Il "subito e veloce" vale anche per il baseball?

Una fase del Mondiale di Baseball femminile disputato a Viera. Florida USA
Una fase del Mondiale di Baseball femminile disputato a Viera. Florida USA

di Michele Dodde

Lo scoop pubblicato il 21 settembre su “Baseball.it” e poi postato dopo poche ore da Elia Pagnoni su Facebook, ovvero “in chiave olimpica (Olimpiadi di Parigi 2024) in occasione del recente Mondiale Femminile a Viera è stata sperimentata, oltre alla base intenzionale automatica, la riduzione delle partite da nove a sette inning valutata in una durata di 45 minuti in meno…” ha destato una spontanea Agorà tra gli appassionati del baseball ricca di spunti e non poche riflessioni. 

In questo tempo corrente dove tutto è improntato a “subito e veloce”, sembra che il problema del poco seguito del baseball in Italia sia solo ed esclusivamente la lunga durata della gara. In effetti quando nel 1846 in quel benedetto 19 giugno si svolse la prima gara ufficiale presso gli Elysian Fields tra i New York Nine e i Knickerbockers, decisamente due club frequentati da aristocratici, si viveva ancora all’ombra del cricket e dunque la durata della contesa era contemplata come un diversivo passatempo.

 

Successivamente, dopo alterne fasi più o meno intriganti e pittoresche, prodromi comunque di una storia che bene si attaglia ai risvolti della vita, mentre la vena degli aristocratici andava ad infittire la schiera dei giocatori di golf, il baseball, divenuto fortemente popolare, come riporta con dovizia di particolari lo “Scribner’s Magazine nel giugno del 1895, veniva presentato come “the baseball park was a pleasant place to spend the afternoon”. 

 

Dunque per vedere una gara di baseball non si andava in un luogo dove bisognava controllare continuamente l’orologio in mano e fremere negli ultimi minuti della gara ma solo dirigersi verso uno splendido posto dove passare un buon pomeriggio e godere di uno spettacolo sublime. Quindi il baseball non è una disciplina paragonabile facilmente con altre poiché è unica per intensità emotiva, differenza di stile e di pratica con l’individuo a realizzare il punto e non un testimone come è un pallone. 

Nella figura il gioco dei 4 cantoni
Nella figura il gioco dei 4 cantoni

A questa provocazione, quasi del tutto condivisa da Elia Pagnoni che pure ha avuto la fortuna di delineare da par suo “La Storia di un Sogno” lì a Milano dove tutte le gare venivano sempre giocate su nove inning, si evidenzia l’ironia di Mauro Marazzi che condensa la sua proposta su un “baseball a cinque” o in alternativa “da tavolo”. Ma a Mauro Marazzi che ama il baseball per sua natura ed è disposto a riposare in pace guardando una partita di 16 inning fanno eco negativo i vari Claudio Bianchi (purtroppo la lunghezza dei match è la prima critica di chi non segue il batti e corri), ed  Alessandro Selmi (chi non cambia mai muore… trovare il modo per velocizzare partite improponibili da 4 ore)  sino al nominalista Pino Lomonaco con il suo perentorio “facciamo una cosa…smettiamo di giocare a baseball, così ogni problema è risolto”.

 

Di diverso avviso e tono si è palesato l’ex esterno-prima base della pluriscudettata Germal Parma Leonardo Schianchi quando afferma di non essere assolutamente d’accordo ed anzi promuoverebbe l’idea di una lega europea professionale come nel rugby.

 

Chi scrive invece ha personalmente dichiarato che il baseball, con tutta la sua storia e la sua evoluzione a partire dal 1846, ha avuto il privilegio di accompagnare filosoficamente più di qualche generazione e dunque, per gli innegabili risvolti inerenti alla sua struttura, deve restare fedele alla qualità del suo canovaccio. I cambiamenti semmai devono riguardare gli atti leciti e/o illeciti che sono il cuore del regolamento. Si pensi che solo nel 1884 si permise che i lanciatori potessero effettuare i lanci portando il braccio sopra la spalla e che nello stesso anno i ball che permettevano al battitore di acquisire la prima base furono portati da sette a sei.

 

Dunque vogliamo accorciare i tempi di quello che una volta era il miglior passatempo per passare un pomeriggio o una serata?. Allora a contastrike fermi, proviamo a ridurre a due gli strike per giudicare un battitore out e a tre i ball per concedere la prima base. Da ex umpire posso assicurare che ci sarebbe una maggior sollecitudine da parte dei battitori e/o più gioco in diamante. Via al cronometro, provare per credere.

