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Ancora limitazioni sul monte

Nella foto Joe Maddon contesta e viene espulso (MLB.com)
Nella foto Joe Maddon contesta e viene espulso (MLB.com)

di Frankie Russo

E chi se non Joe Maddon poteva essere il primo a fare la voce grossa. Rob Manfred sta facendo di tutto per ridurre i tempi delle gare, ma non tutte le soluzioni incontrano i favori degli addetti ai lavori. Eliminare i lanci in caso di base intenzionale ha cambiato le strategie di gioco, e non poco. A parte i tanti casi che un lanciatore ha sbagliato il lancio permettendo al corridore sulle basi di avanzare, il più delle volte il lanciatore veniva sostituito poiché pare che perda il ritmo semplicemente nel dover tirare la palla lentamente a parabola al ricevitore. Ed è qui che Manfred ha individuato il risparmio di tempo, non tanto nell’eliminare i lanci, bensì nell’evitare la visita e conseguente cambio di lanciatore. Quest’anno si è tanto parlato di orologio per cronometrare il tempo tra un lancio e l’altro (20 secondi), e limitare le visite sul monte. Il primo caso è già stato testato lo scorso anno in AAA, e confrontato i tempi anche con quelli nelle majors, raramente si è superato tale limite pur senza orologio. Dove ha avuto invece successo il Commissario, è stato nel limitare le visite a un massimo di sei nei primi nove inning con qualche eccezione (eventualmente una per ogni extra inning). 

 

Gli interni che vanno sul monte conta come visita, e per questo Maddon sa già di dover far a meno di questo aspetto dando priorità a quelle del ricevitore.  Ciò che può sfuggire al tifoso meno attento è che la tecnologia è ormai ovunque, le telecamere sono poste in ogni angolo del campo, ogni ricevitore ha una camera che lo inquadra in continuazione. Ormai rubare i segnali è all’ordine del giorno. E’ uno dei motivi per cui vediamo il ricevitore far visita più volte negli ultimi inning in una gara con risultato stretto, anche con lo stesso battitore nel box e con corridore in seconda. Il suo scopo è unicamente comunicare la variazione della sequenza dei segnali oppure chiedere al lanciatore la sua preferenza nella sequenza senza dover fare i segnali.

 

 

Ma non è questa la preoccupazione principale di Maddon il quale basa molta della sua filosofia sulla comunicazione. Ogni squadra ha a disposizione tante di quelle informazioni che è diventato pressoché impossibile farne a meno. Sempre più spesso si vedono difensori spostarsi da un lato all’altro del campo anche dopo ogni lancio tanto approfonditi sono i chart. In questo bisogna ammettere che in ciò Maddon è un maestro e che la gara viene studiata nei minimi particolari con i suoi giocatori. Due sono i motivi per cui Maddon perde le staffe: quando si mancano i segnali in battuta e quando il ricevitore non si reca sul monte per parlare con il lanciatore al momento opportuno.

 

Nella foto Marwin Gonzales
Nella foto Marwin Gonzales

I lanciatori non sono robot, sono esseri umani e ricordare ogni e qualsiasi strategia contro ogni battitore diventa quasi impossibile. Poi vi sono i lanciatori nuovi che si aggiungono alla squadra i quali hanno bisogno di più tempo per adattarsi al gioco della loro nuova squadra.

 

A questo punto, aver studiato la gara nei suoi minimi particolari può perdere di valore. Come si può rilevare, vi è molto di più che una semplice passeggiata quando il manager si reca  sul monte.

 

 

Ciò che desta perplessità in Maddon e i suoi giocatori è quanto tempo ci vorrà per adattarsi alle nuove regole, specie per i Cubs e per le altre squadre che si avvalgono delle sabermetriche in modo ossessivo.

 

Per esempio, durante le ultime World Series abbiamo visto l’esterno sinistro degli Astros, Marwin Gonzales, tirare fuori dalla tasca posteriore un cartoncino su cui aveva annotato le tendenze di battuta dell’avversario, così come si è visto Josè Altuve leggere i suoi appunti posizionati nel cappello.

 

Limitare le visite costringerà i giocatori, in particolare ricevitori e lanciatori a un maggiore sforzo di memoria venendo meno il supporto del manager e/o pitching coach. 

 

Altro aspetto è che spesso il manager, prima di effettuare un cambio sul monte, preferiva consultarsi con il lanciatore “per verificare quanto gli era rimasto nel serbatoio”. Stando alla nuova regola, è una decisione che causerà non pochi grattacapi. Sarà compito del ricevitore saper gestire meglio le visite e il lanciatore dovrà anch’egli  fare ricorso a esercizi di memoria.

 

 

Dagli articoli pubblicati di recente abbiamo accennato a come una delle doti oggi richiesta ai manager è la comunicazione, elemento su cui Maddon fonda il suo successo, ma la nuova regola sembra andare in una diversa direzione.

 

 

Con l’introduzione del replay gli appassionati hanno perso la gioia di assistere alle divertenti contestazioni tra il manager e i giudici di gara che potevano essere degne del miglior teatro di Eduardo. Chissà, probabilmente con la limitazione delle visite non potremmo più raccontare le storielle come quelle che BOTR pubblicò in un articolo del 21/1/14.

 

Frankie Russo

 

 

 

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