Steve Bartman, fine dell'esilio?

di Frankie Russo

Il proprietario dei Cubs sta pensando di mettersi in contatto con Steve Bartman per farlo tornare allo stadio. E’ un’ipotesi in cui molti sperano dopo che i Cubs hanno vinto le World Series dopo un digiuno di 108 anni, il più lungo di qualsiasi sport. Bartman fu ingiustamente messo alla ghigliottina per aver tentato di catturare una palla battuta in foul eliminando la possibilità all’esterno Moises Alou di effettuare la presa e chiudere l’inning (l’episodio è riportato nei dettagli con un nostro articolo pubblicato il 17/01/2014). Era il 2003 e i Cubs persero Gara 6 e si fecero rimontare dai Marlins anche in Gara 7.

Oggi il proprietario dei Cubs, Tom Ricketts, ha espresso la volontà di contattare Bartman:

 

“Sicuramente faremo un tentativo di contattarlo e sono sicuro  che troveremo il modo per cancellare il suo isolamento. Spero vivamente di poterci riuscire” ha dichiarato Ricketts.

 

Ma non sarà impresa facile. Bartman non parla in pubblico da 13 anni ed è rimasto nell’anonimato pur vivendo ancora in Chicago. Tramite un amico, Frank Murtha, Bartman ha chiesto di rispettare la sua privacy e ha rifiutato qualsiasi intervista e richiesta di solidarietà.

 

Per 13 anni Bartman è stato accusato per aver fatto esattamente ciò che tutti avrebbero fatto in quella stessa situazione. Molti hanno sottovalutato l’errore di Alex Gonzales che annullò la possibilità di un doppio gioco e che avrebbe chiuso la ripresa con i Cubs ancora in vantaggio attribuendo tutte le colpe a Bartman, anche conseguenza dell’esagerata reazione di Alou.

 

Quindi, non è detto che il tentativo di Ricketts di far partecipare Bartman ai festeggiamenti vada a buon fine dopo che Bartman è riuscito ad eclissarsi con successo per 13 anni. E le dichiarazioni di Murtha sembrano confermare la volontà di Bartman di rimanere nell’isolamento:

 

“Steve è ancora tifoso e ama i suoi Cubs. Vuole solo dimenticare il passato e gli eventi che sono stati esageratamente esasperati. Desidera che si rispetti la sua privacy e che la sua vita possa continuare tranquillamente e senza ostacoli come per gli ultimi anni".

 

Frankie Russo

 

L'articolo è una libera traduzione dal sito: Usatoday

 

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Commenti: 2
  • #1

    alex (sabato, 19 novembre 2016 11:05)

    Concordo con la posizione di Steve.
    Troppo facile essere generosi adesso che si è vinto...

  • #2

    Paolo (sabato, 19 novembre 2016)

    In realtà, a freddo chiesero scusa a Steve e tentarono di farlo tornare nello stadio. Gli offersero anche un abbonamento gratuito in tribuna Vip, ma lui rifiutò sempre. Avrebbe potuto anche fare molti soldi perché tutti lo volevano nei Talk show americani, ma anche qui rifiutò. Quindi onore a Steve per la schiena dritta, ma in realtà i Cubs provarono a fare di tutto ben prima di vincere in questo 2016

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