato le aspettative dei compositori, oltre a rispecchiare in modo anche ironico la duttilità dei giocatori cui erano dedicate, vivevano oltre le gare poiché erano orecchiabili, facili da cantare e soprattutto fischiate durante il giorno. 

Ed ecco allora come scelta salire sul monte l’impareggiabile lanciatore mancino Sandy Koufax grazie alla canzone “Dandy Sandy”, parole e musica di Jackie Barnett e Sammy Fain, ed interpretata in modo accattivante dal versatile guitto Jimmy Durante. La ballata, che delinea armoniosamente le qualità del braccio di Sandy, fu inserita nel long play “The Sound of The Dodgers” edito nel 1964 a cura della Jaybar.

 

Quale lanciatore destro invece le piacevoli note andarono ad indicare Leroy “Satchel” Paige, l’uomo divenuto leggenda, con un 45 giri interamente a lui dedicato “The Ballad of Satchel Paige” edito da Cain e Able nel 1982, scritto da Settie Truitt e cantata da Raynola Smith.

L’onda lunga sonora e popolare con “One Stop Along the Way” focalizzò poi in Johnny Bench il carismatico ruolo di ricevitore. Bench in tutta la sua carriera lunga sedici anni ha giocato sempre con i Cincinnati Reds divenendo l’insostituibile chiave di volta della cosiddetta “Big Red Machine” ed il tributo con questa ballata gli è stato dato da Terry Cashman nel 1983 e pubblicato dalla Metrostar Music. 

Per quanto riguarda gli interni, in prima base, e non poteva essere da meno, è stato inserito l’inossidabile Lou Gehrig cui la moglie e Fred Fisher dedicarono nel 1935 la coinvolgente  e mielosa “I Can’t Get to First Base With You”.

 

In seconda base è stato scelto l’inamovibile icona di Jackie Robinson cui, dopo essersi affermato, Woodrow Buddy Johnson nel 1949 scrisse e musicò “Did You See Jackie Robinson Hit That Ball?” su dischi editi dalla Decca per conto della Sophisticate Music.

Poi in terza base l’ineleggibile permanente della Hall of Fame Peter Edward Rose il cui soprannome “Charlie Hustle” divenne il titolo di ben due ballate. La prima scritta nel 1974 da E. Miller e cantata per conto della Teardrop Music da Jim Wheeler e successivamente, nel 1979 su versi e musica di Mark Glabman fu la dolce voce di Pamela Neal a magnificare le gesta di un giocatore che per ventitre anni ha calcato i diamanti della Major League. Oggi restano solo rimpianti. 

Nell’esuberante ruolo di interbase la notorietà musicale è caduta su Johannes Peter Honus Wagner osannato dalla popolare “Husky Hans” del 1904.

 

Soprannominato “The Flying Dutchman”  Wagner, oltre ad essere stato inserito nella formazione del secolo della MLB per le sue indiscutibili doti atletiche, detiene un singolare record inerente la sua figurina.

 

Questa faceva parte della serie T206 propagandata dalla American Tobacco Company e poiché Wagner non voleva essere coinvolto con l’industria del tabacco fece fermare la riproduzione della sua immagine stampata in poco meno di 200 copie.

 

A tutt’oggi ne risultano in circolazione appena 56 ed il valore attuale di ogni figurina per i collezionisti sportivi supera i tre milioni di dollari.

 

In campo esterno a sinistra viene celebrato Hank Aaron, il new entry della storia, che dopo aver superato il record di Babe Ruth si è visto dedicare una mezza dozzina di ballate tra cui “Move Over Babe (Here Comes Henry)” scritta e musicata da Ernie Harwell e dal lanciatore dei Detroit Tigers Bill Slayback con l’apporto editoriale della Iramac Music. 

 Al centro quel sempre gold glove Willie Howard Mays detto “The Say Hey Kid” cui la Warner Bros con Larry Hosford nel 1977 hanno dedicato la commovente “Homerun Willie” che fece dire a Ted Williams “Hanno inventato il gioco del baseball esclusivamente  per Willie Mays”. 

A destra, ultimo ma non tra gli ultimi, Babe Ruth osannato sempre ed immortalato nel 1919 dai versi di Jack O’Brien con musica di Billy Timmins  in “Batterin’ Babe”.

 

Ma a condurre questo fantasioso line up poteva mancare il manager? Ecco allora emergere Connie Mack l’inventore dei Philadelphia Athletics che tra alti e bassi della propria vita ha reso un forte e considerevole sviluppo del baseball ed il tributo gli fu dato dalla struggente ballata scritta e musicata da Teddy Troy nel 1950 “The Grand Old Man of Baseball”.

 

Dunque andiamo allora a sentire:

Hai visto Jackie Robinson Colpire quella palla?
E’ andata lunga attraverso la parete del campo.

Si ragazzo, si, si. Jackie ha colpito quella palla.

……

 

L’ha colpita? Si, e non è tutto

Dopo ha rubato casa base.

Si,si. Jackie ha colpito quella palla…

 

poiché in fin dei conti il baseball is all that you need. But all that you need is baseball.

 

E la storia infinita continua…

 

Michele Dodde

 

Leggi la 16^ parte

 

 

 

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