Modificare il gioco del Baseball - # 2

Photo by Stacy Revere/Getty Images
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di Ezio Cardea

leggi la prima parte

E’ possibile pensare di snaturare uno sport estremamente logico nel quale se si cambia una rotellina si rischia di mandare in tilt tutto un ingranaggio perfezionato in oltre un secolo e mezzo di esperienza? E lo cambiamo proprio noi, ultimi arrivati? Uno sport logico, anzi  matematico, perché se ci pensate bene, tutto ruota sul 3 e sui suoi multipli  con la sola eccezione dei ball che sono 4, piccola agevolazione concessa al lanciatore onde limitare al minimo la conquista gratuita della prima base. E’ di 90 gradi l’angolo formato dalle linee di foul, 90 piedi distano tra di loro le basi, 9 sono i giocatori del lineup, 3 sono le eliminazioni necessarie per chiudere ogni attacco, 27 per parte sono le eliminazioni da fare per partita, 3 sono il minimo di turni garantiti a partita ad ogni giocatore (salvo ovviamente incidenti o sostituzioni) …

Della “cabala del 9” ci fa ampia  disquisizione il ben noto Franky Russo su questo sito nell’articolo "I perché del baseball e la cabala del n° 9",  che vale la pena leggere o rileggere perché ricco  di curiosità e di interessantissime notizie riguardanti l’evoluzione del baseball, integrate dagli intriganti interventi dell’altro ben noto autore di articoli sulla storia (documentata!) di questo sport, Michele Dodde, di cui indico solo alcune delle sue tante analisi piene di storia e di riferimenti documentali: "Baseball il gioco perfetto" e " Il subito e veloce vale anche per il baseball?"  

 

Imperdibile, poi, la lettura del fantastico articolo di Giovanni Delneri "Baseballs e i segreti delle 108 cuciture" che ci spiega come sono nate le 108 cuciture della pallina di baseball, con  l’altrettanto fantastico e dotto commento di Michele Dodde “Caro Giovanni, una splendida citazione cui aggiungerei che il 108 , come divulgato dai matematici Neil Sloane e Simon Plouffe, è anche l' iperfattoriale di 3 , notoriamente il numero perfetto per eccellenza.   Dunque: 1elevato a 1 per 2 elevato al quadrato per 3 elevato al cubo = 108.   Grande Manitu' “

 

Ma non sono gli unici articoli.

 Getty Images North America
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Dopo aver letto quegli articoli, riteniamo ancora possibile “profanare” i sacri testi del baseball per rendere questo sport più confacente alla nostra mentalità calcistica?

 

Evitiamo di immedesimarci nel tifoso di calcio, perché il baseball è cosa completamente diversa: è uno sport nel quale anche certe “pause” (come nel duello tra pitcher e battitore) sono volute proprio per tenere l’avversario in tensione.  E’ giusto evitare che il lanciatore esageri, ma guai se lo trasformassimo in macchina lanciapalle!

 

Invece di pensare di snaturare il gioco riducendolo a qualcosa da vedersi col cronometro alla mano come se non si vedesse l’ora di scappare via (ma che razza di appassionati sono mai costoro?), cerchiamo di andare allo stadio con la gioiosità di recarci, come dice Dodde, in “uno splendido posto dove passare un buon pomeriggio  e godere di uno spettacolo sublime”. Succedeva in passato: perché mai non dovrebbe tornare a succedere?

 

Concordo in pieno con Dodde. Da quando da giocatore sono diventato spettatore, se  pensassi di andare a vedere qualcosa che si conclude in un’oretta e mezza massimo due, francamente mi spiacerebbe sbattere via un pomeriggio intero sprecando più tempo per raggiungere il campo che per vedere la partita!

 

E’ altro su cui bisogna intervenire utilmente senza il rischio di “deformare” il gioco.

Oltre alle cose da tempo evidenziate e mal seguite dai direttori di gara (cambi lenti, contenimento dei tempi da parte del lanciatore tra un lancio ed il successivo, sue passeggiate e ossessivi sfregamenti della pallina prima di ogni lancio, etc.), ci sono altri punti su cui orientarsi senza minimamente intaccare l’essenza del baseball.

