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La valigia

Foto tratta dal film "Chocolat"
Foto tratta dal film "Chocolat"

di Paolo Castagnini

Ma l'irrequieto vento del nord non era ancora soddisfatto. Parlava di città ancora da visitare, amici bisognosi da scoprire, battaglie da combattere...(dal film Chocolat)

Percorrendo via Vernazza che porta dal Carlini di Genova al punto in cui si sale sull'autobus che mi porterà a casa, trascinavo una valigia carica di vestiti e di ricordi. La strada se percorsa in quel senso è una ripida salita che  alle prima luci dell'alba ti induce a riflettere in ciò che sei e che cosa stai facendo, ma soprattutto di ciò che hai fatto. A metà salita inizi a perdere il fiato e il peso della valigia pur fornita di rotelle aumenta il battito cardiaco costringendoti a rallentare. Rallenti la frequenza del passo e nello stesso tempo i pensieri si fanno più profondi.

I ricordi più forti sono quelli del giorno precedente. Un piccolo rinfresco organizzato all'ultimo minuto in campo una pizza con i giocatori più grandi, per essere sopraffatti da sensazioni travolgenti. Il rinfresco e la pizza era un modo per salutare tutti, ragazzi, ragazze, genitori e dirigenti, dopo 5 mesi di lavoro in una società - i Rookies di Genova - che tutto si può dire fuorché dotata di gestione monotona.

 

Quante volte ci troviamo a chiudere una stagione con premiazioni, ricordi, interventi più o meno sinceri?  Qualche volta succede qualcosa di non previsto e che ti lascia ricordi indelebili. Tutti noi coach abbiamo fatto esperienze come queste.

 

I saluti, gli abbracci, le parole "mi mancherai coach" - "sono stata felice di conoscerti" - "ci rivedremo vero?" assumono significati differenti. Una specie di peso. Quelle che se ne vanno subito e non lasciano traccia e quelle che invece ti bucano e ti rimangono aggrappate alla tua anima. Venerdi' sera è successo qualcosa del genere. Ogni frase, ogni espressione, ogni sguardo e persino i silenzi ti entrano e ti scalfiscono, modellando quell'opera d'arte che si chiama "rapporto umano".

Selfie in pizzeria: da sinistra Flavio (coach degli Albisola Cubs), Sam (il nuovo allenatore Americano che mi sostituirà), io e i giocatori, Giacomo, Davide, Umesh, Alessio, Alessandro, Andrea, Marco e il mitico Presidente dei Rookies Livio Caponi
Selfie in pizzeria: da sinistra Flavio (coach degli Albisola Cubs), Sam (il nuovo allenatore Americano che mi sostituirà), io e i giocatori, Giacomo, Davide, Umesh, Alessio, Alessandro, Andrea, Marco e il mitico Presidente dei Rookies Livio Caponi

E sì che all'inizio era tutt'altro che questo. Il più delle volte ragazzi scaricati al campo e raccolti al termine delle due ore con fuga verso la prossima destinazione. Eppure nell'ultimo mese è successo qualcosa che ha profondamente cambiato lo stato delle cose. "Umanità", questa parola tridimensionale fuori moda sostituita spesso da sms, whatsApp, ecc. Un appello a trovare questa umanità. Una lettera, una comunicazione: "così non va!" ed è come scuotere l'albero carico di neve. Svegliarsi dal torpore e accorgersi che esistiamo.

 

Nella salita di via Vernazza tutti questi pensieri si affollano e illuminano il mio cammino. Lo sport specie se giovanile va vissuto, non va semplicemente consumato. Non è un prodotto da vendere e acquistare. Ma non basta stabilire il problema. Bisogna risolverlo, "Niente scuse"! c'era scritto in un articolo pubblicato pochi giorni fa qui sul sito. Allora affrontiamo il problema. Niente scuse! Non basta dire "ne vengono metà" "non hanno voglia di impegnarsi" "sono indisciplinati".

Qual'è il problema? Affrontiamo il problema! Chi lo deve fare? Siamo noi coach a contatto con il problema e noi lo dobbiamo affrontare. Poi saranno i dirigenti che ci dovranno aiutare e ai Genova Rookies questi dirigenti non mancano.

 

Grazie mondo Rookies (anche Albisola e Finale) perché avete fatto sentire il mio lavoro importante. Il vento freddo del nord (e c'è davvero in questi giorni) mi porta ad interrompere questo lavoro e con la mia valigia andrò in un'altra direzione pronto ad essere accolto da amici bisognosi, battaglie da combattere... ma il ricordo di questa avventura rimarrà per sempre.

 

Coach Paolo

 

I regali ricevuti: (la targa, il cartoncino con dedica firmato dai giocatori, la felpa che indosso)
I regali ricevuti: (la targa, il cartoncino con dedica firmato dai giocatori, la felpa che indosso)

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Commenti: 6
  • #1

    Michele (martedì, 27 febbraio 2018 11:48)

    Caro Paolo, la tua valigia col passare degli anni diventerà sempre più pesante poiché i regali saranno ricoperti dalla polvere mentre i ricordi saranno sempre vivi ed attuali nel dimostrare il giusto operato attuato.

  • #2

    nordhal1947@gmail.com (martedì, 27 febbraio 2018 12:18)

    tieni duro PAOLO,non mollare mai. TERZABASE ha trascorso una vita subendo tante sconfitte,ma ad ogni batosta si è rialzato più forte di prima.Il mondo del baseball ha bisogno di gente modesta,nesta e competente e Tu lo sei. Alla fine io sono stato gratificato e riconosciuto valido. Ma a questo punto mi sono avvicinato agli intoccabili,e allora con la maestria dei grandi sacerdoti del Tempio mi hanno esaltato,gratificato e osannato e liquidato.Ma io non ho mollato e con il Tuo aiuto ho potuto trasmettere e riportare la voce del baseball.Ciao grande Paolo TERZABASE TI SALUTA

  • #3

    Paolo (martedì, 27 febbraio 2018 15:35)

    Non vorrei ci fossero equivoci nella mia lettera. Ai Genova Rookies sono stato benissimo, così come la società è stata contenta del mio lavoro. Il fatto che io sia dovuto partire è stato per aver stipulato un accordo con Genova che iniziava a settembre 2017 e finiva a fine febbraio in quanto da marzo 2018 avevo un precedente accordo per lavorare in un'altra società.

  • #4

    Franco Ludovisi (venerdì, 02 marzo 2018 16:28)

    Bravo.
    Bravo davvero nella tua nuova versione "letteraria".
    Componi qualcosa di ancora più alto.
    Io verrò a recitarlo al Teatro Romano di Verona, come mia abitudine.
    At salut

  • #5

    Francesca Cavalla (martedì, 06 marzo 2018 13:00)

    Bellissime parole Paolo! E' stato un vero piacere incontrarti sulla nostra strada e ci rende molto orgogliosi sapere che hai contribuito a scrivere la storia dei Rookies!
    Un abbraccio
    Francesca

  • #6

    Paolo (martedì, 06 marzo 2018 20:16)

    Grazie Franco, come hai vecchi tempi? :-)

    Grazie Francesca anche per l'opsitalità