Il regalo di Natale

di Michele Dodde

Non ricordo né dove né quando ma ho sentito un qualcuno che diceva come ci sono momenti, situazioni ed affinità che la mente umana non riuscirà mai a spiegare se non con la passione. Deve essere vero perché quando per la prima volta ebbi l’occasione di indossare un guanto da baseball, che poi diventò il “mio” guanto da baseball, fu come se la mia mano sinistra avesse sempre anelato averlo come prolungamento delle proprie capacità. Ma è anche vero che in seguito quel mio guantone divenne quell’insostituibile compagno di viaggio che tutti si augurano di incontrare ed averlo affianco. Ed in verità poi fu lo stesso guantone a farmi entrare nel gioco dapprima praticato per istinto e solo dopo compreso nella sua globale schematicità.

E così fu, più che una scelta, una sentita passione quasi necessaria a cercare di delineare le mie potenzialità e le mie scelte di vita. Parafrasando il detto di un poeta, il guanto mi disse allora che il baseball a tutti interamente si dona ma non a tutti del tutto si svela ed anche questa seconda verità in seguito mi accompagnò sempre durante i primi approcci allo studio dei fondamentali tecnici poiché avevo imparato che il baseball bisogna amarlo per apprenderlo anche nelle sue sfumature e come poi esso sia più facile da giocare che da condividere. L’essere unus quisque faber nella fase di attacco diventa poi et plurimi possums in quella di difesa e calibrando il confronto si sviluppano e si configurano momenti stimolanti che nessun’altra disciplina può mai configurare.

 

E poi vennero i compagni, gli allenamenti, i richiami dell’allenatore, la prima divisa, la prima partita dove tutto apparentemente sembrava facile ed invece tutto era di una particolare difficoltà se l’attenzione veniva plasmata solo sull’apparenza e non sulla realtà. Così mancai la presa di quella pallina radente quando, padrone assoluto di quell’ideale settore inerente la seconda base, non riuscii a focalizzare bene la sua velocità che cambiò nel lasciare il manto d’erba andando a planare sulla terra rossa. Allora andai mentalmente a confrontarmi con eventuali errori dei grandi, quelli della memoria e quelli immortalati nella Hall of Fame, per cercare una faziosa scusa che mi assolvesse ma vidi solo occhi severi ed interrogativi tutti pronti a chiedermi: perché?.

 

Fu allora che ne capii l’essenza e me ne feci una ragione ed andai poi a scavare nel passato per capire il presente e proiettarmi nel futuro. Ed i muri della mia stanza allora furono ravvivati dai poster e dalle loro storie quasi a dare un senso logico William Shakespeare quando puntualizza nell’Amleto: “Vi sono più cose in cielo e in terra di quante se ne sognano nella filosofia”.

 

Quel primo campionato finì, poi ne sono seguiti molti altri ma da allora, ben consapevole che quello che si vede non sempre è la vera storia, quando arrivano le Feste Natalizie, sono solito esprimere sempre un unico desiderio quale regalo, il mio regalo di Natale. Nella ricercata bontà di tutti, pronti a perdonare con un caldo abbraccio, così come capitò a me, che possa ritornare anche sul volto degli otto giocatori dei Chicago White Sox, ma soprattutto su quello del grande quanto improvvido Joe Jackson Shoeless, il sorriso, quel sorriso che sempre ha caratterizzato il volto dei grandi campioni di baseball.

 

Come tutti gli anni Michele Dodde ci manda il suo "Pensiero di Natale" che noi tutti facciamo nostro approfittando per farvi gli Auguri.

 

A proposito, il Presepe in home è stato realizzato dallo stesso Michele. Avete capito in quale oggetto è stato inserito? Un po' difficile da indovinare. Ebbene si tratta di una lampada di trasmissione usata dai dragamine nel 1930. Ecco sotto l'immagine più panoramica.

 

Buon Natale!

da tutti noi  di Baseball On The Road

 

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Commenti: 1
  • #1

    eziocardea@hotmail.it (domenica, 24 dicembre 2017 09:47)

    Reperto da "lagunare"? Bravo, bravo come sempre!

    Su: http://www.baseballmania.eu/notizie/news/michele-dodde-la-hall-of-fame-ti-attende/ avevo scritto: "Destinato ai Lagunari, il famoso corpo altamente specializzato (e invidiato all’estero) nelle operazioni anfibie d’assalto ..."

    Ora devo aggiungere che sei anche un artista!

    Auguri, auguri a tutti!