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Wild Thing - Major League e le cose serie

di Francesco Zagaglia

Un’attività che scuote nervi, che fa bene al corpo e alla mente. Che educa. Che aiuta a ritrovare se stessi. E di conseguenza porta a rispettare anche gli altri. Cos’è questa cosa miracolosa di cui parlo? Semplice: lo sport! Che passa da attività semiseria e snobbata, solo perché realizza tutte queste cose positive col divertimento, e lo sa bene chi segue lo sport con le palline dalle cuciture rosse, così entusiasmante e mai scontato. Lo sport: importante quanto la scuola, importante quanto quelle attività definite importanti veramente: quelle economiche, politiche, filosofiche, quelle in cui l’uomo magari si scontra. In cui è anche giusto che si scontri, così come è giusto che, invece, si incontri nei luoghi delle attività sportive, ludiche e artistiche. Ci ho scritto anche un libro su questo, uscito a ottobre del 2017; s’intitola Strade (Ed. Youcanprint).

Ed è per questo che parlando di musica e baseball oggi non propongo una vera e propria canzone che tratta di baseball, ma vado a pescare un brano che parla di altro, seppure legato a un film di baseball. E magari proprio uno di quei film che molti definiscono, come si dice?, non d’autore, insomma, di serie B!

 

Lo so, ma ritengo che a volte sia bello perdersi nel divertimento, abbandonarsi a una storia semplice, volare con la fantasia e mettere da parte un po’ di seriosità, mantenendo la serietà.

 

E allora il film in questione è Major League – la squadra più scassata della lega. Pellicola del 1989 che mette in scena la classica trama del proprietario di una squadra che per motivi economici vorrebbe perdere tutte le partite e allora compone il team più scassato che ci sia, reclutando i peggiori elementi. E ovviamente poi la trama continua con l’allenatore che scopre tutto, ed ecco allora che lui e i giocatori si mettono cuore e anima a dimostrare di valere qualcosa. Un impegno che permette ai giocatori di ottenere il successo nel diamante e di ritrovare la propria strada nella vita.

 

La squadra è quella dei Cleveland Indians, che ha vissuto tra l’altro un episodio simile realmente nel 1899, e la scena culmine è quella in cui entra in campo il lanciatore. È lui, il mitico Rick Vaughn detto Wild Thing, interpretato da un giovane Charlie Sheen.

 

E mentre la sua faccia un po’ spaventata e i suoi occhiali entrano in campo, ecco che tuonano i quattro accordoni del rock di, appunto, Wild Thing, canzone scritta da Chip Taylor, dal testo sensuale, in origine registrata dagli Wild Ones nel 1965, ma resa famosa dalla versione della band inglese dei Troggs, nel 1966, che fu in vetta a molte classifiche e che è inserita ancora nella lista delle migliori canzoni redatta dalla rivista Rolling Stone.

 

Come tutte le canzoni stupende, ne sono state fatte mille versioni, da Hendrix a Springsteen. Ma in questo caso è la voce rock e femminile della band The Runaways, con una botta di chitarra e di energia, a far prendere i brividi.

 

Lui è il lanciatore miope, emblema degli ultimi, degli sfigati, che però non si tira indietro ed entra in campo. Col suo cappellino degli Indians, con gli occhiali da vista (un lanciatore con gli occhiali da vista!), osservato da migliaia di occhi.

 

Sarà solo un film, per carità. Ma chi a volte è un po’ giù di morale, chi è un po’ insicuro, chi ha paura, si guardi pure la scena e si senta come Rick che entra per lanciare. Un bel respiro a scacciare l’ansia e si è in gioco; è l’ora di vivere il proprio momento.

 

Facciamoci prendere dai sogni. Cerchiamo quella cosa selvaggia che ci fa cantare il cuore (Wild thing, you make my heart sing). E mai diffidare da ciò che ci fa prendere il raro e prezioso entusiasmo. Che sia una canzone, un film, uno sport. Attività seriose no. Ma serie sì.

 

Francesco Zagaglia

 

N.d.r Ho letto il libro di Francesco "Strade".  Lo consiglio ai veri amanti dello sport, parla di ciclismo, ma non è un libro sul ciclismo. E' un libro sulla vita, quella vera e sullo sport, quello vero. (Paolo Castagnini)

 

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Commenti: 2
  • #1

    Michele (martedì, 06 marzo 2018 13:17)

    Caro Francesco, il tuo pezzo non si può non condividere. Grazie per le tue sfumature poiché lo sport, ed il baseball in particolare, è in sintesi il sale della vita. Se poi c'è l’accompagnento di godibili note musicali e parole vive, è il mondo a sorridere

  • #2

    Francesco (martedì, 06 marzo 2018 14:59)

    Grazie Michele, condivido ogni tua parola. Sono queste attività che dànno la carica, la serenità e a volte addirittura un senso alla vita. Un saluto!