Baseball e Softball, una rivista d'annata

di Michele Dodde

Adelchi Chico Grossi il baseball ce lo aveva nel sangue. Anzi egli era un vero baseball writer dall’eloquio affascinante e coinvolgente sino a divenire anima vagante tra le diverse testate che di baseball e di softball volevano parlarne. Tuttavia nel 1976, mese di ottobre, in qualità di Condirettore varò la rivista “Baseball e Softball”, periodico mensile che nell’editoriale riportava: “Quando decidemmo di dare vita a una rivista di baseball, noi della redazione su una cosa ci trovammo subito tutti d’accordo: i tempi sono maturi perché anche gli appassionati italiani abbiano finalmente un loro periodico.” Tra i collaboratori di quel primo numero, edito dagli Eredi Baracca e valido come numero unico in attesa di registrazione, risultavano tra gli altri Mario Bruno, Leo Baduel, Pierluigi Fadda, Marco Lucchini, Max Ott, Jmmy Strong e come ciliegine Giancarlo Mangini, che spumeggiava tra interessanti articoli e la sua irriverente quanto spassosa verve fumettistica a diversificarsi tra inimitabili caricature ed un affascinante inchiostro di china dal titolo “Missione all’Avana”, e l’eclettico Giulio Glorioso che andava a prestare il suo bionico braccio dai lanci alla macchina da scrivere curando la rubrica della posta dei lettori. 

Impaginata in modo accattivante e fascinosa da Maurizio Asnaghi, la rivista tra le righe si proponeva di occuparsi non solo del baseball giocato e della sua specifica divulgazione ma anche, come sentenziato “senza peli sulla lingua”, anche del baseball manovrato stando dietro alle scrivanie federali. Cioè il periodico, con i suoi interventi mirati e documentati, decisamente aveva scelto la via concreta della tanta ricercata libertà d’opinione. Reportage su franchigie italiane e personaggi statunitensi di spessore e lenzuolate di tecnica curate da Giuseppe Saibene con sequenze fotografiche in divenire davano particolare linfa e vivacità personalizzando di fatto la rivista.

 

In evidenza, tuttavia, furono notati alcuni sibillini articoli inerenti il Comm. Giovanni Schiavone, o meglio “L’Uomo del Sud” come lo citava Ferdinando Terlizzi, ovvero un facoltoso imprenditore prestato allo sport e che da Panathleta era in cabina di regia nella provincia di Caserta sia tra i bottoni dell’Atletica Leggera e dell’ Automobilismo, e poi del Rugby, sia in particolare tra i promotori del Baseball e del Softball campano a favore dei quali aveva realizzato ben due diamanti: uno nella sua tenuta di San Prisco a Santa Maria Capua Vetere, dove viveva, l’altro su un suo terreno in contrada Puccianiello proprio a  Caserta.

 

Indiscutibilmente le sue possibilità economiche quale sponsor davano un considerevole sviluppo al gioco del batti e corri e la vicina base NATO di Napoli permetteva un valido elemento culturale e di paragone tanto da poter annoverare in quell’anno ben otto squadre: quattro di Baseball (Caserta B.C., Astros Caserta, Schiavone B.C. e Falchetti Caserta) e quattro di Softball  (CABS Napoli, Partenope, Falchetti Caserta e Coima Caserta) 

Purtroppo la rivista, come spesso capita a periodici di settore, non ebbe un’accoglienza tale da poter coprire i costi e così quello che fu il numero due, ovvero anno II , nr. 1, gennaio 1977, cambiò la testata in “Baseball & Rugby” e come tale fu registrata presso il Tribunale di Milano con il nr. 357 con salomonica divisione delle pagine al 50%.

 

Tuttavia neanche questa volontà di ampliare la platea con i numeri degli appassionati delle due discipline fu premiata e pertanto il periodico non decollò in modo positivo, secondo le attese, e così, nonostante l’ottima qualità degli articoli e delle foto che andavano a soddisfare le esigenze dei lettori, con il nr. 3 ( marzo-aprile 1977 ) cambiò editore passando alle Moderne Edizioni Romane.

 

L’Editore Bertoletti subentrò al numero 4 e tenne il timone sino al numero 5 quando per la poca diffusione raggiunta dovette ammainare le vele con un editoriale di Adelchi Chico Grossi dal titolo “L’ultima occasione” che, pur con il passare degli anni, non ha perso valore e lucidità.

 

Si disse allora, tra un bisbiglio di pettegolezzo ed altro, che la fine della rivista fu causata dalla cessazione del contributo economico da parte del Comm. Schiavone, l’uomo del sud, quando lo stesso, che forse mirava alla Presidenza federale, si rese conto dell’impossibile scalata. Si disse allora, ma ormai quelli sono tempi andati e ben riposti tra i cassetti dei ricordi.

 

Da non dimenticare però l’eccellente lavoro profuso dalla passione dell’Adelchi Chico Grossi e di tutti i suoi collaboratori per una rivista di Baseball & Softball  prima,  Baseball & Rugby poi, che è destinata ad essere un prezioso cammeo 

 

Michele Dodde

 

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Commenti: 1
  • #1

    franco ludovisi (martedì, 02 maggio 2017)

    Mamma mia se sono vecchio!
    Ricordo troppe cose e persone citate nell'articolo:
    Michele continua a documentare per la memoria futura e per il piacere dei pochi che ancora possono ricordare persone e cose del lontano baseball italico.