I perché del baseball e la cabala del n° 9

di Frankie Russo

libera traduzione da MLB.com

I perché del baseball e la Cabala del # 9

3^ parte

Leggi la 2^ parte 1^ parte

Perché nove riprese e nove giocatori nel lineup?

Sin dall’inizio il baseball non è stato mai un gioco a tempo e non era nemmeno previsto il numero d’inning.  La gara aveva termine quando una squadra segnava 21 punti (all’epoca chiamati aces). La regola aveva senso fintanto che le squadre segnavano punti con regolarità, ma l’introduzione del lancio da sopra, rendeva sempre più difficile colpire la palla e quindi segnare punti. Quando una gara fu sospesa per oscurità con il punteggio sul 12 pari, s’intuì che era necessario apportare un’altra modifica. Il dilemma era stabilire il numero d’inning. 

Inizialmente si pensò che il numero di riprese dovesse essere in rapporto al numero dei giocatori che la squadra fosse in grado di schierare, generalmente tra i sette e i nove (non vi era un numero fisso), ma questo comportava una serie di controversie e ingiustizie. La regola doveva essere modificata anche conseguentemente all’aumento del numero di squadre partecipanti. Alla fine prevalse il concetto di favorire la difesa, e così la nuova regola stabilì in nove i giocatori da schierare in campo fissando in nove anche il numero d’inning da disputare.

E’ veramente 9 il numero cardine del baseball?

Beh, a dir il vero, considerando solo 9 giocatori e 9 inning è un po’ troppo avventato sostenere questa tesi. Anche se volessimo considerare i 90 piedi che rappresentano la distanza tra le basi, questa teoria continuerebbe a restare vaga. Allora abbiamo voluto appena un po’ allargare le nostre ricerche per trovarne una conferma, e sono venute alla luce delle combinazioni a dir poco sorprendenti di come il # 9 sia onnipresente nel gioco del baseball.

 

Infatti, fu nel 1962 (1+9+6+2 = 18; 1+8=9) che conseguentemente all’aumento delle squadre, la Lega decise di fissare a 18 (1+8=9) il numero di gare che ogni squadra dovesse disputare contro avversari della stessa divisione.  La variazione sancì un campionato a 162 gare (1+6+2=9).  

 

E non va trascurata nemmeno la combinazione tra eliminazioni e riprese giocate: 3 out x 9 inning = 27 (2+7=9).

Fin qui per quanto concerne le regole. Che cosa succede invece se prendiamo in esame una squadra? E quale se non i neo campioni Chicago Cubs che sembrano essere la squadra particolarmente legata al numero 9? L’ultimo titolo mondiale conquistato dai Cubs risaliva al 1908 (1+9+08=18; 1+8=9).

 

Dall’anno successivo (1909) e fino all’ultima apparizione nelle World Series avvenuta nel 1945, erano trascorsi 36 anni (3+6=9). Nel 1908 i Cubs sconfissero i Detroit Tigers, nel 1945 i Tigers si presero la rivincita. Nell’intermezzo tra i due eventi, Cubs e Tigers s’incontrarono ancora in finale nel 1935 (1+9+3+5=18; 1+8=9).

 

Finalmente, il giorno 2/11 (11-2=9) del 2016 (2+0+1+6=9), i Cubs hanno interrotto la più longeva striscia negativa in ogni sport senza la conquista di un titolo mondiale che durava ormai 108 anni (1+0+8=9).

Per quanto concerne invece i giocatori, abbiamo trovato una certa relazione tra Babe Ruth e il # 9, che come vedremo, in un certo senso trasformò il baseball da un gioco prettamente difensivo a uno maggiormente incline all’attacco.   

 

E’ ormai ufficiale la data della sua nascita (1895), ma fino all’età di 40 anni, molta gente, compreso lo stesso Ruth, era convinta che la data di nascita fosse il 7/2 (7+2=9) del 1894. Se veramente fosse stato quello l’anno, l’età della sua morte avvenuta nel 1948 sarebbe stata di 54 anni (5+4=9).

 

Ruth iniziò la sua carriera come lanciatore e il suo debutto nelle majors avvenne il giorno 11/07 (1+1+7=9).

 

Nel 1915, il primo anno intero nelle majors, Ruth terminò la stagione con 18 vittorie (1+8=9), e anche in attacco si diede da fare realizzando una media battuta di 315 (3+1+5=9).

 

Nei dieci anni successivi da lanciatore, Ruth concesse 441 basi su ball (4+4+1=9) con una media di 7,2 valide per nove inning (7+2=9) e 3,6 strike out per nove inning (3+6=9).

 

Nel 1919, per sfruttare al massimo le sue grandi doti di battitore (e qui la metamorfosi del gioco), Ruth fu spostato all’esterno destro, nella posizione 9 appunto.

 

Babe Ruth si ritirò nel 1935 (1+9+3+5=18; 1+8=9) con una Media Battuta di 342 (3+4+2=9) e fu colto rubando 117 volte (1+1+7=9).

 

A questo punto vale anche la pena ricordare che George Herman Ruth è nato a Baltimore in Emory Street al n. 216 (2+1+6=9).

 

Fine

 

Frankie Russo

 

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