La foto più bella

Foto di Charles Conlon
Foto di Charles Conlon

Quando il tutto diventa un momento magico

di Michele Dodde

Accadde durante la stagione agonistica del 1909 durante la gara Detroit Tigers contro gli Highlanders di New York.  Era il 23 luglio ed il tabellone segnapunti riportava al quinto inning un out e un corridore in seconda. Quel corridore era Ty Cobb, scorbutico e violento giocatore ma astuto e deciso nelle scelte del gioco. Molto si è scritto su questo personaggio, nel bene e nel male, ma sempre, nello spolverare le pieghe della sua vita, si è dovuto rimarcare la sua versatilità nel gioco del baseball. 

La sua permanenza nel roster dei Detroit Tigers per 22 stagioni, i suoi numerosi record, alcuni dei quali ancora imbattuti, stanno in sintesi a delineare in modo categorico l’intoccabile qualità di questo personaggio inserito al terzo posto nella funambolica lista dei “100 migliori giocatori del baseball” stilata dallo Sporting News.

 

Accadde dunque che Cobb, in quei magici momenti in cui ci si attende che il battitore effettui una smorzata vincente o in alternativa riesca a battere la pallina verso il right outfielder, con una precisa scelta di tempo decidesse di caracollare verso la terza base dove giunse salvo dopo essersi distinto con la sua inimitabile scivolata perché insita nella propria talentuosità interpretativa di come egli poneva termine alla corsa tra le basi. E tale fu l’irruenza che Jimmy Austin, terza base degli Highlanders, per evitare l’impatto, lievitasse sulla base stessa consentendo all’umpire Silk O’Loughlin quella chiara visione che gli permise di emettere il calibrato giudizio.

 

Questa sembrerebbe la cronaca di un normale gioco durante una normale partita inerente una normale regular season svolto a tutto beneficio dei tifosi e spettatori ed invece il caso volle che quel giorno Charles Conlon, fotografo accreditato dal locale newspaper, si fosse posizionato con il proprio treppiede presso la terza base e che con l’innato senso opportunistico ed istinto riprendesse il fermo immagine di quella che passerà alla storia come “la foto più famosa del gioco del baseball”.

 

In effetti l’onesta testimonianza di Conlon arricchisce la bellezza della foto stessa. “ La cosa più emozionante – racconta il fotografo – è che non ero sicuro di aver realizzato quella foto. Avevo poco prima scherzato con il terza base Austin circa le mie foto…  Cobb era in seconda base ed Austin, che pensò il battitore stesse effettuando una smorzata per permettere a Ty di conquistare la terza base, si era mosso sulla linea di foul verso casa base. Fu a questo punto che Cobb iniziò la sua corsa e Jimmy, avvertito dalle urla dei tifosi, indietreggiò ritornando indietro verso la terza base dove però Cobb era già scivolato spumeggiando terra a non finire. Nell’eccitazione della visione non riuscivo più a ricordare i movimenti fatti ed in cuor mio già mi prendevo a calci per aver perso una grande occasione. Invece nello sviluppare i negativi il mio istinto mi ha premiato poiché ero proprio riuscito a riprendere quell’attimo di Cobb con l’intensità visibile del suo volto, la nuvola di polvere a dare continuità mobile all’azione, la sospensione di Austin e l’umpire O’Loughlin che inizia la gestualità del "safe”.

 

Si può essere a volte più o meno d’accordo  con il giornalista sportivo Al Stump, primo biografo ufficiale riconosciuto di Ty Cobb, circa la reputazione di questo grande atleta tra vita privata ed icona sportiva ma di certo è da condividere la esclusiva definizione della foto di Conlon come “la più affascinante e veritiera foto del gioco del baseball” poiché di fatto questa foto evidenzia veramente tutto ciò che investe il gioco del baseball meglio di qualsiasi altro esempio: determinazione, grinta, tempestività, leggerezza come in effetti il gioco della vita richiede.

 

Quel giorno i Detroit Tigers vinsero contro gli Highlanders New York per 6 – 2.

 

 

Michele Dodde

 

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Foto di Charles Conlon
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