Calzolari, Morelli e Black

Nella foto Umberto Calzolari (Foto Benedetti)
Nella foto Umberto Calzolari (Foto Benedetti)

di Allegra Giuffredi

Quest’anno la Fortitudo baseball ha perso ben tre fra i suoi esponenti più prestigiosi e che hanno contribuito a fare la storia sia della squadra bolognese che del baseball italiano. Partendo dall’ultima dipartita, in ordine di tempo, nella notte tra sabato 28 e domenica 29 luglio 2018, ci ha lasciato Umberto Calzolari, detto il Professore, perché per chiunque l’abbia conosciuto Calzolari è sempre stata una persona capace di spiegare il baseball, come nessun altro. Di Calzolari che ho conosciuto superficialmente solo in età avanzata, si apprezzavano l’estrema gentilezza, la calma e la costante pacatezza nei modi che lo hanno sempre contraddistinto anche nella vita professionale, dove per la sua onestà intellettuale - una costante - fu anche mobbizzato.

Calzolari ha indossato la maglia numero otto nella Fortitudo, numero poi ritirato dalla Società bolognese come massimo segno di stima imperitura e con quel numero ha conquistato i primi tre scudetti della storia fortitudina, nel 1969, nel 1972 e nel 1974, oltre alla prima Coppa dei Campioni nel 1973, ma non è stato solo un grande giocatore sul campo e non lo ricorderò solo per le vittorie, pur importanti, ma anche e soprattutto per aver dato vita al baseball per ciechi, teorizzato da Alfredo Meli, altro grande giocatore fortitudino e realizzato proprio da Calzolari.

 

Si devono infatti a Calzolari tutta una serie di idee, poi applicate, al fine di far sì che i ciechi potessero giocare a baseball, seguendo la palla che tintinnando e quindi emettendo un suono, dava e dà il tempo al giocatore di correre, anche secondo quanto ordinato dal suggeritore e via così.

 

Adesso Calzolari si ritroverà con Meli, prematuramente scomparso anch’egli anni fa e con Jimmy Black, anch’egli arruolato, a suo tempo, alla causa del baseball per ciechi e pure con Claudio Morelli, che ci hanno lasciato solo poco tempo prima, in quest’anno così doloroso per i colori fortitudini.

Nella foto James Black  (La foto è tratta dal libro "Fortitudo baseball - Cinquant'anni in diamante")
Nella foto James Black (La foto è tratta dal libro "Fortitudo baseball - Cinquant'anni in diamante")

E James “Jimbo” Black ci ha lasciati davvero troppo presto a soli sessantacinque anni; è stato un grandissimo catcher ed ha fatto parte di quel gruppo americano che ha giocato nella Effe negli anni Settanta e che nella Fortitudo, targata Biemmegiochi, tra il 1978 e il 1979, ha pur vinto uno scudetto.

 

Black amava l’Italia e amava Bologna ed è bello ricordarlo anche nelle esperienze maturate a Castenaso, piazza locale assai importante per il nostro movimento e a Sasso Marconi e, per ricordarlo con le parole di chi lo ha conosciuto bene e lo rimpiange, Jim Black è stata una: "una bella persona, educata, gentile, buona..." e così lo ricorderemo tutti noi.

Nella foto Carlo Morelli
Nella foto Carlo Morelli

E prima di Calzolari e Black a dare il via a queste perdite così dolorose è stato Carlo Morelli che rammentiamo sicuramente per le vittorie sportive ed anche per la sua militanza politica, di sinistra e comunista, che mai rinnegò. Eh sì, perché proprio durante i terribili anni di piombo, negli anni Settanta, alla sede dell’Ansa dove Morelli lavorava come poligrafico, arrivò una telefonata delle Brigate Rosse, con la quale lo si accusava di essere uno scribacchino, un servo dello Stato e siccome Morelli replicò fermamente e molto coraggiosamente, per un po’ di tempo dovette tornare a casa scortato.

 

Morelli esordì nella massima serie, tra il 1955 e il 1959 con le Calze Verdi di Casalecchio, proseguendo nel 1960 nelle ACLI Bologna e confluendo poi nella Fortitudo nel 1963; tra il 1967 e il 1968, giocò due stagioni a Parma insieme ad Alberto “Toro” Rinaldi, per poi rientrare in Fortitudo dove vinse praticamente tutto, conquistando il top nel 1973 con la Coppa dei Campioni e la Coppa Italia.

 

Morelli ha giocato come interbase, chiudendo la carriera come esterno ed ha disputato 37 gare in azzurro e complessivamente 438 partite, per un totale di 3660 inning difensivi, con una media battuta vita di .257 e una media di accessi in base di .406.

 

Che dire di più: che la terra sia loro lieve.

 

Allegra Giuffredi

 

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