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La rivoluzione analitica nella MLB

Nella foto i Phillies Scott Kingery a destra, e Rhys Hoskins. (Foto Eric Hartline/USA TODAY Sports)
Nella foto i Phillies Scott Kingery a destra, e Rhys Hoskins. (Foto Eric Hartline/USA TODAY Sports)

di Frankie Russo

da ESPN 

Sam Fuld aveva conseguito una laurea in economia ancora prima che giocasse 598 partite nelle majors con risultati mediocri. Due anni orsono, al momento di ritirarsi, si trovò ad un bivio dovendo decidere in quale direzione andare: Divenire un istruttore per gli esterni e per la corsa sulle basi in una organizzazione professionistica,  o proseguire la carriera nel ramo  di investimenti bancari in un’azienda collegata con Wall Street.  Poi per Fuld si è presentato un Piano C. Quattro mesi fa si trovava in Florida ad una conferenza in cui  per alcuni giorni si parlava di statistiche di 63 giocatori dei Philadelphia Phillies. 

Fuld era entrato a far parte dell’organizzazione nelle majors dei Phillies lo scorso novembre in qualità di coordinatore informativo per i giocatori. Il suo ruolo era molto chiaro: Fuld doveva fungere da ponte che divideva il reparto delle statistiche con quello dello scouting e dispensare ogni possibile informazione ai giocatori disponibili a recepire le nuove idee.

 

Le organizzazioni stanno affrontando una nuova realtà: preziose informazioni possono essere fornite ogni giorno e sono più propense ad essere accettate quando riportate da un ex giocatore anziché da un dirigente con la laurea in statisticha, anche se conseguita con i massimi voti. Fattore senz’altro fondamentale è sapere che di fronte ci si trova uno che ha giocato con la divisa sporca di terra e sudore.

 

Mentre nei clubhouse ci si orienta in una direzione di maggiore apertura mentale, giocatori del calibro di Joey Votto, Justin Turner, Daniel Murphey, Josh Donaldson e Jay Bruce hanno abbracciato il pensiero new age per migliorare le  loro prestazioni. L’utilizzo delle analitiche come strumento didattico aveva già fatto un salto di qualità un anno fa quando Logan Morrison, Justin Smoak e Yonder Alonso avevano usufruito del “lunch-angle” (BOTR 12/6/17) raggiungendo i massimi livelli in potenza in carriera.

 

Nella costante ricerca di acquisire vantaggi nei confronti dell’avversario, le squadre stanno aggiungendo una nuova posizione per aiutare i giocatori a entrare nell'era tecnologica. Per creare un più solido legame tra lo scouting avanzato e le analisi statistiche, e  allo scopo di fornire ai giocatori e coach più informazioni, i Red Sox hanno assunto Ramon Vazquez mentre gli Angels si sono rivolti a Andrew Bailey, due tra i maggiori guru del settore.

Nella foto Sam Fuld (Aaron Doster/USA TODAY Sports)
Nella foto Sam Fuld (Aaron Doster/USA TODAY Sports)

Con l'evolversi dei numeri, le dirigenze stanno facendo uno sforzo maggiore per educare e rendere più consapevoli i giocatori sulle decisioni che poi formeranno il roster.

 

Fuld, primariamente una riserva quando giocava, sa bene cosa significa stare in panchina, essere ceduti e lottare per un posto nel lineup nello stesso giorno in cui si è andati a dormire alle 5 del mattino dopo un viaggio di sei ore in aereo.  Queste esperienze gli danno credibilità nei confronti dei giocatori in un'epoca dominata da Statcast e dall'evoluzione delle metriche difensive.

 

Inizialmente può rappresentare un ostacolo per un giocatore sapere di essere valutato in base a qualcosa di cui non si ha conoscenza, ma non deve essere così e bisogna adeguarsi. I giocatori hanno il diritto di conoscere esattamente i motivi per cui sono state prese delle decisioni.  È importante per la tranquillità mentale e il valore emotivo  sapere che tutti sono in sintonia. La divisione tra dirigenza e giocatori può spesso rappresentare un ostacolo dannoso.

