Mistero risolto: tutto merito della palla

Nella foto Aaron Judge (Wikipedia)
Nella foto Aaron Judge (Wikipedia)

di Frankie Russo

libera traduzione da The Economist

Il mistero è risolto, è solo una questione di pallina. Recenti studi hanno dimostrato come in effetti siano stati i cambiamenti nella manifattura delle palle a incrementare il numero di fuoricampo. Dopo i risultati del 2014, la MLB sembrava essersi avviata verso una nuova direzione quando si era registrato il più basso numero di punti segnati dal 1976. Con il notevole incremento di velocità dei lanci da parte dei lanciatori, e un allargamento della zona dello strike, che aveva messo i battitori in una posizione di svantaggio, senza voler poi sottovalutare gli shift difensivi che favoriscono ancor di più le giocate della difesa, la segnatura di punti era in forte declino. Con la sua nomina a Commissario, tra le prime dichiarazioni, Rob Manfred affermò che avrebbe fatto di tutto affinché si potesse tornare a segnare, addirittura menzionando di voler eliminare gli shift.

Forse fu una coincidenza, ma subito dopo l’insediamento di Manfred, a cominciare dalla seconda metà della stagione 2015, si verificò un incremento dei punti segnati invertendo la  tendenza che si era verificata nei sei anni precedenti. La media di fuoricampo fu la più alta dell’ultimo decennio.

 

Ma il 2015 rappresentò solo l’inizio, da allora la potenza in battuta si è intensificata superando ogni aspettativa. Aaron Judge, un rookie appena affacciatosi sulla scena, ha fatto già parlare di sé per la lunga distanza dei suoi homers. Anche Scooter Gennett, un giocatore di riserva, ha fatto parlare di sé divenendo il 17° giocatore nelle majors a realizzare quattro fuoricampo in una sola gara. Complessivamente i fuoricampo sono aumentati di circa il 50% rispetto al 2014.

Foto di JUSTIN K. ALLER / GETTY IMAGES
Foto di JUSTIN K. ALLER / GETTY IMAGES

Questo cambio di direzione ha lasciato spazio a molte considerazioni. Varie sono state le possibili ipotesi, a cominciare dal ritorno dell’era degli steroidi fino ad arrivare al cambiamento della strategia di battuta. Nessuno di questi fattori però, anche sommandoli, ha dato soluzioni plausibili per il fenomeno.

 

Solo il mese scorso, da due nuovi studi, è emersa una teoria plausibile per la soluzione del mistero, ed entrambi puntano nella stessa direzione: è tutto merito della pallina.

 

In poche parole, su un website sportivo, The Ringer, due studiosi delle statistiche, Ben Lindbergh e Mitchell Lichtman raccontano di aver spedito decine di palline usate al Washington State University Sports Science Laboratory dove sono state esaminate e confrontate con quelle usate nelle stagioni precedenti. Ebbene, è risultato che le palle più recenti avevano delle piccole differenze che favorivano le volate, tra cui un coefficiente di restituzione leggermente superiore (una misura tecnica di slancio), cuciture meno alte e una circonferenza più piccola.

 

Il secondo studio effettuato da Rob Arthur di FiveThirtyEight,  ha utilizzato la telecamera della MLB per misurare l’effetto di resistenza della pallina, paragonando la velocità del lancio al momento del rilascio con la velocità di quando attraversa il piatto di casa base. Il risultato è stato che il coefficiente di misura è diminuito abbastanza dal 2015 tanto da determinare un aumento del 15% di fuoricampo. Seppure questo elemento sia stato preso in considerazione anche in passato, una differenza così rilevante non si era mai verificata. Anche se non sarà facile provare la veridicità di questa teoria, molte autorevoli fonti ne sono convinte.

 

La MLB ha negato qualsiasi coinvolgimento in merito, addirittura ha fatto un proprio studio che ha dimostrato come non ci sono sostanziali differenze. Tuttavia, in linea di massima, le caratteristiche delle palle da baseball sono estremamente flessibili tanto da determinare una differenza di distanza, considerando lo stesso impatto,  di circa 15 metri.  

