Strani personaggi

Nella foto Marlins man (sx) e Cubs # 1 Fan The Pink Hat (dx)
Nella foto Marlins man (sx) e Cubs # 1 Fan The Pink Hat (dx)

di Allegra Giuffredi

Strani personaggi si affollano nelle tribune degli stadi di baseball. Mi riferisco a quei tifosi che sembrano avere bisogno di ricavare e ricevere visibilità dalla loro partecipazione alla partita. Non voglio darmi alla psicologia spicciola, ma di certo ci sono persone che, nella tifoseria sportiva in generale e quindi anche in quella del “batti e corri”, vivono la partita per viverne di fama riflessa e a pensarci bene non ci vuole poi molto.Tra i tanti, ricordo Marlins man, ossia un tipo barbuto e tifoso dei Marlins di Miami in Florida e che si piazza dietro casa base, in modo da farsi riprendere costantemente ed in ogni gara possibile, specie se di cartello ed anche se a giocarla non sono i Marlins. Ma non solo! Perché il tipo in questione talvolta, si muove accompagnato, così come è successo durante le recenti WS.

Accanto a Marlins man infatti, durante le ultime WS, è comparsa una “dark lady”, che, inguainata in un abito di pelle, appunto assai aderente ed in verità, più adatto ad altri sfondi, scriveva chissà cosa, imbeccata dal truce tifoso dei Marlins, del tutto incurante della fredda temperatura in cui si giocava la partita.

Caldo e freddo, si sa, fanno parte del gioco, ma in questa messinscena, davvero fuori luogo, sta povera ragazza, mi ha fatto pena.

 

Scollata e strizzata in un abito che sta al baseball, come la tuta da sci sta alla spiaggia, col trucco pesante e la piega ondulata, più adatta ad un addio al nubilato in qualche locale di spogliarellisti, che ad uno stadio, secondo me pativa un freddo “becco”, come si dice dalle mie parti e quindi un gran freddo.

 

Che dire? Spero fosse solo un esperimento sociologico e che la ragazza, tornata a casa, si sia presa una buona tazza di the caldo e una buona doccia calda, perché, ripeto, mi ha fatto davvero una gran, gran pena.

 

Un altro strano personaggio, un po’ incongruo e che vive di luce riflessa è il tifoso dei Cubs, che segue quasi tutti gli incontri della squadra di Chicago, al Wrigley field, anch’egli dietro casa base e che in particolare ha l’abitudine di indossare un cappellino di colore rosa, ma perché mai, vi starete chiedendo. 

Il nostro tifoso col cappello rosa, lo indossa, perché vuole rendersi riconoscibile dalla moglie, che così lo vede in TV e sa dove si trova. Ma si può? Questo signore, che piazzandosi dietro casa base evidentemente ha un ottimo abbonamento, tra i più cari che ci siano, ha deciso di preservare in questa maniera la pace coniugale, rendendosi appunto visibile, tramite la semplice scelta di un cappello di colore rosa e in questo modo è diventato un personaggio.

 

Qualche volta la famiglia si ricompone proprio tra le sedute appariscenti del Wrigley field ed a favore di telecamera, perché dubito che il tipo si porti l’amante in mondo visione e quindi si vede anche l’altra metà della coppia, a cui auguriamo lunga vita e felicità. 

 

Negli stadi italiani ci sono personaggi altrettanto coloriti e folcloristici, ma li lascio stare, per non dargli ulteriore visibilità, specie se invece di tifare, rompono le scatole o se sono così, spontaneamente e quindi non meritano di essere presi un po’ in giro.

 

Il baseball, del resto è anche questo: un’occasione per rilassarsi e lasciarsi un po’ andare, tifando, cantando e godendosi lo spettacolo, che in fondo, devo ammetterlo, si svolge anche sugli spalti.

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