 

Prima di tutto interverrei sui cambi del lanciatore.

Come noto, ormai ogni squadra alterna sul monte normalmente almeno due lanciatori, ma spesso anche di più.  In più casi nel corso di una sola partita le squadre mettono sul monte complessivamente 6 o 7 lanciatori: a quanti  noiosissimi lanci di “riscaldamento”  si è costretti ad assistere?   Quanto tempo inutile richiede questo rito? Bene: il cambio del lanciatore, salvo incidente, non è una cosa imprevista:  quindi i tecnici devono far riscaldare per tempo l’atleta destinato al rilievo, e a lui possono essere concessi  due  soli lanci di semplice “ambientamento”.

 

Battitori: perché mai concedere loro tutte le bizze possibili ed immaginabili (uscita dal box ad ogni lancio, aggiustamento dei guantini, giro di mazza, attesa del suggerimento …  Basta con tutta questa libertà di cui molti approfittano! Bisogna intervenire su queste cose e obbligare i direttori di gara a vigilare con intransigenza laddove gli atleti si comportano con eccessiva “disinvoltura”.

 

Aggiustamenti in questa direzione (ne ho indicati solo alcuni, ma non solo i soli casi di spreco di tempo) non alterano lo spirito dello sport e aumentano l’attenzione dello spettatore. 

In questo modo si riduce sensibilmente la durata delle partite, ma non si intacca l’essenza del gioco, ovvero, come dice Dodde, del “Baseball: il gioco perfetto

Tutto ciò, comunque, non basta ad innescare una nuova fase di crescita del movimento: bisogna percorrere altre strade.

 

E questo è un altro interessantissimo tema su cui aprire un nuovo dibattito.

 

Ezio Cardea

 

 

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Commenti: 15
  • #1

    Pino Bataloni (sabato, 06 ottobre 2018 09:01)

    Cardea Buongiorno

    Volevo velocemente, e me ne scuso è proprio una risposta a caldo, fare qualche obiezione a questo tuo secondo intervento, che apprezzo perché credo che entrambi vogliamo, da visioni diverse, molto bene a questo sport che frequentiamo da oltre 60 anni e non vogliamo che diventi uno sport per pochissimi eletti.

    Quindi non si può ignorare i segnali che vengono dal nostro mondo, sempre meno giocatori, meno pubblico,l’esplosione dell’amatoriale, cioè il gioco interpretato in modo comodo ma che diverta.

    A titolo di informazione gestisco una squadra amatoriale di Fastpitch di 50 giocatori che mediamente effettuano 60 partite all’anno. Forse più dell’A1.
    Purtroppo non possiamo partecipare a tutti i tornei organizzati nel Nord Italia per un problema economico. Roma è alla periferia di questa realtà.

    Io mi sono posto, da molto tempo, qualche domanda sul declino di questo nostro sport.
    Ho fatto vari esperimenti e quello che mi ha convinto di più, sia per i giocatori (crescita+gioco) che per il publico(spettacolo+media) è quello di inserire il fattore tempo(15’) in ogni mezzo inning. Il resto rimane sostanzialmente immutato anzi alcune strategie sono più fruibili etc etc senza l’intralcio del 3° eliminato.

    Perché il tempo? Perché questo fattore,150 anni fa, non fu mai preso in considerazione dai fondatori, in quanto loro a quasi tutte le generazioni successive furono influenzate dal cricket.

    La stampa americana, ormai da qualche anno denuncia che il tempo per effettuare una partita è il Killer che uccide questo sport. Se lo dicono loro che lo hanno inventato…..noi siamo ultimi

    Ti domandi possiamo farlo noi, ultimi? E perché no, abbiamo un cervello inferiore e meno creativo di un americano?

    Non vogliamo il tempo perché non proviene dalla tradizione nata 150 anni fa? Vogliamo rispettare i numeri magigici 3, 9 27.

