Meglio investire sulla base o al vertice?

Nella foto Filippo Crepaldi al WBC (Foto oldmanagency)
Nella foto Filippo Crepaldi al WBC (Foto oldmanagency)

di CURVEBALL

Vorrei fare delle considerazioni personali sul nostro movimento e su quello che questo evento ha messo in evidenza. Il primo aspetto, che un po' ci si aspettava avrebbe creato polemiche, era legato alla scuola italiana, o alla nazionalità di gran parte di questa squadra che ha egregiamente rappresentato i nostri colori al WBC. E' sotto gli occhi di tutti che nessuna nazionale al mondo e di nessuno sport, neanche tra quelle che possono scegliere tra una base importante di praticanti, oramai può evitare di selezionare anche atleti che non sono di nascita appartenenti alla propria nazione. In Italia abbiamo l'esempio del rugby, del basket, dell'atletica e soprattutto del calcio, dove a fronte di centinaia di migliaia di praticanti, si portano in nazione molti oriundi! Quindi non vedo come possa creare discussione, se in uno sport, tra l'altro tecnicamente difficilissimo come il baseball, si ricorra ad atleti che pur non essendo nati in Italia, decidono con fierezza di rappresentare la nazione dei loro genitori o dei loro nonni. Vi dico per esperienza personale che l'attaccamento che queste persone dimostrano non è nemmeno lontanamente paragonabile a lo sdegno che certi "italici" dimostrano per la nostra patria.

Ma al di là dell'aspetto patriottico, se andiamo ad analizzare quello prettamente sportivo, vediamo che gli otto italiani veri, non hanno giocato molto, ad eccezione di Liddi e Maestri (bene ha fatto anche Crepaldi). Gli altri "italiani" che comunque rappresentano la nostra scuola non hanno comunque sfigurato, gli Oberto, i Da Silva, i Florian, i Colabello, hanno dimostrato che il nostro livello non è poi così scarso come qualcuno pensava.

 

Sento ancora qualcuno che avrebbe voluto mandare al massacro una nazionale tutta autoctona, sono quelle persone, poco ragionevoli che puntano la testa in un modo e non vogliono sentire ragioni. Diciamoci la verità, il baseball è lo sport, si, più bello del mondo, ma anche il più difficile! Atletismo, coordinazione, forza, intelligenza, sono doti che trovare tutte insieme non è assolutamente facile; e laddove ci si riesca, occorrono anni e anni di addestramento per tirare fuori un giocatore che possa quantomeno partecipare a manifestazioni del livello WBC

Allora dobbiamo essere onesti e intelligenti per capire che il baseball in Italia non sarà mai uno sport tra quelli più seguiti, nessuna politica federale potrà mai compiere questo miracolo, dobbiamo capire che siamo e resteremo uno sport di nicchia, questo deve essere chiaro. Certo potremmo crescere un pochettino, grazie alla visibilità di manifestazioni come il WBC ( e pensare che molti non volevano che l'Italia partecipasse!!!!), ma resteremo sempre uno sport di interesse minore.

 

Le società potranno si andare a fare un buon lavoro nelle scuole, cercando di strappare qualche talento al calcio, ma questo accadrà solamente, in quelle zone dove il baseball è storicamente presente e importante o dove si formerà qualche gruppo di lavoro formato da nuovi appassionati.

 

Quindi quale dovrà essere la via che la federazione dovrà percorrere? E torniamo alla partenza, a livello organizzativo ed economico è importante più il vertice o la base?

Se il movimento abbiamo detto che non sarà numericamente molto difforme dall'attuale, dobbiamo convincerci che tale base numerica di praticanti, non potrà mai dare un numero molto elevato di prospetti che possano giocare ad altissimi livelli. Se dal baseball, insegnato e praticato in maniera professionale, escono per naturale conseguenza un 1% di giocatori eccellenti (e le scuole USA e centroamericane ce lo confermano) non possiamo aspettarci di avere più di una trentina di prospetti che possano germogliare dai nostri vivai.

 

Quindi dobbiamo abbandonare la populista affermazione che curando i vivai possano aversi effetti che sconvolgano le previsioni di cui sopra, se dovrà uscire un uno percento, un uno percento uscirà e questo non potrà essere cambiato. Anzi dirò di più che se vogliamo che quell'uno percento arrivi ad alto livello ce ne dovremo prender cura in maniera particolare, mettendogli a disposizione mezzi, attrezzature e istruttori senza lesinare fondi.

 

Ecco quindi che gli sforzi economici devono essere incentrati su questo, sulla crescita dei migliori prospetti e non su finanziamenti a pioggia che a nulla servirebbero. Le società dovranno essere messe in condizione di lavorare tutte con lo stesso obiettivo e tutte obbligate al rispetto di determinate regole che prevedano la crescita dei ragazzi e non lo "sfruttamento" fine a se stesso, delle risorse economiche dei genitori. Ecco questo dovrà fare la Federazione, controllare assiduamente e inflessibilmente, che le società si comportino bene e non elargire soldi che non darebbero nessun frutto.

Un try-out Verde/Azzurro
Un try-out Verde/Azzurro

Poi gli atleti, capaci di mettersi in evidenza e che presentano le caratteristiche per eccellere, potranno essere messi, facilmente, in condizione di arrivare ad alti livelli, grazie all'impegno economico della federazione. Tale impegno che la federazione, deve, assumersi, non dovrà continuare ad essere visto come uno spreco da coloro i quali o non sono riusciti ad entrare a farne parte, oppure da coloro che credono che potremmo sfornare chissà quanti prospetti lavorando solo sulla base.

 

Dovremo altresì continuare a puntare con le nostre nazionali a partecipare ad eventi internazionali, dando ai ragazzi la speranza e il sogno di raggiungere quei livelli.

 

Altro punto fondamentale, che toccherò in altro momento, è la scelta degli staff regionali/nazionali, che dovranno essere al di sopra delle parti. E' infatti dalle prime scelte fatte da questi gruppi di lavoro, che emergono i migliori prospetti e se queste scelte vengono demandate a chi ha troppo le "mani in pasta" non avremmo garanzia di imparzialità, ma questo è un'altro discorso che affronteremo un'altra volta.

 

CURVEBALL

 

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Commenti: 4
  • #1

    Michele (venerdì, 17 marzo 2017 19:09)

    Articolo coraggioso, chiaro, non in cerca di polemica ed assolutamente da condividere e da sottoscrivere se si vuole un baseball che sia baseball.

  • #2

    ludovisi franco (venerdì, 17 marzo 2017 19:30)

    Probabilmente tutte le cose dette sono accettabili.
    Perchè vengono dette e con quale finalità lo si capirebbe meglio se si sapesse chi è CURVEBALL.

  • #3

    Ennio Sari (sabato, 18 marzo 2017 14:34)

    Questione/Problema che si ripete nel tempo. A mio parere non esiste una soluzione "nazionale" ma bisogna cominciare ad unire, come fatto in alcune zone d'Italia, più realtà con progetti a medio periodo condivisi e qui, purtroppo, nasce il primo problema.

  • #4

    kman (sabato, 18 marzo 2017 15:50)

    Si ma come lo estraiamo l'1% ? Dal cilindro magico o da società di baseball ( e softball !!)? Quindi come fare ? Smettiamo di alimentare la base e speriamo nella fortuna ? Se vuoi cogliere un frutto dovrai coltivare l'albero....per coltivare ci vuole cultura e volontà politica di seminare,aspettare non di vedere ex di lusso nei nostri campionati.

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