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Lì sul diamante vorrei essere.....

Immagine  tratta da "The Art of Baseball" Concord Museum
Immagine tratta da "The Art of Baseball" Concord Museum

di Michele Dodde

Sono fortemente convinto che non ci si invecchia andando a vedere una partita di baseball. E di qualsiasi serie. Anzi le più intriganti sono quelle delle serie inferiori ed il motivo è là dettato proprio dal gioco. Troppo spesso infatti si è solito intuire il giusto gioco che il professionista svilupperà giocando in difesa, a meno di una inqualificabile battuta. Nelle serie inferiori invece l’inesperienza dei giovani formalizza una serie di giocate che rendono arrembante qualsiasi manuale con finalità picaresche. Ma poi in sintesi ogni giocata dimostra di avere una sua etica, un suo accattivante finale, una sua specifica morale che resta  nella mente di chi osserva e nei cuori di chi gioca.

Per questo sono fortemente convinto che non ci si invecchia andando a vedere una partita di baseball. Se poi accanto c’è anche l’amico Ezio con le sue puntualizzazioni, l’amico Frankie con i suoi insegnamenti in linea con le tradizioni, l’amico Paolo con la sua ricerca estetica del gioco, l’amico Franco con i suoi perché cui dà completa risposta, allora la visione del gioco si trasforma in una continuità di chiosature che fibrillano nei paragoni e nei ricordi. Per questa mia convinzione dunque mal comprendo quell’onda lunga che novello tsunami vorrebbe cambiare il modello di un gioco perfetto nella sua linearità di atti leciti ed atti illeciti. 

 

Ma come, un gioco la cui data di nascita risale al 19 giugno del 1846, la cui gestazione però si configura già a partire dai molti giochi rinascimentali in tutta Europa, ora rischia di essere vivisezionato e smembrato della sua essenza filosofica solo perché non più consono ad un mondo che si sta smarrendo per una sua fretta priva di logica? 

 

Ma come, si accetta di annullare saldi principi che si sono rivelati propulsivi prodromi degli atti di vita che ci hanno accompagnato solo per appagare l’insignificante uomo che vive di solo orologio?. 

 

Il baseball non è una pratica sportiva che può essere delineata da rigidi binari poiché esso è bramosia di spazi, continua vitalità, ricchezza di qualità ed opinioni, spunti sociali che ti seguono come ombre. Il baseball dunque non è uno sport che può avere paragoni poiché egli stesso è una prodigiosa sintesi che appaga e come tale ti investe e ti trasforma in un modo nobile di essere ed in uno aristocratico stile di vita.

 

E che la partita allora sia quella che sia poiché in verità  dura tutta una vita Per questo sono fortemente convinto che non ci si invecchia andando a vedere una partita di baseball ma anzi ti fa dire che:

                                    

durante una partita di Baseball

lì sul diamante  vorrei essere

un eccezionale esterno

per cogliere al volo tutte la palline battute lunghe,

un funambolico interbase

per bloccare ogni nascente iniziativa di gioco

un singolare terza base

per sfumare la sintesi dell’Hot Corner

uno straordinario seconda base

per vivacizzare i termini  di una Tombstone

un supernormale prima base 

per annullare l’inizio di ogni Rainbow

un insolito e giudizioso ricevitore

per coordinare sempre al meglio una difesa insuperabile

un eclettico lanciatore principe del monte

per ottenere ininterrottamente gare No Hit

un disincantato Umpire

per dirigere autorevolmente la gara

ma invece qui sulle tribune 

sono solo un semplice spettatore

che tuttavia ama e vive nel vedere questo gioco.  

 

 

Michele Dodde

 

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Commenti: 2
  • #1

    Marcella De Rubertis (venerdì, 14 dicembre 2018 15:09)

    È un canto d'amore di cui la tua dolcissima metà potrebbe essere gelosa

  • #2

    Ezio Cardea (venerdì, 14 dicembre 2018 16:11)

    Sottoscrivo il "canto d'amore" e, come Michele, mi sottopongo al rischio da cui la gentile Marcella ci mette simpaticamente in guardia!