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Tanto tuonò che piovve

Nella foto lo Yankee Stadium sotto la pioggia (AP Photo/Kathy Kmonicek)
Nella foto lo Yankee Stadium sotto la pioggia (AP Photo/Kathy Kmonicek)

da redazione

E' con grande piacere che ospitiamo su Baseball On The Road il primo racconto di Marcello Perich:

Tanto tuonò che piovve.

Giove Pluvio non è molto sportivo e non avverte mai che pioverà con tuoni e putiferi vari. No, no: preferisce illuderci tutti fornendoci 5 giorni magnifici, caldi e assolati, per poi timbrare il cartellino e fare il suo odioso lavoro. Perché mai fino a venerdì c’è un sole che spacca le pietre e poi, il sabato comincia a piovere? Ciò non è dato sapere. C’è solo da mettere in archivio la sfilza di parolacce rivolte all’Ufficio Rubinetti oltre le nuvole.

Ogni volta che succedeva così, molti anni fa, la mia ex moglie non perdeva occasione di sottolineare quanto fossi scemo, poi ha smesso (obtorto collo) quando esperti del settore apparvero in TV e confermarono che in effetti pioveva più spesso nel fine settimana che negli altri giorni.

 

Esempio uno: a Casalecchio di Reno c’era Italia vs Cuba ed io ero a Rimini sommerso dal fascino femminile che olezzava di creme abbronzanti, anche se avevo già organizzato la grande fuga.

 

Fase uno: accompagnare una mia amica a Bologna, per poi dirigermi, nella fase due, verso Casalecchio; per tutto il giorno avevo imprecato leggermente per il caldo che faceva, consolandomi al pensiero che, al campo saremmo stati più freschi.

 

Arrivato al Campo della Gioventù Italiana con largo anticipo, prendo posto.

 

C’è molta gente e in effetti fa un gran caldo.

 

L’arbitro urla “Play Ball!!“ che, evidentemente, deve essere un segnale in codice, perché subito dopo si scatena un inferno d’acqua (mi si perdoni l’ossimoro) e un fuggi, fuggi generale.

 

Non ho l’abitudine di bestemmiare, ma conosco un buon numero di paroline non da “Fascia Protetta” e per tutto il viaggio verso Rimini, dove invece non aveva fatto una goccia, le adoperai tutte e più volte.

 

Esempio due: 15 ore di treno per arrivare a Francoforte, 9 ore di volo per arrivare a New York, 40 minuti di pullman fino al terminal dei taxi, 30 minuti per arrivare all'albergo dove avevo prenotato, 30 minuti in metropolitana e, finalmente lo YANKEE STADIUM !!

 

Cosa credete che sia successo mentre salivo le scale della Metro?

 

“Nuvolone alla Fantozzi” sopra lo stadio e arrivederci a domani.

 

Sapendo che stavo a New York un mese e che avrei visto un’infinità di partite non mi arrabbiai più di tanto.

 

Mi limitai a mettere a referto  questa ennesima pioggerella fuori luogo.

 

Marcello Perich

 

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