    Allora via il tempo

    La partita è composta da 3 inning
    Il cambio inning avviene dopo 9 out
    La partita termina al 27 out

    Ci sarebbero solo 4 interruzioni invece che i 17 attuali

    Ci sarebbe molto pù gioco nell’inning per i giocatori e più spettacolo continuo per il pubblico

    Quasi sicuramente un partita non dovrebbe superare di molto le due ore

    Buona giornata

  • #2

    giovanni delneri (sabato, 06 ottobre 2018 16:59)

    Forse per gli americani,amanti del baseball, il tempo non conta,come il pescatore sportivo che sta delle ore in piedi ad aspettare che il galleggiante dia un segnale.Per loro forse è un modo di passare il tempo, bevendo e mangiando ed essere in compagnia.La loro attenzione si manifesta quando sventolano un fazzoletto,per incitare il lanciatore a fare il terzo strike.
    .Ad una partita (parlo di gare USA e io ho assistito sia ad incontri di alto livello e sia quelli mediocri) l'interesse è l'aggregazione il stare assieme.parlare con tutti di tutto e intervenire solo quando la gara ha dei momenti cruciali.Non è una tensione continua come nel gioco del calcio o del basket,assistere a una buona partita di baseball è rilassante,credetemi.Grazie di avermi letto giovanni delneri (terzabase)

  • #3

    Michele (sabato, 06 ottobre 2018 17:26)

    Amici miei, l’argome in se ci appassiona pur restando nei nostri distinguo. Personalmente penso che è compito di noi appassionati promuovere iniziative ed attività, anche locali, per divulgare la cultura sportiva del baseball e del softball poiché, una volta conosciuta, com’è capitato a noi, giocare o assistere ad una gara diventa un sacro momento per decidere e passare un tempo della nostra vita. Dunque necessario curare la cultura in questo momento, purtroppo, di piatta accettazione.
    Grazie per aver partecipato ma mi riprometto di ritornare in futuro sull’argomento con documentazioni.

  • #4

    Ezio Cardea (sabato, 06 ottobre 2018 18:00)

    Buongiorno Bataloni,
    apprezzo anch’io il tuo modo di contrapporre le idee corredandole di considerazioni assolutamente condivisibili, soprattutto laddove accenni alla vivacità della nostra intelligenza che sicuramente non è da meno di altre popolazioni: manco a farlo apposta, nel nuovo articolo già a mani della Redazione mi appello anch’io alle italiche doti creative!
    In esso esprimo anche la necessità che il dibattito debba svilupparsi su due filoni diversi, come è meglio precisato nell'articolo.
    Relativamente alla ipotesi a termine del tuo intervento, mi permetto di osservare che la spezzettatura della partita in nove inning risponde all’esigenza di concedere più intervalli di riposo al braccio del lanciatore. Inoltre, solitamente gli scarti di punteggio sono minimi e ciò carica di maggior tensione ed interesse la gara.
    Se al posto di 3 out si passasse ad inning perfezionabili con 9 eliminazioni, il lanciatore dovrebbe passare dagli attuali 25/30 lanci a ripresa agli 80/90 lanci consecutivi: il che vorrebbe dire che il lanciatore si “fuma” il braccio nel giro di una stagione. Si può rimediare alternando i lanciatori ogni tre out: ma si contravviene ad un’altra regol che impedisce al giocatore sostituito di rientrare in gioco. In ogni caso si tratterebbe comunque di seccanti interruzioni per la necessità da parte di chi subentra, di fare dei lanci di “riscaldamento” o “ambientamento”.
    Inoltre, nel corso di un inning chiudibili con 9 out è molto probabile che la squadra in attacco realizzi un punteggio tale da mettere fuori gioco qualsiasi strategia: l’altra squadra nel suo turno di attacco non potrà fare altro che battere.
    Il bello del nostro gioco non è tanto o solo nel movimento, quanto la imprevedibilità delle mosse dei manager.
    Cordialmente

  • #5

    Pino Bataloni (sabato, 06 ottobre 2018 19:59)

