Domenica e' sempre domenica

di Allegra Giuffredi 

Quest’anno l’ultima giornata della regular season americana si è giocata di domenica e non c’è niente di più bello e comodo per un tifoso, a meno che non debba lavorare e che non sia proprio di turno proprio in questo giorno festivo, ma non è sempre stato così. Nei primi anni di vita delle Major leagues, infatti, la domenica non si giocava, perché in alcuni Stati americani vigevano le Blue laws, vale a dire delle leggi particolari che proibivano di commerciare determinate merci, viaggiare e talvolta anche di lavorare, la domenica, poiché il Signore lassù, dopo aver fatto il Creato, la domenica si era alfine riposato e quindi anche gli uomini avrebbero dovuto onorarla.

E lo sport non poteva certo essere da meno, tanto che, nel baseball, si dovette aspettare il 1882 per vedere una partita domenicale e perché i Cubs giocassero per la prima volta di domenica, si dovette aspettare il 1893 e per una ragione prettamente commerciale …

 

Del resto come a me fa molto piacere e comodo poter fare la spesa di domenica, andando per centri commerciali, così alla fine del 1800, faceva altrettanto piacere recarsi alle Fiere, per comprare, mangiare e passare il tempo.

 

E proprio in occasione della World’s Columbian Exposition, tenutasi a Chicago nel 1893, gli organizzatori speravano che tra i ventisei milioni di visitatori attesi, molti fossero anche degli sportivi interessati soprattutto al baseball, come infatti fu.

Ma l’Illinois, Stato dove risiedevano e risiedono i Cubs, non fu l’ultimo a “convertirsi” al rito laico della partita domenicale, perché gli stati del Nord est furono davvero e veramente gli ultimi a resistere e poi a capitolare.

 

Infatti, il primo match domenicale dei Cubs in trasferta a Boston, si giocò solo nel 1929 e a Pittsburgh e Philadelphia si giocò di domenica, solamente nel 1934.

 

La domenica oggi come oggi è invece assai curata e anelata da tutte le società di baseball, perché la domenica è un giorno speciale, un giorno in cui ci si rilassa, come si preferisce, più o meno laicamente e durante il quale vengono organizzate tante manifestazioni di contorno alle partite.

 

Spesso all’entrata vengono donati dei “bobblehead” o dei gadgets e festeggiate un sacco di categorie professionali o famigliari, come le mamme, i nonni o i veterani delle tante guerre combattute in qua e in là dai Marines americani.

 

La domenica è proprio il giorno più accorsato di tutti allo stadio, con grandi code ai botteghini ed alle entrate ed è il giorno dedicato alle famiglie, che si spera, come in effetti poi si verifica, vadano in massa a passare la domenica con i bimbi, divertendosi e mangiando un sacco.

 

Allegra Giuffredi

 

 

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Commenti: 1
  • #1

    Paolo (mercoledì, 11 ottobre 2017 01:37)

    Invece da noi chissà perche' le società' di IBL non vogliono giocare. Forse non interessano le famiglie