Nella foto Scooter Gennet (Michael Hickey Getty Images)
Nella foto Scooter Gennet (Michael Hickey Getty Images)

Fino ad ora non esistono prove che la MLB abbia apportato dei cambiamenti per far volare la pallina più lontano o se il tutto è successo per puro caso sostenendo che i cambiamenti sono così insignificanti che potrebbero essere frutto di un non programmato processo di manifattura. Il cambio delle cuciture, come rilevato dagli studi di Lichtman, risulta essere meno di tre millesimi di pollice.  Da parte sua Lichtman specula che queste variazioni sono naturali nel processo di fabbricazione e che sono difficili da controllare.

 

Allo stesso tempo, il fatto che Manfred abbia ottenuto ciò che desiderava in così poco tempo, solleva seri dubbi sul fatto che la lega sia totalmente estranea ai fatti.  

 

Una nota pubblicità della Nike che risale al 1998 (video sotto) “anche i pulcini preferiscono la battuta lunga” fa intendere come la lega preferisce gare con più fuoricampo che poi corrisponde alla culturale di questo sport.

 

A sostegno di questa teoria, nel 2008 fu condotto un sondaggio che provò come il pubblico preferiva vedere più fuoricampo che strike out.   Fu anche stabilito che i fuoricampo, più di ogni altro modo di segnare, attirava un maggiore numero di pubblico allo stadio.

 

A prima vista sembrerebbe che coloro che hanno tratto maggiori vantaggi dai cambiamenti di palline fabbricate in Costa Rica, siano proprio i battitori. Tuttavia, se tutti potessero usufruire di tale beneficio allo stesso modo, il loro valore (in proporzione, quindi in salari) resterebbe invariato. Ma così non è, e sono da considerare anche come gli shift abbiano favorito alcuni giocatori più degli altri.

 

Coloro che ne hanno beneficiato di più sono quelli che cercano di superare gli shift con lunghe volate che a volte a stento superano la recinzione, volate che solo pochi anni prima sarebbero state eliminazioni al volo.  I battitori oggi tendono a battere con più potenza e più in alto, astenendosi da battere palle a terra, e conseguentemente comporta anche un maggior numero di strike out in alternativa di potenziali fuoricampo.

 

Grazie alla tecnologia messa a disposizione da ESPN che traccia la distanza e altre variabili per ogni lunga volata, è possibile ora determinare chi ha beneficiato di più della nuova strategia che è  stata suddivisa in tre categorie: “appena sufficiente”, “abbondante”e “senza dubbio”. Il numero di “appena sufficiente” , quelle battute cioè che a stento superano la recinzione,  sono quelle che chiaramente determinano l’incremento di fuoricampo sin dal 2014. In altre parole, “appena sufficiente” di oggi corrisponde al “non sufficiente” di ieri.

 

Gli esempi più evidenti di coloro che ne hanno beneficiato della differenza della palla sono: Mookie Betts dei Red Sox che ha battuto 24 “appena sufficienti” fuoricampo su un totale di 51 dalla metà del 2015, e Jay Bruce dei Mets con 31 su 66. Altri giocatori dotati di maggiore potenza come Aaron Judge, sono meno investiti dai cambiamenti perché i loro fuoricampo sono “senza dubbio” tanto è che solo il 19,4% dei suoi 31 fuoricampo sono stati “appena sufficiente” rispetto alla media di lega che è il 30,8%. Anche se ci fosse una pallina più morbida, che riducesse la sua potenza, probabilmente l’elemento farebbe di lui comunque un giocatore di maggiore valore in quanto ne soffrirebbe meno rispetto ai suoi compagni meno potenti.  

 

Sfortunatamente per Judge, la pallina molto probabilmente resterà con i cambiamenti. Anche se essi sono stati una semplice coincidenza, hanno soddisfatto la volontà del Commissario Manfred. E considerata la storica relazione tra fuoricampo e presenza di pubblico, è molto improbabile che le società protestino. La controversia potrà portare ad una più attenta fabbricazione della pallina, ma farà anche in modo che la MLB ne abbia un maggiore controllo su di essa.

 

Qualsiasi cambiamento che avverrà, non rappresenterà più un mistero nel futuro. Secondo Rob Arthur, capire le alterazioni sarà più facile in quanto studi nel merito sono già stati fatti. Nella ricerca continua di misurare le effettive doti del giocatore, la misurazione della palla da baseball, insieme a tanti altri fattori, prenderà subito posto accanto alla vasta gamma di sospetti  e misteri che l'hanno preceduta.

 

Frankie Russo

 

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