    Buonasera Cardea volevo innanzi tutto tranquillizzarti e confermarti che a me non piace il calcio. E dal 1953 che conosco e pratico questi sport ho iniziato con il softball e poi passato al baseball ed oggi ad anni 77 sono ancora sui campi ad allenare i ragazzi. Quindi non mi spinge nessuno stimolo calcistico ne di altro sport a fare proposte innovative. A me non piace essere tifoso di nessuna squadra e di nessuno sport a me lo sport piace praticarlo e quando lo guardo mi piace osservare il livello tecnico di un giocatore o di una squadra. Non esulto se la Roma calcio vince o gli Yankees, di cui forse ho qualche simpatia, perdono, è importante per me che mi abbiamo entusiasmato sulle poche o tante prodezze tecniche. Mi sono spinto su queste proposte perchè il baseball e softball sono portatori di un messaggio unico e bellissimo nel mondo dello sport, e mi dispiace enormemente vederli deperire sempre di più. Proprio oggi leggendo un giornale americano l'articolo lamentava che nella MLB del 2017 si sono persi 93 milioni di dollari solo in termini di biglietti di entrata perchè nessuno andava a vedere la partita. Le squadre che hanno perso di più sono i Marlins e Blu Jays. http://time.com/money/5416792/baseball-attendance-continues-slide/?utm_source=quora&utm_medium=referral. In dieci anni si sono persi qualcosa come 10 milioni di spettatori. Un amico italo-americano affermava: la partita la vedono in TV . Niente di più falso il 37% degli appassionati vedono il foot ball - il 12% vedono il basket - il 9% vedono il baseball e d il 7% il soccer. Scusami di tutte queste cifre ma tanto per inquadrare il fenomeno del declino. La mia proposta di inserire il tempo per l'inning(15') ,ho accennato perchè non fu presa in considerazione alla nascita del baseball, ha l'obiettivo di rispondere alla seguenti domande giocare di più e crescere tecnicamente, più spettacolo per chi assiste spettacolo e interesse dei media perché la partita è ben definita in termini di tempo. Questa soluzione che sto portando avanti da un anno mi ha insegnato che con soli 4 inning in 2ore15' è possibile anche superare i 27 out dei 9 inning tradizionali di 3ore15'(MLB). Per rispondere alla tua osservazione sul lanciatore è vero che ha un aumento di lavoro i miei dati, però, mi dicono che con lanciatori non ancora ben definiti stiamo sui 35 lanci ad inning, un bullpen medio corto. Sottolineo che dopo 15' minuti di lavoro ci sono 15' minuti di riposo. Sottolineo ancora che con questa variante in un inning si effettuano di media 8 out. Nell'ultimo di sabato scorso una squadra in 3 inning ha consuntivato 25 eliminati. Questo vale per la mia proposta. Seguendo il tuo discorso dei numeri 3-9-27 ho proposto un'altra variante 3 inning da 9 out ad inning senza nessun vincolo di tempo (che tanto fa inorridire i tradizionalisti) un lanciatore di livello elevato sta sotto i 35 lanci, e alla fine dell'inning avrà un buon periodo di riposo. Ci saranno i 27 out e la partita con questo tipo di livello dura 2ore e anche meno. Anche qui voglio tranquillizzare non voglio andare corsa(anche se l'odierna società ha questa esigenza) è la regola 8.a che lo dice 12" tra un lancio è l'altro. Quest'anno la MiLB ha portato il tempo tra un lancio e l'altro da 19" a 15". Accorciare il tempo di una partita avendo però lo stesso volume di gioco se non di più del tradizionale vuol dire in due giornate giocare 4 partite, fai un conto di quante partite nella stagione. Tra le 100 e 120 partite. Con la variante dei 15' ci sono altre cose positive, ma mi fermo mi rendo conto di averti scocciato molto. Buona domenica

  • #6

    Ezio Cardea (sabato, 06 ottobre 2018 22:22)

