Il DH nella National League

Nella foto David Ortiz (USATODAY)
Nella foto David Ortiz (USATODAY)

di Frankie Russo

Tratto da "free press Carlos Monarrez"

E’ una voce che ormai circola costantemente nelle majors e alla fine è anche la decisione giusta da prendere. Riferendosi all’AL è come sparare sulla Croce Rossa. Da quando fu introdotto nel 1973, il DH è stato una benedizione per molti giocatori che hanno visto prolungare la carriera come Willie Horton, Edgar Martinez, David Ortiz, Alex Rodriguez e Victor Martinez per nominare i più noti.  Ma essere tifosi di una squadra della NL deve essere semplicemente penoso vedere il lanciatore entrare nel box e sentirsi sconfitto ancora prima di arrivarci.

Orel Hershiser fu un’eccezione andando strike out più o meno lo stesso numero di volte delle battute valide. In 13 stagioni, Hershiser realizzò una MB di 212 con una MAB di 240 e sembrava essere Babe Ruth paragonato agli altri lanciatori. Tutto il contrario di Dean Chance che vinse 20 gare per i LA Angels nel 1964 e terminò la carriera nel 1971 con i Tigers. Chance è considerato il peggiore lanciatore in battuta dal 1876 al 2007 con almeno 500 presenze al piatto. In 11 anni di carriera i suoi macabri numeri sono stati: 662 turni alla battuta, 420 strike out, MB 066 e 113 MAB. Nel 1971 con i Tigers Dean andò 0x21 con 16 strike out e mai arrivò in base.

 

In tempi più recenti, fino al 2014,  una ricerca di ESPN ha rilevato che, con almeno 200 presenze al piatto, è ancora un Tiger a risultare in cima alla lista. Trattasi di Brian Moehler con 93 strike out in 202 turni alla battuta, una MB di 045 e MAB di 098. Dal 1996 al 2002 Moehler andò 0x12.

Quindi, a parere di molti, è arrivato il momento di archiviare questi numeri e introdurre finalmente il DH anche nella National League. 

Nell foto Justin Verlander (MLB.COM)
Nell foto Justin Verlander (MLB.COM)

Lanciare e battere sono due aspetti del baseball che per troppo tempo sono stati sottoposti a tanta specializzazione che anche i più puristi devono arrivare alla conclusione che, aggrapparsi a fuor devianti e romantici nozioni nel vedere il lanciatore occupare la nona posizione nel lineup, è ormai una regola antiquata che fa sembrare un momento molto importante della gara come una situazione a dir poco imbarazzante.

 

Alcuni riescono ancora a trovare una interessante strategia coinvolta quando il lanciatore entra nel box di battuta, ma in sostanza il tutto si riduce semplicemente a una questione di responsabilità da parte del manager. E tralasciamo per il momento il caso di Shohei Ohtani.

 

Poi, anche tra i giocatori vi sono coloro che, pur non avendo successo in battuta, sostengono invece che il DH va eliminato anche se a conoscenza del fatto che la NL si sta muovendo in altra direzione. Justin Verlander per esempio, che certamente non è un buon battitore, è tra quelli. Per lui è un modo per divertirsi, specialmente quando è lui a stare sul monte, ma nello stesso tempo ammette che nell’ultima edizione delle World Series, i Dodgers avevano un vantaggio giocando nel loro stadio proprio perché i lanciatori dell’AL non sono abituati a battere, o effettuare smorzate e correre sulle basi. Ovvio però, che il concetto di Verlander è valido in particolare quando è lui che sale sul monte in modo da trarne il maggior vantaggio possibile. 

 

A questo punto la palla passa nelle mani del Commissario Rob Manfred il quale ritiene che la cosa migliore è lasciare le cose allo stato attuale.  L’AL non rinuncerà mai al DH anche per via del sindacato dei giocatori in quanto tale rinuncia significherebbe cambiare il gioco in tutto il mondo, e questo è inimmaginabile. D’altro canto, nella NL la questione si ridurrà a un problema di lavoro. Infatti il DH nella NL significherebbe più giocatori con salari più alti e questo troverebbe una forte resistenza da parte dei proprietari.

 

L’utilizzo del DH è uno dei problemi che il baseball deve affrontare poiché influisce sul ritmo del gioco, sugli shift difensivi, sulla presenza del pubblico, e relativamente anche sulla freddezza da parte delle società nell’acquistare giocatori dotati di sola potenza in battuta, i così detti Slugger. Non ultimo, una tale decisione presa oggi andrebbe ad influire negativamente sui lavori prima della scadenza del contratto collettivo del 2021.

 

Quindi, per il momento pare non corra l’obbligo di eseguire una sventolata a vuoto nel merito, ma nello stesso tempo ancora peggio sarebbe ignorare completamente la problematica.

 

Frankie Russo

 

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