 

Un altro componente importante è determinare i punti deboli su cui un giocatore può migliorare e cercare altre debolezze di cui un giocatore era ignaro. Per esempio, un lanciatore può avere un buon slider ma non sa fino a che punto è efficace poiché non gli è stato mai mostrato o non ha mai saputo quante volte lo ha lanciato con successo. Il data base migliora di giorno in giorno,  ma diventa un po’ difficoltoso conoscerne il risultato senza qualcuno che ti aiuta a interpretarlo.

 

Fuld ha introdotto la sua filosofia tenendo incontri con i giocatori sin dallo spring trading dei Phillies in presenza dei massimi dirigenti e coach. I giocatori maggiormente interessati sono stati Rhys Hoskins e Scott Kengery  i quali ormai si rivolgono quotidianamente a Fuld per consigli e correzioni che sono supportati dalla sua lunga esperienza nelle majors invece che essere investiti da una grande quantità di soli numeri.

 

Sono ormai diversi i giocatori che durante la off season si rivolgono a strutture private per correggere la meccanica di lancio, per imparare a meglio alternare i vari lanci e lavorare sul proprio swing. Trevor Bauer dei Cleveland Indians era una volta considerato uno dei lanciatori più innovativi nell’uso delle analitiche e oggi continua ad invitare le società ad allargare le loro conoscenze nella materia. Bauer afferma che la rete è stracolma di informazioni per come migliorare le proprie prestazioni ma è anche necessario avere a disposizione chi è in grado di comunicare e trasmettere le informazioni nel modo giusto.  E non è così semplice come sembra.  Un lanciatore potrebbe ignorare l’importanza della velocità di rotazione (spin), ma avendo a disposizione un coach che sa spiegare la rilevanza può senz’altro aiutare a migliorare le sue prestazioni magari apportando una modifica minima nell’impugnatura della palla e fare in modo che abbia più movimento. Molti giocatori sono ancora restii ad entrare nella nuova metodologia poiché ancorati alle vecchie teorie, ma ora più che mai il baseball si sta muovendo sempre più nella direzione delle analitiche e non si fermerà qui.

 

E grazie a queste analitiche sono sempre più i giocatori che stanno modificando il loro swing, evitando di battere a terra e cercando di battere più palle in aria. E’ un concetto non facile da assumere specie per coloro che finora hanno avuto successo battendo a terra, giocatori con le caratteristiche di Dee Gordon o Billy Hamiltoin, cioè giocatori dotati di molta velocità nella corsa. E alla base di tutto, è necessario avere a disposizione chi è in grado di insegnare la nuova tecnica.

 

Fuld aiuta i suoi giocatori ad analizzare come spesso abbiano più successo di quanto credono battendo il primo lancio quando è una fastball e mostra a un lanciatore che un suo particolare lancio è più efficace contro battitori mancini che contro i destri. Fuld sostiene anche che le correzioni sulla meccanica di battuta sono quelle più facili da attuare e se crede che un battitore ne potrà beneficiare, non esita a procedere nelle correzioni poiché attribuiscono un maggiore valore  di perfezione allo swing.  E’ inoltre da tener presente che non tutti apprendono con la stessa facilità ed è necessario riconoscere la linea di demarcazione tra chi preferisce le statistiche e i numeri, agli aspetti meno tangibili  della partita e che non si possono quantificare, anche se avere un po’ di entrambi non guasterebbe.

 

Oltre a molti giocatori, ormai anche molti appassionati conoscono cos’è il WAR (statistica, con diverse possibili implementazioni, che somma tutti i contributi [offensivi, difensivi, ruolo e partite giocate] di un giocatore esprimendoli in Runs e convertendoli in Wins. Il risultato indica le vittorie in più o in meno che il giocatore in questione apporta alla propria squadra rispetto ad un Replacement Player e fornisce dunque una valutazione omnicomprensiva del suo valore) o cos’è il wOBA (una stima del contributo offensivo di un giocatore basato sulla valutazione dei fuoricampo realizzati, dei tripli, ecc).  Ma molte altre sono le avanzate statistiche su cui i giocatori non si soffermano poiché rivestono una particolare ed intrecciante articolazione. Ed è per questo che i Phillies si sono rivolti a Sam Fuld. 

 

Frankie Russo

 

 

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