    35 lanci per 9 eliminati? sarebbero 35 : 9 = 3,8 lanci per battitore. Un dato poco compatibile con la realtà, tanto più che è sperabile, perché una partita sia accettabile, che ci siano delle battute valide. Se poi ci mettiamo anche qualche umanamente possibile errore difensivo (succede anche in MLB!), il numero dei battitori lievita e lievitano anche i numeri dei lanci. Ah,dimenticavo: anche i foul, frequentissimi, aumentano il numero dei lanci.
    E ti assicuro, avendo fatto il lanciatore, che quando incappi in un inning sfortunato nel quale sei costretto ad affrontare parecchi battitori .... Ma un conto è il caso isolato che può capitare una sola volta in una partita (altrimenti si trata di lanciatore fuori forma che va subito sostituito), un altro conto è invece la normalità nelle partite che ipotizzi! Credimi, molte braccia andrebbero a farsi benedire in una o poche stagioni!
    Forse quel traguardo di 35 lanci nell'inning da te ipotizzato può raggiungersi riducendo la "conta" di strike e ball ...
    Beh, stiamo parlando di qualcosa di radicalmente diverso dal baseball classico ed allora vale sempre di più la necessità di impostare la discussione come suggerisco nell'articolo che uscirà a giorni, che sicuramente leggerai .... spero senza annoiarti troppo!
    Buon fine settimana

  • #7

    Pino Bataloni (domenica, 07 ottobre 2018 08:53)

    I dati della Mlb per i lanciatori parlano di 12-15 lanci ad inning.Questo è il range. Tieni presente un'altro fatto gli inning ,se vogliamo rispettare la tua preferenza per i numeri 3-9-27, sono solo 3, pensi che in MLB gli manchino i rilievi di qualsiasi tipo, anzi con questo sistema li possono sfruttare tutti, a secondo delle caratteristiche con pochi lanci e quindi un possibile reimpiego nell'arco della settimana e sicuramente una vita più lunga per il braccio del lanciatore. Posso avanzare un riflessione ardita? Sia con la variante dei 15' ad inning sia che con la variante dei numeri(per capirci) si risparmiasse, economicamente sull'entità dello staff dei lanciatori? Un 'altra cosa utile sia per il sistema a 15' che il sistema dei "i numeri" e questi tutti quanti noi, che abbiamo giocato, lo abbiamo provato anche noi qui in Italia dove il livello non è stato mai eccelso, con una buona difesa e con un lanciatore dominante il 7°-8°-9° in battuta rischiano spesso di andare in battuta al 3° inning ed il 1° in battuta fa il suo secondo turno a metà partita. Pensi che sia gratificante e alimenti il senso di partecipazione per un giocatore? ci si è mai pensato a questo? Con entrambi le varianti tutto il lineup, confermo tutto va prima in difesa e poi alla battuta nello stesso inning. e sulle strategie in attacco quante volte è capitato una situazione di bunt di qualsiasi tipo, di rubata, etc che non era utile farlo perchè c'era una situazione di 2 out? e sulla segnatura dei punti con corridori in posizione da punto che non si è realizzato perchè si è effettuato il 3 out? con queste varianti è molto più raro ricorrere agli extrainning. Ecco questo sono i vantaggi che escono fuori dai miei esperimenti.Ma essendo delle prove che sto portando avanti ci sono delle limature da fare e spero ardentemente con il concorso di molti che vogliono bene a questo sport. Certo se mi si risponde sono per il sistema tradizionale.......alzo le mani,avete vinto, ma non si tiene conto dei fenomeni che stanno affiorando, forse è più autoreferenzialità che amore- Grazie a tutti

  • #8

    Ezio Cardea (domenica, 07 ottobre 2018 14:42)

    Caro Bataloni,
    molti che vogliono bene a questo sport continueranno come me a difenderlo, ad accettare regole che tolgano certe imperfezioni (ho fatto l'esmpio dell'Infied Fly) ma non la sua essenza per quaksiasi motito, tanto meno per adattarlo ai "fenomeni che stanno affiorando". Quali? quelli di una fetta di "sportivi" che preferiscono vedere lo sport in tv invece che negli stadi?
    Posso controbattere tutte le tue osservazioni, ma non lo faccio perché dovrei dilungarmi troppo e perché stai parlando di qualcosa di diverso dal baseball.
    Buona domenica

