Lou Gehrig e la canzone dedicata

di Michele Dodde

Tutte le aspettative, le riflessioni e le sfumature di quella che è stata la vita di Henry Louis Gehrig sono state ampiamente vagliate ed apprezzate ed ora indiscutibilmente fanno parte della interessante e sempre complessa storia del Baseball statunitense. Molti gli aggettivi spesi per questo eterno prima base che ha entusiasmato il pubblico in tutte le sue 2130 partite giocate consecutivamente e che mai nessuno avrebbe pensato potessero terminare in quel martedì 2 maggio del 1939 e successivamente il 4 luglio con quella sua commovente uscita di scena che coinvolse l’intero mondo della Major League e di tutto il baseball giocato. In realtà Louis, che di lui scrisse nel 1936 Carl Hubbell, baseball writer del Time, “ha un orgoglio fanciullesco nel colpire la palla, correndo quanto più veloce possibile verso le basi” era  molto timido e tuttavia grande nella sua modestia tanto che non riusciva ad assimilare quella significativa e gravosa eredità che nel 1934 gli aveva lasciato il mitico Babe Ruth, suo compagno di squadra e di notevoli giocate, ovvero accettare il titolo di capitano degli Yankees. 

Dunque all’alba dell’inizio del campionato targato 1935 Louis stava passando un momento di crisi poiché non riusciva, pur sollecitato ed incoraggiato dagli stessi giocatori e dalla dirigenza, a ritenersi il nuovo leader degli Yankees. Non si sentiva uomo di leggenda ed anzi egli, fuori dal diamante, amava la musica classica e le opere ed in particolare, si dice, quelle di Wagner tra cui “Tristano ed Isotta” che egli vide per ben sette volte commuovendosi sino alle lacrime. Fu allora che la moglie Eleanor, fedele al principio che dietro a un grande personaggio c’è sempre una grande donna, rendendosi conto di quanto Louis fosse sotto pressione e teso ed incapace nella finalità di assumere una diversa personalità, gli scrisse una particolare lettera in cui lo esortava ad essere solo ed esclusivamente se stesso e che, non essendo lui Babe Ruth, non doveva cercare di essere come l’osannata icona ma di continuare ad essere solo ed esclusivamente Louis. Il suo stile, la sua personalità, il suo estro poi avrebbero completato la peculiare caratteristica di un nuovo personaggio quale lui era nel mondo del baseball.

 

Fu così che il comportamento dell’iron horse degli Yankees cambiò imponendosi nel cuore dei fan proprio con quel suo “orgoglio fanciullesco”.

Tuttavia Eleanor non esaurì il suo apporto solo con quell’esortazione ma andò ben oltre. Scrisse infatti un testo pieno di reconditi significati  coinvolgendo poi il suo amico Fred Fisher, compositore di canzoni come “Chicago” e “Peg O’ My Heart”, a musicarlo. Nacque così la ballata “I can’t get to First Base with You” e l’illustrazione della custodia del disco apertamente riportava “Questa canzone è stata scritta da Fred Fisher e Signora Gehrig. Dedicata a Lou Gehrig - Famoso Prima Base”, poi la figura sorridente di Lou mentre fuma una sigaretta con tanto di autografo sul suo braccio sinistro ed in basso a destra il volto di Eleanor.

In effetti questa canzone non fu altro che un aperto tributo d’amore da parte di Eleanor verso il suo celebre marito:

Ho sacrificato il mio cuore quando esso volava alto,/ ed ora ho le lacrime agli occhi anche se sono felice./ Amore mio, dopo ogni fine c’è sempre un nuovo inizio / ma se non è possibile realizzarlo, allora il gioco è finito. / E non c’è niente altro che si possa fare se non riesco a raggiungere la prima base con te. / Abbiamo vissuto sempre in armonia / e vorrei conquistare la prima base con te. / All’inizio, ricordi, l’amore era sempre vincente / e tu in ogni inning hai fatto una battuta per me. / Ma il vento ora è cambiato ed io ho permesso ai miei pensieri di liberarsi / perché tu sai come io mi sento accanto a te. / E se tu mi vedi piangere o diventare triste è perché io non posso essere in prima base con te”

 

ma la severa legge di mercato non le diede il ricercato successo di vendita e di gradimento tra il pubblico. Tuttavia non importò più di tanto poi se, dopo aver portato un sorriso sul volto di Louis quando l’ascoltò, il testo delineò per colui che diventerà il prima base per eccellenza una forte spinta emotiva, un ulteriore senso di umanità, un invidiabile stile di gioco insieme ad una garbata autoironia.

Di seguito, dopo la mia libera traduzione, il testo originale:

I sacrificed and bunted my heart, / I tears in my eyes laughed; / after each end we want a new beginning. / Lover, it is not possible to realize: / Game is Over, / there is nothing else we can do, / I can not reach the first base with you; / We have been in clover and every / time we get Gio. / I can not get to the first base with you. / / Once in the beginning love was always winning, / and in every inning you’ve been hit with me / This is the wind, I did my mind to go. / You know how I feel about you. / You got me crying, Alibling making me blue. / I can not get to the first base with you.

Nella foto Eleonor e Lou
Nella foto Eleonor e Lou
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