 

Leonardo Schianchi ha quasi condiviso questa variante ma con fermezza poi ha dichiarato “non il tie break o i sette inning per favore”. In effetti ho puntualizzato dopo che portarlo a sette inning quel baseball si chiamerebbe già softball e verrebbe giocato male poiché il baseball ha proprio nei suoi nove inning tutto il fascino della tattica da usare gioco dopo gioco. Il softball ha esclusivamente una spiccata strategia…

 

Ha chiuso infine Elia Pagnoni con un malinconico “E allora restiamo così. Se siamo contenti…”

 

Ed invece no poiché questa Agorà dovrebbe diventare sempre più aperta in quanto la storia insegna che non saranno mai i fatti ma le idee a cambiare le cose.

 

Michele Dodde

 

 

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Commenti: 7
  • #1

    Pino Bataloni (mercoledì, 26 settembre 2018 12:18)

    Sig Dodde ho letto il suo articolo sulla riduzione di una gara di baseball da 9 o 7 inning sperimentata nel recente campionato mondiale femminile di baseball. L'obiezione che ci fanno i media non è solo sulla lunghezza, che è anche vera a certi livelli gioco specialmente in Italia, ma la lentezza del gioco, le interruzioni legate al 3 eliminato etc. Mantenere queste condizioni nella partita significa farlo sparire almeno qui da noi, e noi dobbiamo pensare alla mentalità del nostro pubblico e coniugarla al meglio con quella che è la tradizione americana, mi lasci dire,però, di 150 anni fa legata al cricket, sport che ha avuto il coraggio di cambiare le regole. Io ho avanzato su questo sito, il 18 di luglio una proposta, che sto praticando da un anno in ambito amatoriale. Da noi funziona molto bene si gioca di più in minore tempo. Se vuole la legga e mi farebbe piacere ricevere le sue obiezioni. Grazie cordiali saluti

  • #2

    Michele Dodde (mercoledì, 26 settembre 2018 14:58)

    Caro Pino, per prima cosa voglio precisare che tra sportivi ci si può e deve dare del tu. Poi, tra noi che di baseball e softball abbiamo fatto una passione, penso sia d'obbligo. Dunque, nel mio articolo ho riportato volentieri una spontanea Agorà verificatesi a seguito di una notizia inerente alcuni accorgimenti da attuare eventualmente in future competizioni Olimpiche invitando nel finale a proporre idee e delineare proprie esperienze. In particolare devo dirti che ho sempre letto con interesse i tuoi molteplici articoli tendenti tutti a dimostrare possibili sfumature per rendere il gioco più visibile, più giocabile, più intrigante per uno spettatore distratto. A partire da quello del 4 ott. 2016 "Baseball e Softball con 21 lanci" dove nella sintesi del commento hai ben dimostrato come un lanciatore potesse diminuire il proprio lavoro specificando poi quanto fosse importante "creare cultura e giocare di più" sino a finire al tuo magistrale "Sarebbe possibile una rivoluzione copernicana per il Baseball" del 14 luglio di quest'anno tu hai sempre dimostrato con dettagli alla mano che qualcosa "si può fare".
    Personalmente però, condividendo in pieno con te quanto sia importante promuovere una cultura che sia avvincente e positiva, devo dire che, a monte della mia esperienza di Umpire per venti anni, ed alla luce di quella soffice e drammatica filosofia del gioco tutta dettata dal comportamento degli istanti della propria vita, resto dell'idea che il gioco così è perfetto ed abbisogna semmai di una maggiore sollecitudine nelle fasi cosiddette "morte" sotto il controllo da parte degli Umpire. Per tale motivo ho indicato un escamotage che metterebbe a dura prova il battitore nel box di battuta ( due strike: out; tre ball va in prima), diminuirebbe di fatto il lavoro del lanciatore migliorandone la potenzialità e non verrebbe intaccata alcuna peculiarità del gioco. Tutto il resto non sarebbe Baseball.
    Grazie a te per l'attenzione e per aver fatto parte di questa virtuale Agorà con l'augurio di poterci incontrare.

  • #3

    Pino Bataloni (mercoledì, 26 settembre 2018 16:37)

    Grazie Michele per la sollecita risposta al mio invito.

    Ho scoperto che siamo coetanei, ho qualche mese più di te sono di Agosto 1941 ed ho incominciato a muovere i primi passi in questi due sport nel 1953 e d’allora,con qualche brevissime pause, non ho mai smesso.

    Ancora oggi sono in attività. Ho però scelto da oltre 5 anni l’attività amatoriale con un gruppo di 50 giocatori per i quali costruisco i programmi di allenamento e li metto in pratica con l’aiuto di qualche assistente.