  • #9

    Pino Bataloni (domenica, 07 ottobre 2018 14:57)

    grazie comunque della chat su un argomento complesso come questo. Anche le opere liriche o teatrali sono state riadattate mantenendo lo stesso nome e avendo successo. Una ultima cosa la media dei lanci per ogni PA nella MLB è di 3,82 vicino alla cifra che avevi calcolato. dunque 35 lanci ad inning. Un Bullpen medio per un lanciatore. A risentirci e a leggerti sempre con interesse. Buona domenica anche a te

  • #10

    Ezio Cardea (domenica, 07 ottobre 2018 19:01)

    3,82 lanci nella MLB, ma il nostro livello, pur buono, ovviamente non è quello! Pertanto è giustificata la mia perplessità.
    Ad ogni buon conto, una cosa è fare 35 lanci (ma sicuramente di più) in un'unica soluzione nel compattamento di tre inning in un unico con 9 eliminati, che pare sia il tuo cavallo di battaglia, altro discorso è fare 12 o 15 lanci per inning tradizionale e ripetere l'analogo sforzo a braccio riposato.





  • #11

    Pino Bataloni (domenica, 07 ottobre 2018 21:20)

    No la mia soluzione ottimale è quella dei 15' a mezzo inning pratica e sperimentata da un'anno con vari livelli tecnici di gioco. Gira molto bene sia per fare un campionato che un allenamento in cui è possibile allenare sia la parte tecnica e sia quella agonistica. Sono sufficienti 3 ore dove dove la prima 1ora30 è riservata alla tecnica(battuta-difesa-Bullpen) l'altra 1ora 30' partita. Ogni inning giocato(30'+3' x il cambio) con questo metodo è equivalente a ca 3 inning con metodo tradizionale. Insomma si gioca molto di più e più continuato. E tutti è 9 giocatori del lineup fanno difesa ed attacco nello stesso inning, quindi sono molto motivati. Il lanciatore riposa 15' certi, anzi per evitare i lanci di riscaldamento dalla pedana(da usare solo per il partente o sostituto) si potrebbe pensare ai 5' di riposo come forma di riscaldamento del braccio, pertanto va in pedana ed è pronto senza perdere tempo. E' solo una ipotesi. Io credo che avendo coraggio ed equilibrio si può fare molto per dare nuovo sprint a questo sport.

  • #12

    Ezio Cardea (domenica, 07 ottobre 2018 23:29)

    Certo! A patto che chiameremo questa nuova disciplina con un nome che richiami il suo ideatore: Batabaseball
    Buonanotte

  • #13

    Pino Bataloni (lunedì, 08 ottobre 2018 11:23)

    ahahh non pretendo tanto, sono un manovale di questo sport. Dispiace molto vederlo deperire sempre di più, basta leggere i lamenti disfattisti o meno sui vari forum Nella mia società l'ho chiamato Foxball. Buona giornata.

  • #14

    Michele (lunedì, 08 ottobre 2018 23:05)

    Cari amici, mentre noi ci siamo dilungati a smuovere le meningi per pensare di migliorare la visione del baseball guardiamo invece con interesse ed anche umiltà ad una squadra di baseball di Bari: i Warriors animati da Vincenzo Serino. Questi ragazzi, dopo aver sbattuto tempo e suppliche nei confronti della politica locale hanno preso pale, ramazze e badili e si stanno costruendo su un abbandonato vigneto il proprio diamante. Questo è BASEBALL maiuscolo sotto tutti i punti di vista e per loro la partita di baseball non ha importanza se durerà tutta una... vita.
    Un caro saluto a tutti

  • #15

    Pino Bataloni (martedì, 09 ottobre 2018 08:23)

    Caro Michele sono proprio questi fatti che mi hanno spinto a pensare a fare qualche cosa che possa "rinverdire" questo sport. Quello che stanno facendo a Bari è bellissimo è accaduto anche a me. Nel lontanissimo1972 la mia società si allenava in un piccolo campo di una Parrocchia di Acilia, borgata vicino a Roma, io ero il loro allenatore. Per cercare di aver più spazio effettuato quello che al quel tempo, (anni 68) si chiamava l'occupazione proletaria di un terreno dove pascolavano le pecore. Tutto il quartiere ci difese e costruimmo il campo. Fummo mandati via dopo 15 anni.