Quali le strade da percorrere?

Nella foto Gavin Cecchini al Classic (Credit: Getty Images / Miguel Tovar)
Nella foto Gavin Cecchini al Classic (Credit: Getty Images / Miguel Tovar)

di CURVEBALL

Credo che il nostro movimento sia giunto ad una svolta. Dopo anni di guida da parte del precedente presidente, ora è il momento di Andrea Marcon e del suo gruppo dirigenziale. Il gruppo "ChangeUp" del dirigente friulano, si ripromette di "rottamare", voltare pagina e dare un futuro roseo al baseball e al softball nostrani, che è poi quello che desideriamo noi tutti appassionati. Ma la domanda che tutti ci poniamo è: "quali saranno le misure intraprese dalla nuova dirigenza per invertire lo stato attuale?". Di possibili suggerimenti ne sentiamo a decine ogni giorno, perché è vero che non siamo il calcio, ma nel nostro piccolo, nel nostro "piccolo mondo", facciamo tanto rumore anche noi! 

Ma andiamo per gradi e cerchiamo quantomeno di individuare in quali ambiti siamo maggiormente carenti e successivamente, quali cambiamenti sono necessari per migliorare in quegli aspetti. 

 

Da più parti si sentono indicare come parametri fondamentali per il successo di una federazione sportiva: il settore giovanile, cioè la nostra base; la struttura dei campionati federali; l'attività verticistica relativa alle nazionali e per finire il marketing. Dalla corretta gestione di questi quattro aspetti, quindi, deriverà il successo o meno di uno sport. 

 

Sappiamo oramai alla perfezione che l'Italia è un paese di calciofili, per il 99% le trasmissioni sportive e gli articoli dei giornali parlano di calcio, per gli altri sport è riservato permanentemente un ruolo di secondo piano. E' altresì vero che il baseball italiano, per decenni, ha sempre basato la sua sopravvivenza sulle sponsorizzazioni; se ci fermiamo un attimo a ricordare quali grossi nomi dell'industria nazionale accompagnarono le nostre squadre negli anni passati ce ne rendiamo immediatamente conto. 

 

Ma la crisi economica mondiale che ha colpito anche l'Italia negli ultimi anni sta creando non pochi problemi a tutti gli sport minori e così, con l'arretramento dei contratti di sponsorizzazione, molte piazze sono sparite dal baseball e altre si sono ridimensionate in maniera considerevole; mentre altre ancora, che stavano nascendo, hanno riposto nel cassetto i sogni di gloria. 

 

Oltre all'aspetto finanziario, vengono da molti indicati altri parametri che hanno portato il baseball in questa situazione di difficoltà, ma qui c'è subito da fare un distinguo tra base e vertice, perché se è vero che la IBL per come è stata concepita ha essenziale bisogno di introiti economici importanti esterni alla federazione per sussistere, è altresì vero che il movimento di base dovrebbe essere in grado di garantirsi da solo  o tuttalpiù aiutato dal sussidio federale. 

Getty images
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Nei giorni che hanno preceduto il play ball, si è parlato molto di settore giovanile, sia per quanto concerne il WBC, sia nei riguardi di alcuni nostri prospetti rilasciati dalle franchigie statunitensi. Ed ecco quindi che il settore giovanile base di ogni sport si affaccia anche al vertice del movimento! 

 

Si sono sentite delle opinioni quantomeno fantasiose in queste settimane, da coloro che reclamavano una nazionale tutta autoctona al Classic, per finire a quelli che proponevano ai nostri migliori talenti di procrastinare il tentativo di entrare nel baseball che conta intorno ai venti se non ventidue anni! 

 

Credo che da una base di praticanti come la nostra, che dovremo comunque cercare di accrescere, non si potrà mai pensare di forgiare tanti talenti da poter costituire una nazionale capace di competere a livello mondiale, ne da creare una massima serie che possa fare a meno di player stranieri.

 

Questo deve essere un punto di partenza ben definito, allorché si voglia mantenere, o meglio tornare a raggiungere, un livello quantomeno pari alle realtà di seconda fascia. 

Si sente molto spesso fare paragoni con gli "anni che furono", ma forse non tutti si rendono conto del livello attuale raggiunto dal baseball mondiale. Sarebbe facile ricordare quali giocatori detengono ancora oggi in Italia record stellari provenendo dal singolo A; giocatori che ottennero addirittura numeri eccellenti come lanciatori pur non essendolo mai stati in carriera! In quegli anni i tornei internazionali erano perlopiù di livello dilettantistico cioè incomparabile all'attuale! 

 

Ecco che, sbrogliando la matassa, siamo giunti alla prima domanda: "che cosa vogliamo dal nostro sport? Cosa vogliamo raggiungere"? 

Perché solamente conoscendo bene l'obiettivo che si vuole perseguire, sarà possibile al nuovo gruppo dirigente intraprendere le giuste strade da percorrere.

 

CURVEBALL

 

 

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