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Riflessioni dal Fondo Rimi ai Giochi del Mediterraneo 2025

Un momento della partita tra i Tritons di Taranto e gli Angels di Matino
Un momento della partita tra i Tritons di Taranto e gli Angels di Matino

di Michele Dodde

E’ stato particolarmente piacevole passare un pomeriggio in quel di Fondo Rimi tra ulivi secolari ormai capitozzati ed in via di estinzione a causa di quella fastidiosa Xylella comunque combattuta con determinazione da una civiltà contadina che non conosce tempo. Qui è ubicato, come un fiore insolito e raro ma per tale motivo amato,  il diamante “Delle Castelle” ed è stato qui che, dopo il polveroso terreno del campo di calcio, la passione e l’etica del tecnico self made Raffaele Zappia è riuscito a compiere quella grande impresa di sgrezzare e formare per un palcoscenico superiore Andrea Castrì, che firmò a suo tempo per gli Yankees di New York, e Gigi Carrozza, eccellente uomo del box con le sue 1001 battute valide oltre ad essere un ricevitore di spessore che ha nel suo personale palmares quella  punta di diamante che lo evidenzia essere stato miglior catcher riconosciuto ai Mondiali del 1994 in Nicaragua e ad essere stato proclamato vincitore dell’ambito premio quale giocatore ad aver acquisito la miglior media battuta alle Olimpiadi del 1996 ad Atlanta. Solo dopo viene l’appannaggio di cinque scudetti e quattro coppe dei campioni. 

Qui dunque, dove è piacevole che non passi mai il tempo, la lunga schiera dei tanti verdi bomber si rinnova sempre tra alti e bassi con uno stile che caratterizza profondamente questo particolare baseball di periferia condito con farciti panini o gustose friselle con pomodori ed olio, ovvero questo particolare baseball di periferia così lontano dai diorami della massima serie e purtuttavia avvincente per completezza e partecipazione.

La gara era tra i Tritons di Taranto e gli Angels di Matino, padroni di casa e gelosi custodi della gloriosa tradizione del baseball matinese lunga quarantun anni. Non il risultato, che pure ha visto gli jonici vincere per 11 a 0, è stato il dato interessante nell’avvicendarsi degli inning  quanto invece la gioia partecipativa dei giovani di entrambi i roster, giovani che giocano un baseball a loro raccontato con la passione di sempre dai loro tecnici ovvero da quel motore propulsivo che è Antonio Maggio, unitamente alla pacata serenità del venezuelano Rafael Motolese, per i tarantini e dall’inesauribile pazienza di Fabio Corsano con il sempre atteso, ed ora realtà,  ritorno sul prato verde del foul di un ineguagliabile Gigi Carrozza neo istruttore dei fondamentali ed allenatore del gioco. 

Nella foto Gigi Carrozza con la Nazionale alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996
Nella foto Gigi Carrozza con la Nazionale alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996

Sono questi quattro personaggi quelli che riescono a dare continuità di linfa ai tanti giovani incontrati nelle scuole e poi a soddisfare i loro sogni rinverditi da racconti e leggende di un baseball che non ha usura. E la presenza inossidabile di queste due franchigie non sono altro che le gocce rimaste di quell’onda lunga che fu la smagliante Operazione Sole degli anni settanta e che si destreggia mirabilmente tra i possibili impegni profusi dal comune salentino ed il disinteresse degli amministratori jonici che invece dovrebbero incominciare con specchiata chiarezza ad interagire in specie ora che la città di Taranto si è candidata ad ospitare i Giochi del Mediterraneo del 2025. 

 

E’ questa l’occasione di promuovere una fattiva forma di pensiero per inserire tra questi giochi, prodromi del più grande evento che è l’Olimpiade, sia il baseball sia il softball in quanto in tutte le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo, escluso il Turchia, Montenegro, l’Egitto e la Libia, è praticato con successo l’antico gioco del batti e corri.

 

Così il diamante di Fondo Rimi, che già a suo tempo ospitò le fasi di una Coppa Campioni di baseball, e l’atteso diamante in quel di Taranto potranno essere le sedi opportune per le gare ma soprattutto vetrina per i tanti giovani di Grottaglie, San Giorgio Jonico, Avetrana, Taranto, Surbo, Lecce, Casarano e Matino per trasformare incisivamente questo attuale baseball di periferia in un baseball di primo piano. 

 

I giovani ci sono, molti i prospetti in nuce che gara dopo gara affinano la loro mente, grande è la passione e l’emotività dimostrata, immense le loro aspettative così come il desiderio che queste riflessioni non restino solo tali…

 

Michele Dodde

 

Nella foto sotto il nuovo tunnel di battuta che l'Amministrazione Comunale di Taranto ha realizzato. Speriamo che ora dal tunnel si passi al campo vero. (notizia dell'ultima ora tratta dalla pagina Facebook della Società Tritons Taranto)

 

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Commenti: 1
  • #1

    Flavio orati (giovedì, 23 maggio 2019 17:33)

    Complimenti: oltre che un atto dovuto a questo pezzo di storia del nostro sport da una terra "difficile" il pezzo è magnetico e davvero coinvolgente. Grazie.