mer

15

mar

2017

L'arte di battere RBI

Nella foto Miguel Cabrera al Classic con la maglia del Venezuela, determinante purtroppo nell'eliminazione dell'Italia
Nella foto Miguel Cabrera al Classic con la maglia del Venezuela, determinante purtroppo nell'eliminazione dell'Italia

di Frankie Russo

libera traduzione da ESPN

Poco interessa a Miguel Cabrera se sono in molti a credere che l’arte di battere punti a casa è divenuta la più irrilevante delle statistiche da quando erano previsti sei ball per avere una base regalata. A coloro che la pensano così, il Re degli RBI per i Detroit Tigers pone una domanda: “Come si fa a segnare se non c’è chi porta i corridori a punto?” Gli amanti della sabermetrica sostengono che è una circostanza del tutto fortuita, dipende soprattutto da chi è abbastanza fortunato da entrare nel box di battuta con corridori in base, e per molti, questo è un fatto inconvertibile anche se non è una verità assoluta. Il tutto può essere riassunto in queste quattro parole: Guardate Miguel Cabrera battere.

Ebbene si, perché i punti battuti a casa non sono sottovalutati quando si tratta di questo speciale fenomeno, un giocatore che ha battuto più punti a casa di chiunque altro sin da quando ha fatto il suo debutto nelle majors. 

Andiamo ad esaminare cosa ci indicano i numeri, cosa dicono le persone che giocano al suo fianco e cosa dice Cabrera stesso.

 

Le percentuali

Quale statistica migliore può essere presa in considerazione per dimostrare che gli RBI di Cabrera non sono unicamente una conseguenza di quanti corridori sono in base quando entra nel box di battuta? L’OBI per l’appunto (Others Batted in Percentage [percentuale che gli altri hanno ottenuto battendo punti a casa). Questa è una statistica di Baseball Prospectus che tiene conto di tutti i corridori in base che sono portati a casa da un determinato battitore. È forse una semplicemente coincidenza se Miggy si è classificato primo per ben due volte ed è risultato tra i primi dodici in otto delle ultime 11 stagioni?

 

 

Questo significa molto per me”, ammette Cabrera, “perché questo è il mio obiettivo, è ciò che voglio fare. Mi concentro su cosa posso fare in gara. Io non sono veloce, non sono uno che può rubare basi, vorrei, ma non è una mia capacità. Quindi mi devo preoccupare di far segnare punti e offrire una opportunità di segnare ai compagni che sono in base”.

 

Miggy ama battere con corridori in base

 

Non è un caso che ottimi battitori generano i migliori numeri con corridori in base anziché a basi vuote. Ma secondo ESPN Stats & Information, Cabrera ha ancora un più ampio margine in tali situazioni rispetto al resto dei grandi produttori di punti nella storia del baseball:

Questi numeri non sono una sorpresa per Cabrera, sono frutto di un approccio aggressivo in determinate situazioni. A lui non interessa guadagnare una base su ball. Anche quando non gli viene data la possibilità di battere un lancio perfetto, il suo obiettivo è di far segnare i corridori che sono in base, non importa come.

 

“Se mi vogliono regalare la base, va bene. Ma se un lancio è vicino al piatto, io giro la mazza. Se mi aspetto un lancio interno e mi tirano una veloce esterna, ed è uno strike, io sventolo. Non lascio passare nulla nella zona dello strike.  Non importa se è una veloce, un cambio o una curva. Se sai che puoi mettere la palla in gioco, allora devi girare la mazza”.

 

È un approccio che ha imparato nel 2004, il suo primo intero anno nelle majors. Capì che doveva copiare ciò che facevano due dei più grandi battitori di quell’epoca, Barry Bonds e Albert Pujols.

 

“Nel 2004, Barry Bonds mi disse una cosa che non dimenticherò mai, e me lo disse anche Pujols:  Perché prendere lanci quando hai corridori in base? Invece devi essere sempre aggressivo”.

 

Ma affinché questo approccio funzioni, è necessario che sia un’aggressività controllata, e Cabrera  si adatta ad ogni situazione. A poco gli interessa la media se la battuta non serve a portare punti a casa.

 

“Non tutti riescono ad acquisire questa mentalità”, continua Cabrera, “ molti pensano solo a fare valida in ogni occasione. Se una mia battuta mette in difficoltà la difesa avversaria e i corridori segnano, sono contento, ho fatto il mio dovere”.

Piccolo grande uomo

Jim Leyland ha avuto Cabrera nelle sue fila per sei anni (2006-2013) quando era il manager per Detroit. Dalla migliore postazione possibile, ha avuto modo di osservare cosa fa di Cabrera un battitore speciale.

Guardando Miguel Cabrera attentamente”, dice Leyland, “ tu vedi che gira la mazza come un piccolo uomo, ma colpisce come uno grande. Al contrario, molti sventolano come un grande, ma battono come uno piccolo. Il suo giro di mazza è fluido, molto raramente lo vedi girare con violenza cercando eccessiva potenza”.

 

Quindi, come si adatta questo stile con corridori in base? Cabrera è concentrato solo su come far segnare i suoi compagni, non è interessato  a battere un fuoricampo in quelle situazioni, tant'è vero che il rapporto di fuoricampo con corridori in base scende drasticamente (uno ogni 23,9 PA) paragonato a quando non ci sono corridori in base (uno ogni 19,6 PA).

