dom

05

mar

2017

Quando i giornali si interessano di baseball

di Paolo Castagnini 

Il 3 Marzo è uscito un articolo sul Corriere della Sera a firma Matteo Persivale, in cui sembra che il baseball abbia i giorni contati se non rivoluzionerà regole, tempi morti ecc. A parte il fatto che sono felice di leggere un quotidiano italiano e anche illustre, citare la parola "baseball" che non sia per articoli di cronaca nera e questo è già un bel passo avanti. Mi piacerebbe sapere però che cultura si è fatto il Sig. Persivale su questo sport, prima di interpretare un articolo del New York Times in cui sta scritto che, sempre secondo il giornalista, il baseball debba risolvere il problema dei tempi morti pena "esodi di tifosi dallo stadio prima della fine del match". 

A parte il fatto che nonostante una intensa ricerca non sono riuscito a trovare l'articolo citato da Persivale, vorrei solo ribattere alcune tesi.

 

Forse si conosce poco la cultura americana quando si parla di "esodi di tifosi prima della fine del match". Il baseball è uno sport che in molte parti del mondo si gioca ogni giorno e le partite iniziano solitamente alle 19.00 e possono effettivamente protrarsi oltre le 21.00. A vedere la partita negli USA, contrariamente al calcio italiano, ci vanno le famiglie che amano trascorrere il tempo con i figli senza rischiare una manganellata. L'orario degli Americani è sempre abbastanza rigido e i figli alle 9 di sera vanno a letto e i loro genitori poco dopo anche perché la sveglia difficilmente suona dopo le 6 del mattino.

Per quanto riguarda poi la fuga dagli stadi, forse qualche altro sport, anche di quelli famosi in Italia, si dovrebbe interrogare. Basta guardare la tabella a fianco dove sono indicate le presenze agli eventi nelle leghe principali di tutto il mondo. (Le prime due barre verdi sono baseball). Basti pensare che la Juventus (calcio) prima di costruire il suo nuovo stadio ha mandato i suoi progettisti negli Stati Uniti proprio negli stadi del baseball.

 

Veniamo poi ai media quali TV e Internet. Al primo posto negli Stati Uniti c'è indubbiamente il football con il Superbowl. Peccato però che mentre il Superbowl è una sola gara, le World Series sono al meglio delle 7 e che le partite di una stagione sono 162 contro le 16 del football. Se poi aggiungiamo tutte le partite in streeming sul sito MLB.TV (2.430 solo la regular season), si contano oltre 1 milione di flussi ogni giorno (fonte MLB.TV), direi che il baseball non è ancora moribondo.

 

E' vero che il baseball si sta interrogando sull'opportunità di applicare o meno alcune modifiche che possono migliorare il gioco, ma per discutere di questo sarebbe meglio avere una preparazione e soprattutto una mente libera dalle proprie convinzioni ed essere così obiettivi. Certamente che se interroghiamo gli appassionati di qualsiasi sport chiedendo cosa fare per migliorare potremmo ricevere migliaia di suggerimenti alcuni anche interessanti.

 

Il problema alla fine di tutto qual'è? La risposta è molto semplice: business. Questa è la parola magica su cui si regge l'economia  degli Stati Uniti e lo sport ne è primo attore. Non c'è alcuna crisi del baseball. Chi si occupa di business sa bene che è necessario vegliare e anticipare ogni difficoltà e soprattutto adottare quelle azioni che portino all'aumento degli introiti.

 

Per concludere mi auguro che il Sig. Persivale possa approfondire meglio le tematiche di questo sport lasciando stare paragoni che non hanno senso. Purtroppo è vizio italiano paragonare qualsiasi altro sport con il calcio. Ecco allora che il basket va bene perché è veloce, così come il volley, il rugby. Il baseball invece è lento, così come il golf, o il tiro con l'arco. E la maratona? come sarà mai la maratona? forse si dovrebbe accorciare le distanze così gli atleti e le atlete correrebbero più forte? 

 

Cari giornalisti, iniziate a rispettare gli sport per quello che sono e impegnatevi un po' di più a capire anziché giudicare. Il mondo è bello perché è vario (Cit Josè Pascal) e ognuno di noi ha la propria passione. Sai che interessante sarebbe scommettere sul rilancio di uno sport alternativo anziché continuare a parlare di quante volte un calciatore va a far pipì per il semplice motivo che tanta gente lo vuol sapere? Utopia? già, utopia.

 

Paolo Castagnini

 

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Commenti: 4
  • #1

    Flavia (domenica, 05 marzo 2017 21:25)

    Grande Paolo !!!

  • #2

    Michele (lunedì, 06 marzo 2017 14:40)

    Ho già espresso il mio giudizio su fb, ma di certo non è sempre possibile spiegare a tutti la sostanziale differenza che distingue il baseball dalle altre discipline sportive, in primis il calcio che, dati alla mano, è lo sport più diffuso nei paesi a basso indice di cultura. Importante è conoscere, poi riflettere, infine capire, poichè il baseball non è solo e solamente una pratica sportiva, è molto di più.

  • #3

    Nicola (sabato, 18 marzo 2017 15:09)

    Sig. Castagnini condivido le sue tesi , mi chiedo se ha spedito copia di questo articolo
    al sig.Persivale . Tornando al contenuto del suo intervento devo solo dire che senza intaccare la natura del gioco ,sarebbe però opportuno velocizzare alcune fasi durante
    lo svolgimento della partita, ad esempio quando viene sostituito il lanciatore,questi dovrebbe salire sul "monte" già pronto a lanciare,senza eseguire troppi lanci di preparazione, poi nel cambio inning la squadra che andrà a schierarsi in difesa dovrebbe
    entrare in campo correndo e non passeggiando come spesso si vede fare .
    stessa cosa quando un giocatore viene eliminato in base, per cortesia fuori veloce.

  • #4

    PAOLO CASTAGNINI (domenica, 19 marzo 2017 14:30)

    Caro Nicola, sicuramente è tutto giusto quello che scrivi. Il problema non è "quanto tempo" ma la "qualità del tempo". Una partita può durare 4 ore ed essere avvincente dall'inizio alla fine o 2 ore e mezza ed essere noiosissima.
    Leggi questo mio articolo del 2013:
    https://www.baseballontheroad.com/2013/10/25/il-ritmo-dei-pitcher/

    Altra cosa, tra appassionati è meglio usare il Tu :-)
    Grazie per il tuo intervento

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