I primi segretari della Federazione

Foto tratta dal museo virtuale FIBS
Foto tratta dal museo virtuale FIBS

di Franco Ludovisi

Dopo i sette re (presidenti) di Roma ecco i primi segretari della Federazione

FRANCO DE VITIS

E’ il primo Segretario della Federazione con cui relaziono.

Affabile, disponibile, accattivante, capace, tutte qualità che si diceva gli venissero dal gestire a Roma una palestra specializzata nel tenere in forma i divi del cinema che stazionavano nella capitale.

Lo frequento nella spedizione azzurra che nel 59 si allena nella base aerea di Bitburg in Germania per poi andare a disputare alcune amichevoli in Olanda dove otteniamo a Utrecht il primo successo della nostra rappresentativa su quella dei Tulipani.

Credo che avesse, se non particolare apprezzamento, almeno molta simpatia per me e me lo dimostrerà nel corso appunto di questa storica partita ad Utrech quando, ad un comportamento a dir poco fazioso degli arbitri tutti olandesi, mi scagliai contro l’umpire di casabase dicendo, in uno stentato, ma comprensibile inglese che non si poteva giocare in nove contro tredici: ero veramente agitato e penso che sarei stato espulso se il Professor De Vitis non mi avesse sollevato di peso e, bonariamente, trasportato nel nostro dog out.

 

SERGIO BARONI

Credo di non averlo mai chiamato se non per cognome.

Forse pensava che essendo ai vertici di una Federazione in fase di crescita, questa importanza derivasse prevalentemente dal suo operare.

 

Lui invece era importante perché noi tutti del baseball lo rendevamo tale con il nostro apporto costante. Andavamo a quei tempi, tutti noi del baseball, ad ogni riunione indetta dalla Federazione che si svolgesse nei dintorni:

e tutti noi eravamo convinti che facendo parte del mondo del baseball potessimo esprimere sempre e pubblicamente le nostre opinioni che erano quelle che, realizzate, facevano poi grande il baseball.

 

Il “nostro” accondiscendeva a lasciarti parlare se sostenevi le sue tesi (che erano poi quelle del Presidente) mentre ti zittiva con arroganza se eri critico, facendoti notare che non potevi parlare “perché non ne avevi facoltà.”

 

Ma se poi di lì a poco aveva bisogno di te pretendeva, non chiedeva, di utilizzarti come se tu fossi un suo dipendente. Con me questo sistema non poteva funzionare. Gli scontri ci furono.

Non mi esprimo sul lavoro da lui svolto quale Segretario della Federazione perché il suo operato fu abbinato al nome ed al lavoro di Bruno Beneck che fu lavoro a volte proficuo e a volte sporco.

 

Il confronto con i Segretari che lo precedettero non è comunque a suo favore.

A parer mio almeno. 

Nella foto Massimo Ceccotti (da baseball.it)
Nella foto Massimo Ceccotti (da baseball.it)

MASSIMO CECCOTTI 

A mio parere il più autorevole Segretario che la Federbaseball abbia mai avuto.

Innanzitutto uno di noi: non che non lo fosse De Vitis, ma lui ne capiva proprio del nostro gioco, tanto.

Riesce a lavorare proficuamente sotto la presidenza Beneck e questo va a suo merito perché con Bruno non era facile avere iniziative od anche solo portarle avanti autonomamente.

 

Inventa il serbatoio degli “oriundi”:

"se vogliamo essere competitivi con gli “antillani” dell’Olanda occorrono questi nostri ”americani” di doppio passaporto."

 

Non può essere una cosa ufficiale, ma se hai bisogno di qualcuno di questi giocatori rivolgiti a Massimo che te ne tirerà fuori qualcuno dalla manica e sarà pure abbastanza imparziale nella distribuzione alle varie Società anche se verrà accusato poi, da ogni parte, di faziosità quando il tuo oriundo risulterà più bravo del mio.

 

Aveva affinato la ricerca degli oriundi al punto che se una Nazionale giovanile doveva fare degli incontri amichevoli con rappresentative Usa  queste erano guidate da un coach di nome Gatto e l’ordine di battuta comprendeva Dave Candello, Jim Purcella, Jim Speciale, Paul Romanaggi, Matt Clemo ecc. tanto per avere sott’occhio qualche promettente prospetto.

 

Massimo Ceccotti credo proprio di poterlo annoverare fra i veri amici. Non gli ho mai chiesto favori perché non è nel mio costume chiederne, ma, all’occorrenza, sono certo che mi avrebbe aiutato se avessi avuto qualche necessità.

 

Quando lui ne aveva qualcuna io ero disponibile e non dovete pensare al solo baseball:

se gli occorreva qualcosa di pelletteria, ad esempio, lui sapeva che a Bologna in via d’Azeglio c’era un negozio di tali articoli con pezzi pregiati a prezzo accessibile e sapendo anche che mia moglie aveva una attività proprio in via d’Azeglio mi chiedeva di presentarlo personalmente per ottenere lo sconto più alto possibile. Cosa che accadeva.