 

Dipende da cosa ti prefiggi” sostiene Cabrera, “ devi sempre pensare che un RBI è un RBI. Se una rimbalzante con meno di due eliminati può far segnare un punto, allora va bene. Se c’è un corridore in terza, non c’è motivo di sventolare con potenza perché il lanciatore cercherà di tirare i suoi migliori lanci. Devo fare lo stesso giro, devo fare del tutto per mettere la palla in gioco. Se cerchi di battere un doppio o un fuoricampo, è difficile che riesci nell’intento perché difficilmente il lanciatore tirerà in mezzo al piatto”.

 

Il maniaco del controllo

A.J.  Hinch degli Houston Astros, è uno dei manager che più si affida ai dati base delle informazioni, e tante di quelle informazioni nell’era moderna indicano che RBI è una statistica insignificante. Nell’ultimo decennio Hinch ha dovuto affrontare Cabrera sia come ricevitore, sia come manager. Quindi, esistono ragioni per credergli quando sostiene che, come avversario, vedere Cabrera nel cerchio del prossimo battitore è una delle peggiori sensazioni che puoi avere.  

 

Quando devi affrontare un battitore”, racconta Hinch, “ sia come ricevitore che come manager, spesso cerchi di anticipare come dovrai affrontarlo, dove localizzare il lancio o cercare di rompere il suo timing. Ma quando si tratta di Miggy, hai la netta sensazione che ha il pieno controllo di se stesso e puoi solo sperare per il meglio”.

 

Nel mondo del baseball spesso si sente dire che la pressione nei momenti difficili è sul battitore, ma non Miguel Cabrera il quale crede che le preoccupazioni siano maggiormente del lanciatore.

 

 

Sempre, in ogni situazione” dice Cabrera, “ loro dovranno tirare strike. Dovranno tirare un perfetto lancio per eliminarti, dovranno tirare per vedere come reagisci, e per questo motivo credo che le maggiori preoccupazioni sono del lanciatore”.

Non si tratta di indovinare 

In tutta la storia dei Tigers, solo Ty Cobb ha battuto a casa più punti di Al Kaline. Quando Kaline vede Miggy nel box di battuta, non lo sta solo osservando, lo studia. E ciò che vede, è che Cabrera gli ricorda molto Ted Williams.

 

È un giocatore molto intelligente”, dice Kaline, “e molti non se rendono conto. Pensano che sia una dote naturale, ma Cabrera studia il lanciatore, conosce qual'è il suo miglior lancio, in molti casi conosce già quale lancio gli tireranno, e la battuta è "anticipare". Mi ricordo quando mi confrontavo con Ted Williams, gli chiesi semmai provava ad indovinare il lancio, e lui rispose: Mai, io anticipo”.

 

La parola giusta per racchiudere l’approccio di Cabrera in quei momenti cruciali è anticipazione. Cabrera ammette che spesso è lui che cerca di ingannare il lanciatore spostandosi nel box di battuta, a volte più vicino, a volte più lontano dal piatto.  Egli sa che il ricevitore e il lanciatore lo stanno osservando e pertanto cercherà di indurre il lanciatore a pensare che si aspetta un lancio interno, quando invece se lo aspetta esterno. Loro pensano che lo stanno studiando, quando invece tutto fa parte del suo piano.

 

Il significato dei numeri

Ci saranno coloro che non si convinceranno mai e coloro che credono che RBI è una statistica che appartiene al passato. Ma quando la sentenza viene da uno che dà la maggiore importanza possibile agli RBI come Hinch, allora una punta di verità dovrà pur esserci.

 

Dice Hinch: “Io posso comprendere entrambi i punti di vista, ma una squadra deve avere nel lineup chi batte i punti a casa. Anche volendo tener conto dei nuovi concetti relativi alle aspettative, alle probabilità di vittoria o di differenza punti, tutto ci riporta alle tante valide ed i tanti numeri ottenuti da Cabrera negli ultimi 10 anni di carriera”.

 

Quindi, di tutte le sue medie, non dovrebbe meravigliare se la colonna degli RBI è quella a cui Cabrera presta maggiore attenzione.

La media battuta può avere alti e bassi durante il campionato”, afferma Miggy, “è difficile sempre controllarla, così come per i fuoricampo.  Ho sempre giocato in campi molti grandi e quindi non mi preoccupa il numero di fuoricampo, ma gli RBI? È un numero a cui presto particolare attenzione perché quando produci punti ci sarà sempre una squadra che ti cercherà”.

 

È facile intuire che Miguel Cabrera è uno che non dovrà mai preoccuparsi di trovare una squadra, al contrario di Mark Trumbo e Chris Carter che  hanno dovuto aspettare tanto prima di trovare una squadra dopo aver battuto più di 40 fuoricampo lo scorso anno, e questo significa che il gioco sta cambiando. Tutto potrà cambiare, ma ciò che non cambierà mai, è che la squadra che segna più punti vince, e ci vuole più che solo Arrivare in Base affinché ciò avvenga.

 

Questo è il pensiero del Re degli RBI, una statistica che non dovrà mai essere sotto stimata.

Conclude Cabrera: Ovviamente è molto importante arrivare in base, ma come si fa a segnare se nessuno poi ti porta a casa?”.

 

Frankie Russo

 

 

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