La sfiga ci vede benissimo

di Marcello Perich

Ero nel bel mezzo del mio secondo campionato di Serie C, vale a dire che avevo giocato 6 partite l’anno  prima e tre il secondo, quando l’indimenticabile Carruba mi disse che mi voleva in Serie A, con le Calze Verdi. Probabilmente aveva notato che correvo come un “leprotto spaventato” e un paio di buone gambe facevano comodo. Naturalmente, un mese prima dell’inizio del campionato, dopo aver fatto tutto l’allenamento in palestra, mi lussai la rotula sinistra, con strappo del tendine alare. Capitò facendo uno stupido gioco con mio fratello (che non riuscì mai a perdonarselo). Scarpa di gomma, parquet di legno.

Inevitabile conseguenza e inevitabile perdita di scatto e velocità. Venti giorni di gesso, 30 giorni a domicilio (con massaggiatrice specializzata che somigliava vagamente a un canguro con i baffi!?) e lunghi giorni per ritornare quello che ero prima.

 

Ritrovai tutto, alla fine, ma, ormai avevo 30 anni.

 

Lo stesso incidente capitò quando avevo già due figlie.

 

Quando mi ero “lussato“ la prima volta avevo dei pantaloni di cotone e, mentre cadevo, diedi una pacca alla rotula che se ne era andata per i fatti suoi, così il medico fece una rapida diagnosi, prima di ingessarmi dall’inguine alla caviglia.

 

Quando mi feci male la seconda avevo i jeans e non mi fu possibile “rimetterla a posto” e sperimentai una singolare tecnica anestetica, non del tutto spiacevole.

Mentre il medico esaminava il danno facendomi un male cane ogni volta che sfiorava dove il tendine si era staccato la “fornitissima” infermiera si era parcheggiata dietro la mia testa, avendo cura di posizionare una tetta per spalla.

 

Quando, in un misto di dolore e goduria cercai di girare la testa per vedere cosa stava succedendo alle mie spalle, il medico rimise a posto la rotula, procurandomi uno dei dolori più acuti della mia vita.

 

Non essendo attrezzato come si deve, non avevo idea di quanto siano forti i dolori del parto, ma Il “rientro” della rotula entrò in competizione con un entusiasmo degno di miglior causa.

 

Marcello Perich 

 

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