Cosa ha fatto vincere le World Series ai Boston Red Sox

di Tony Abbatine, tratto da Baseballamerica e tradotto da Frankie Russo

Vi sono diversi ragioni per cui i Red Sox hanno vinto le World Series: un grande gruppo di lanciatori, versatilità dei ruoli, buona difesa e un gruppo di giocatori che andava molto d’accordo. Ma c’è un altro fattore molto importante. Si è avuto l’impressione che i battitori dei Red Sox vedevano meglio la palla e avevano un migliore controllo della zona dello strike rispetto ai Dodgers, specialmente nelle situazioni cruciali e quando indietro nel conteggio.  Sarà stato l’approccio con due strike, sarà stato l’approccio con due eliminati, ma i Red Sox avevano il pieno controllo del Runway (la linea sui cui viaggia la palla) e della lunghezza del Go Zone (il punto in cui i battitori devono decidere quando girare e che tipo di lancio è in arrivo). 

[per facilitare la lettura in seguito useremo “traiettoria” per Runway e “punto di contatto” per Go Zone, ndt].

 

Mettiamola così, i battitori dei Red Sox riuscivano a vedere la palla più a lungo, permettendo loro di migliorare le capacità di prevedere il lancio. Hanno anche avvicinato il punto di contatto più prossimo al piatto il che gli ha permesso di avere maggiori informazioni prima di decidere se sventolare o meno. 

Nella foto l'Italo-americano Andrew Benintendi batte un singolo contro Clayton Kershaw
Nella foto l'Italo-americano Andrew Benintendi batte un singolo contro Clayton Kershaw

Questa strategia non deve essere intesa  come “tirare” la palla, basti vedere quanti fuoricampo sono stati battuti in campo opposto o diritti al centro. I migliori battitori riescono a controllare la traiettoria per meglio valutare la velocità, spazio e rotazione.  Questa traiettoria immaginaria tra il monte e casa base, e che sta negli occhi di tutti i bravi battitori, agisce come tanti puntini durante il percorso della palla e aiuta il processo di predizione. Tenete sempre presente: non colpiamo ciò che vediamo, ma giriamo a ciò che ci sembra di vedere. I migliori battitori controllano e utilizzano spesso questo "paesaggio visivo"  per dare agli occhi i puntini necessari per controllare e misurare la traiettoria della palla.

 

Cercare di indovinare i lanci o farli passare a volte può essere dannoso. Ricordate quante volte i Dodgers sono rimasti a guardare e fermi mentre la palla passava in mezzo al piatto o sventolavano goffamente a lanci fuori la zona? Paragonateli  ai battitori di Boston che sono rimasti calmi e a leggere più a lungo confidando più nella visione per poi portare la mazza direttamente sul punto di contatto.

 

I battitori che hanno una visione più estesa, interpretato come vedere di più guardando a meno, dimostrano di poter coprire meglio il piatto e cercano meno di indovinare.  Provare ad indovinare il tipo di lancio non è la strategia migliore ma  può avere i suoi lati positivi se si è avanti nel conteggio e se non ci si trova in un momento cruciale della partita. Ma con corridori in posizione punto o con due eliminati e risultato in parità diventa una tattica estremamente rischiosa.

Nella foto Many Ramirez
Nella foto Many Ramirez

Avevano forse i battitori di Boston captato qualche segnale che gli faceva capire il lancio in arrivo? Beh, andrebbe chiesto direttamente a loro. In effetti, però, spesso i battitori riescono a leggere un difetto dei lanciatori, e questo succede quando non focalizzano troppo sulla loro figura. La cosa offre al battitore maggiori opportunità di leggere la traiettoria, e spesso questo succede nel subconscio rendendolo impossibile da condividere con gli altri. 

 

Può darsi che i battitori dei Red Sox abbiano fatto tesoro della famosa frase di uno dei loro famosi predecessori, Manny Ramirez: “Quando guardo al nulla, vedo tutto”.  Molti oculisti lo confermano e molti battitori lo dimostrano: " più cerchi di focalizzare su un oggetto, meno sei in grado di vederlo"

 

Ora questo non vuol dire che tutte le sventolate dei Red Sox erano perfette, critiche nel merito se ne son fatte tipo: non vi è stato una rotazione completa del corpo - c’è stata meno velocità nel contatto ma più controllo visivo - spesso le sventolate non finivano con il completo movimento di chiusura - il piede posteriore rimaneva piatto senza girare - la flessione del ginocchio anteriore che toglieva aggressività alla sventolata - una brutta meccanica nella sventolata quando il barile della mazza si trovava in anticipo rispetto alla catena cinetica.

 

Quelle non erano sventolate perfette, ma nello stesso tempo i battitori avevano piena fiducia nella vista per mettere la mazza sulla palla. Erano sventolate di grande tecnica in momenti fondamentali della partita, e sono state un eccellente esempio di una squadra che ha messo in mostra l’importanza del fattore visivo che li ha portati a dominare le World Series. 

 

Tony Abbatine

 

traduzione di Frankie Russo

 

n.d.r. Oggi è il Compleanno del nostro Frankie Russo - Auguri da tutti noi Frankie!

 

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