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Questione di reni.....

Nella foto a sx il coach Tom Walter e Kevin Jordan
Nella foto a sx il coach Tom Walter e Kevin Jordan

di Allegra Giuffredi

Il buon Marcello Perich (1939), che come avete imparato a conoscere anche da queste colonne è un personaggio leggendario del baseball bolognese, che ha vissuto e vive di baseball, come quasi tutti i giocatori di baseball ha collezionato molti ricordi e molte ferite da combattimento, per così dire.

Una di queste - come mi ha raccontato - è rappresentata da una piccola cisti sul rene (destro o sinistro, non ricordo), che gli dà alquanto da fare e che è frutto di un lancio bello violento, che sicuramente all’epoca fruttò la prima base, ma che adesso gli fa un gran male. Ad ogni modo il nostro Marcello vive tranquillamente in compagnia dei suoi acciacchi e di recente mi ha raccontato di un giocatore dei Dodgers che, privo di un rene, giocava senza paura, mostrando proprio l’unico rene rimasto all’avversario, quando andava in battuta.

Il giocatore di cui parliamo e che sicuramente esiste, non so come si chiamasse in realtà, perché Marcello mi ha parlato di un certo Hank Bauer (1922), ma quando sono andata a vedere la sua biografia, in verità, non ho colto alcuna perdita renale, ma devo dire che anche lui la schiena dritta l’ha avuta e tenuta per un bel po’: ha giocato per gli Yankees dal 1948 al 1959 e per i Kansas City Athletics, prima che si trasferissero ad Oakland, in California, dal 1960 al 1961 ed è stato un vero e proprio eroe di guerra con molte onorificenze ottenute per il suo coraggio e per essere stato colpito più volte in azione.

 

Ma a proposito di reni e di schiene dritte, nel 2011, Tom Walter, manager della squadra di baseball di Wake Forest, un college con 4500 iscritti, fra i più piccoli degli States, ha dimostrato un grande “spirito di corpo” … Ed è proprio questo “spirito” che si è espresso pienamente quando Tom Walter, ha donato un rene a uno dei suoi giocatori, la matricola Kevin Jordan.

 

Nato a Columbus, in Georgia, Jordan nel 2010 si è ammalato molto gravemente ai reni, proprio due mesi dopo essersi iscritto all’università di Wake Forest.

 

Il ragazzo infatti cominciò a frequentare le lezioni del primo semestre, ma fu presto costretto a ritirarsi in casa per sostenere lunghissime ed estenuanti sessioni di dialisi, che duravano dalle 18 alle 20 ore al giorno ed aveva urgente necessità di un trapianto.

 

Nessuno dei familiari, però, era compatibile e fu così che Walter si elesse a volontario: il test effettuato disse che il suo rene era compatibile, e il Manager accettò di buon grado di sottoporsi all’intervento chirurgico per salvare la vita del suo giocatore. E così fu.

 

Le speranze dei medici sono buone. Di profilo decisamente semplice, sono state le considerazioni di Walter, che si è limitato a ricordare come: “L’importante è che lui non debba più essere attaccato a una macchina per la dialisi e che io possa tornare a correre e a giocare con i miei ragazzi. Se poi dovesse addirittura riuscire a tornare a giocare, beh, allora sarebbe una grandissima storia. Ma, per ora, voglio soltanto che possa tornare ad avere una vita normale e a essere un normale studente di college”.

 

Allegra Giuffredi

 

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