Perché amo questo sport

di Allegra Giuffredi

Mi capita spesso di chiedermi perché il baseball sia lo sport più bello del mondo, bellissimo da guardare, incredibilmente affascinante da giocare.  Alla fine mi vengono in mente tutti i piccoli particolari che nessuno osserva. Se vedete, prima della partita, un uomo che si mette lo smalto bianco sulle unghie della mano destra, non vuol dire che si sta preparando ad un “drag queen show”, è solo il ricevitore che vuole aiutare il suo lanciatore a leggere i segnali durante la partita. Se, poi, dopo la partita, entrate negli spogliatoi vedrete, fra una quindicina di giocatori in varie “fasi di nudità”, uno non più giovanissimo, con un principio di pancetta con una birra in mano e una crosticina di Maalox intorno alla bocca: quello è il closer che al nono inning ha difeso il ponte, senza far passare il nemico. Se, poi ancora, passando  vicino alle gabbie, vedete un giocatore non in divisa che sta lavorando all’elastico, quello è un lanciatore che sta costruendo il braccio perché spera di avere altri due o tre anni da lanciare. Poi c’è un lanciatore che si inzuppa il pantalone destro (sinistro se è mancino) con acqua molto zuccherata. Molto zucchero, molta rotazione, curve diaboliche. Che cosa volesse dire Yogi Berra, quando apriva bocca soltanto lui lo sa, ma alcune “perle” sono passate alla storia. “It ain’t over until it’s over.”, ossia “non è finita, finché non è finita. 

Oppure: “il 90% del baseball è mentale, l'altra metà è fisico”.

 

E cosa mi dite del filosofo che se ne esce con una “perla” come: “credere alla cabala è stupido, non credere alla cabala posta sfiga”.

 

Oppure quell’allenatore che, alla vigilia di una serie importantissima si rivolse ai suoi giocatori che avevano più probabilità di fare il grande salto e disse mettendo l’indice vicinissimo al pollice: “Ragazzi, siete a tanto così dalla gnocca (tradotto "dalla LEGA MAGGIORE” )

 

Oscar per  il miglior “pep talk“ dell’anno.

 

E, anche se non c’entra con il baseball, come dimenticare la battuta di Mae West, bionda incendiaria del cinema anni 30 e 40? 

 

In una scena nella quale ballava con un poliziotto, se ne uscì con : “E’ la vostra pistola oppure vuol dire che siete molto contento di ballare con me?” 

 

Evvai, Mae!

 

Allegra Giuffredi

 

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