 

Lui poi, quando non era afflitto dalle sue fortissime emicranie, era assai gioviale e conversare con lui, di baseball e di altro, era proprio un piacere.

Dimostrerà il suo valore anche in altre Federazioni sportive.

 

(nel dicembre 2007 Massimo Ceccotti se ne va. Non ho fatto in tempo a rivederlo anche se più di una volta ci siamo sentiti per telefono per parlare del nostro sport).

 

 

DINO ROSSI

Era uno dei Maestri dello Sport che operava in seno alla nostra Federazione: lo frequento e lo conosco con questa veste, relaziono bene con lui, ma onestamente non ricordo pìù il momento preciso in cui ha assunto la Segreteria della Federazione.

 

Regna, si fa per dire e ne sono certo, nel periodo della mia permanenza al Comitato Nazionale Tecnici quale Consigliere chiamatovi da Bruno Linciano, il Presidente dell’organo, per modificare quella struttura che presentava, a suo dire, delle lacune.

Una di queste era l’accentramento dei corsi tecnici, di livello superiore al primo, in quel di Roma sede adattissima per la presenza di diversi organismi della Federazione e del Coni che potevano supportare bene i settori di non stretta pertinenza della tecnica di gioco.

Questo accentramento presupponeva che i Tecnici che volevano partecipare dovessero avere a disposizione almeno una settimana intera per frequentare il corso a Roma all’Acqua Acetosa.

 

Da molte parti invece pervenivano richieste di far arrivare gli istruttori là dove vi era maggior richiesta di intervento pianificando le lezioni tecniche alla sera momento in cui tutti, anche i lavoratori senza ferie, potevano frequentare. Questa era in pratica l’estensione della prassi adottata per il primo livello tecnico (che si svolgeva in sede locale) ai livelli superiori.

 

Siamo ancora alle intenzioni, peraltro già rese note in Federazione, quando ad una riunione del Direttivo del Cnt compare, inaspettato ospite, il buon Dino Rossi che, in un preambolo alla nostra discussione in cui dovevamo ufficializzare la dislocazione in periferia di tutti i corsi tecnici, afferma di aver conseguito l’importante risultato di aver ottenuto dal Coni una consistente  cifra finalizzata alla realizzazione di Corsi Tecnici di livello superiore a ……….Roma!

 

Hoplà! Ecco un chiarissimo esempio di come si portano avanti le nuove iniziative volute e richieste dalla Base quando l’Altezza decide che non devono mutare!

Per il primo anno si faranno corsi accentrati e decentrati, questi ultimi con risultato non eclatante a dire il vero, per cui a seguire ritornerà la consuetudine della sede romana con buona pace di tutti.

Evviva l’innovazione!

 

Dopo Dino Rossi si sono succeduti altri Segretari Federali che non citerò non perché non abbiano avuto rilevanza nella gestione del nostro sport, ma perché non li ho né frequentati, nè conosciuti nemmeno personalmente essendo aumentata a dismisura la distanza fra quello che ho continuato a fare nel baseball e l’importanza che questo assumeva per la Segreteria Federale. 

 

Franco Ludovisi

 

N.d.r Ecco l'elenco dei Segretari Generali della Federazione

 

1950 - 1961 Franco De Vitis 

1961 - 1978 Sergio Baroni 

1978 - 1983 Massimo F. Ceccotti 

1983 - 1985 Giampiero Paolini 

1985 - 1990 Dino Rossi (facente funzioni) 

1991 - 1999 Dino Rossi 

1999 - 2002 Alessandro Pica 

2002 - 2012 Marcello Standoli

2013 - attuale Giampiero Curti

 

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Commenti: 2
  • #1

    Renzo Erminio Mosca (mercoledì, 15 febbraio 2017 11:51)

    Mi piaciono e mi evocano grandi ricordi la foto del "Paradiso di Rimini" alla Festa di Primavera, alla quale fui invitato, condotta da Gianfranco Delaurentis e Bruno Martino e avrei mille aneddoti da ricordare ed il commento di Franco su Massimo Ceccotti e su Max vorrei ricordare una avvenimento successo allo Stadio Latino Americano di Cuba. Qualcuno credo (Guzman) scrisse sulla lista della delegazione italiana, invece che Massimo Ceccotti Erminio Tone e dallo spiker usci:Ermignotone, da allora molti di quella spedizione lo chiamarono Erminio (cito Vic Luciani) e questo costò diversi sfottò al sottoscritto (Erminio) da Vic & company.

  • #2

    Franco Ludovisi (giovedì, 16 febbraio 2017 16:18)

    Credo che il quarto da sx nella foto iniziale sia Mongiorgi giornalista di Stadio.

Vorrei partecipare a Torneo!

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