· 

Il tempo delle ombre

Field of Dreams - Baseball Diamond Sunset - Foto scattata il 17 Agosto 2013 - Fotografo: Elliot McGucken - Esposta alla Fine Art Photography for Los Angeles
Field of Dreams - Baseball Diamond Sunset - Foto scattata il 17 Agosto 2013 - Fotografo: Elliot McGucken - Esposta alla Fine Art Photography for Los Angeles

di Marcello Perich

Li ricordo tutti i campi dove ho giocato e, naturalmente, mi ricordo delle partite più belle. E allora, trasformato per incanto in un’ombra, esitante e quasi trasparente mi avvicino al piatto nel polveroso campetto di Livorno dove andai 5 su 5 e al campo della Polizia dove presi al volo 21 battute in una caldissima mattinata di luglio. E a Milano nell’infame campo con la pista in carbone, dove portai dentro 7 punti con le mie 4 battute valide, perché il mio “fan club” era venuto a vedermi giocare. E ancora al campo della Polizia dove fra adrenalina che mi scorreva dentro e testosterone che mi faceva ronzare le orecchie, misi giù un perfetto “surprise bunt”, arrivai salvo in prima e rubai la seconda al lancio successivo. Il tutto sotto gli occhi ammirati (e bellissimi) di una mia amica.

Li ricordo bene quei momenti, tutte le prese al volo che ho fatto, facili o difficili, importanti o meno, ma quando la palla finiva la sua corsa nel guantone, con quel “plock” magnifico, sentivo che era meraviglioso essere giovane e un giocatore di baseball.

 

Vorrei che qualcuno si ricordasse di quei momenti e ne parlasse.

 

Essere ricordato per quello che riuscivo a fare in campo e, molti anni dopo per quello che dicevo in tribuna, quando aprivo il baule delle stupidaggini che rendevano più viva la partita, la mia memoria, ridicolmente profondissima che rievocava tanti nomi, tanti campi, tante partite, tanto sudore e tanta dedizione.

 

Ora mi aggiro spettrale ombra priva di sostanza per i campi sui quali mi sono battuto.

 

Sì, mi piacerebbe molto visitarli tutti e risentire l’odore dell’erba e i suoni smorzati di uno strano posto dove si giocava a baseball.

 

Vorrei che qualcuno dicesse di me, quando me ne sarò andato, che ero un buon giocatore. Il resto è silenzio. 

 

E allora, per tirarci un po’ su ricordiamo anche qualche simpatica espressione usata sul campo da baseball e sugli spalti.

 

PISQUANO: mitologico animale dall’aria perennemente sorpresa, uguale in tutto al battitore che si aspettava una curva e si vede sparare una dritta che fuma.

 

TORNA QUANDO VUOI! Beffardo incoraggiamento urlato da Gianni Lercker a un lanciatore che viene bombardato senza finire l’inning.

 

NON STANNO MAI FERMI! Mesta considerazione sul fatto che il battitore, per non essere colpito si scansa.

 

Adesso capite cosa intendo dire quando affermo che vedere una partita vicino a Gianni Lecker è’ uno spasso.

 

Marcello Perich

 

Scrivi commento

Commenti: 0