    L’attività amatoriale di Softball Fastpitch mi ha dato la possibilità di sviluppare alcune idee che avevo accumulato con l’esperienza e di verificarle nella pratica. Alcune sono molto adatte per la fase di allenamento, quest’ultima dei 15’ come spartiacque del cambio inning si può, a mio parere , attuare gradualmente, come ho detto nel mio documento, dalla fase amatoriale che non ha troppi vincoli per poi passare all’attività federale dal basso verso alto (chissà?).

    Michele, secondo me abbiamo due problemi impellenti:

    I giocatori hanno bisogno di giocare di più, non lo dico io ma è la realtà americana dalle 100 alle 200 partite a stagione, secondo i livelli, che ce lo insegna . Ma è impossibile attuarla con il metodo tradizionale. Quindi bisogna fare dei cambiamenti come hanno fatto gli altri : il Volley per esempio.

    Il pubblico, almeno quello italiano,deve vedere un gioco più continuo senza troppe interruzioni, più azioni difensive, più battute,più punti, più coinvolgimento dei giocatori nella fase di attacco, insomma ogni inning deve essere avvincente. Io credo che solo cosi possiamo richiamare il pubblico negli stadi.

    Nella mia società abbiamo un lanciatore neozelandese che i primi tempi ti faceva 16 k a partita. Ma quante volte hai arbitrato partite dove per 3 -4 inning non accadeva quasi niente?


    MI rammenterai ma questo è il baseball, è vero ma oggi cosa raccogliamo? Poco e niente. Ieri parlavo con Frankie Russo e mi confermava che nella massima serie ci saranno 46 partite,,poi ho saputo che il Padova non parteciperà. Ma pensi che si possa competere, senza oriundi, a livello internazionale con 46 partite?

    Dalla mia proposta ho ipotizzato un possibile sviluppo di campionato con più di 100 partite a stagione.

    Michele grazie per l’ascolto e grazie ancora per la risposta. A presto

    Un cordialissimo saluto
    Pino

  • #4

    Barbara (mercoledì, 26 settembre 2018 21:26)

    Buonasera a tutti.
    Non credo che per velocizzare il baseball ci sia bisogno di snaturare l'essenza del nostro sport.
    Se gli arbitri facessero applicare il regolamento già le partite sarebbero più veloci e vi faccio alcuni esempi:
    - perchè ad ogni cambio di lanciatore, dopo che lo stesso si è "scaldato" per almeno 15-20 minuti, bisogna ancora concedergli altri 8-3 lanci;
    - perchè ogni battitore deve aprire e chiudere il velcro dei guantini almeno 5-6 volte;
    - perchè i giocatori escono dal campo camminando e non correndo
    e potrei continuare.
    Solo con questi piccoli, chiamiamoli, accorgimenti si potrebbero risparmiare 30-45 minuti giocando i 9 innings tradizionali.
    Quindi basterebbe un contatempo e far applicare il regolamento.

  • #5

    Pino Bataloni (mercoledì, 26 settembre 2018 22:42)

    Barbara alcuni sport sono cambiati, opere liriche, opere teatrali sono ripresentati in un maniera più moderna e sono stati accolti bene. hanno avuto successo. Nella mia proposta c'è un lanciatore che lancia, un battitore che batte ed un difesa che cerca di non far segnare i punti all'avversario come nella versione tradizionale, e l'attaccante fa di tutto per segnare perchè le strategie, per esempio di bunt e rubata sono più libere, c'è una maggiore opportunità di segnatura quindi diminuisce la possibilità di andare agli extrainning. L' unica eccezione non sono i 3 out che pongono fine all'inning, ma il 15 esimo minuto, pertanto il gioco continua a beneficio di tutti giocatori e spettatori. In una gara di softball fastpitch di sabato scorso attuando questa variante in soli 3inning 1ora 45' una delle due squadre ha totalizzato 25 eliminati.

  • #6

    barbara (martedì, 02 ottobre 2018 09:46)

    Scusate il ritardo nella risposta.
    Se mi parlate di softball fastpitch allora la discussione è già finita non si può paragonare l'amatoriale al baseball agonistico.
    E comunque, se qualcuno è davvero convinto di poter proporre un progetto per velocizzare le partite ben venga e direi che per dare visibilità a ciò il sito baseball on the road mi sembra la piattaforma più adeguata.

  • #7

    Pino Bataloni (martedì, 02 ottobre 2018 10:56)

    Barbara, primo, chi cerca di fare esperimenti per dare delle risposte a questo declino lo fa ovviamente nell'ambiente dove è possibile farlo e dove non intralcia l'attività federale, non ti pare?
    secondo se avessi seguito con costanza questo sito avresti letto alcune mie proposto su questo argomento. L'ultima è del 14 luglio 2018. Se ti va la puoi leggere. buona giornata