Mitem Sud: quarant'anni di baseball dietro l'angolo

La Mitem Sud del 1976
La Mitem Sud del 1976

di Michele Dodde 

Correva l’anno 1976 e, come la mitica e leggendaria Araba Fenice, il baseball made in terra jonica stava ricevendo inconsapevolmente, unita all’immaginario flusso delle idee, quell’ombra lunga di quell’impareggiabile lanciatore oriundo tarantino (i suoi genitori erano nati nella contrada di San Giorgio Jonico) che fu Salvatore Maglie o meglio identificato come The Barber per via di quel suo insidioso lancio drop pronto a rasoiare il volto dei battitori. 

Così tra i giovani tarantini, che tra un sogno ed un’invenzione giocavano a nobilitare l’antico e locale “d’u spezzijedde”, stava emergendo la voglia vera di provare la filosofia non causale di come battere una pallina con un’appropriata mazza e/o a prendere poi la stessa con il mitico guantone per poi tirarla al compagno di squadra con sofferta determinazione.

 

Dal nulla delle infrastrutture e da questo tutto pieno di volontà e voglia di concreto futuro dunque prese forma e si plasmò un mitico roster, quello della Mitem Sud, indimenticabile franchigia cui dettero vita l’imprenditore Guarini quale consapevole sponsor ed il giovane Renato Forte quale acerbo ma tenace skipper. 

La squadra del CUS Lecce con al centro l'Umpire Michele Dodde
La squadra del CUS Lecce con al centro l'Umpire Michele Dodde

Il debutto ufficiale della formazione tarantina in campo agonistico avvenne durante la 1^ Coppa Cabs MarVin, Torneo dimostrativo post campionato vivificato da tutte la squadre salentine. E mentre la squadra di Parma sponsorizzata dalla Germal andava a vincere il suo primo campionato italiano, alle ore 10 di quella domenica del 19 settembre, sull’inventato e polveroso diamante “Fiorini”, in agro di Monteroni, Home Club degli universitari del Cus Lecce, chi scrive ebbe l’onore ed il privilegio di chiamare il play ball con i seguenti line up ben siglati nel taschino:

Mitem Sud : Bombonati, Guarini, Ferrari (Basile), Romano, Hayworth, Jacobino, Renna, Liotino, Notaristefano.

Cus Lecce: Uva (Lefons), Renna, Totaro, Sozzo, Colazzo (Lorio), Martena, Coluccia, Belviso, La Penna.

Successione inning:

Mitem Sud: 2 0 0 1 4 4 0 = 11

Cus Lecce : 0 2 9 0 4 0 r = 15

 

La stampa e le radio locali dettero ampio risalto a quell’evento ed anzi  il settimanale “La Tribuna del Salento” del 21 settembre notificò che “ (…) la Mitem Sud, contrariamente alle aspettative, si è dimostrata squadra ben amalgamata da individualità precise che non potranno non migliorare e da un gioco d’assieme che ha peccato solo in superficie con alcune ingenuità. Ottima la batteria che si è migliorata con l’innesto di Hayworth dal caricamento però ancora acerbo e bomber Ferrari autore di un magnifico ed inaspettato home run che ha portato per primi in vantaggio i blu tarantini. (…)  Si è già detto della bella prestazione di Ferrari ed Hayworth, ma vanno anche segnalati i vari Guarini, sicuro nelle prese, Renna, buon cervello della squadra, e Romano, generoso quanto non mai, che hanno dato alla compagine tarantina (…) la consistenza di un telaio su cui sarà interessante lavorare in futuro (…).” 

La finale di quel Torneo fu giocata a Taranto e vide ancora una volta la Mitem Sud affrontare il Cus Lecce in data 17 ottobre. Gli jonici ospitarono i salentini su un  diamante realizzato magistralmente sul prato verde dello Stadio Salinella le cui tribune poterono ospitare un folto pubblico accorso, circa seicento persone come precisò il verde settimanale “il Pungolo Sportivo” del 20 ottobre, che “(…) non solo ha potuto assistere alle varie fasi con interesse, ma ha potuto appagare la propria curiosità sulle regole di gioco grazie al sistema di amplificazione che il manager della Mitem, Renato Forte, ha organizzato e grazie anche allo speaker Passariello (…)”.

 

La gara ebbe termine al settimo inning causa l’oscurità con il punteggio a favore del Cus per 12 – 7 ma fu entusiasmante e spettacolare con un ottimo Renna in ricezione, poi con Basile a chiudere in prima e Romano e Guarini a bilanciarsi egregiamente sull’emblematico key stone. All’hot corner si misurò impeccabilmente Ferrari mentre in campo esterno furono Liotino, Guardo e Jacobino a non pagare il biglietto per vedere la partita. Sul monte a lanciare primeggiò l’oriundo Hayworth con  rilievo sia di Ferrari sia di Guardo.

 

“Purtroppo l’oscurità non ha permesso – continuò a scrivere l’inviato de “il Pungolo Sportivo” Pierluigi De Sabato – che la partita terminasse ai nove inning vietando cosi agli spettatori di poter assistere ad ulteriori colpi di scena pieni di agonismo e determinazione anche se il risultato era ormai già acquisito. 

Alla fine della gara c’è stato un simpatico scambio di doni tra le due compagini a consolidare l’amicizia ed il presidente della Mitem, Guarini, ha donato anche una targa ricordo all’arbitro. Una partita di alto interesse quindi che manda in archivio un Torneo indicativo di bel gioco e di sicuro interesse per il prossimo campionato”.

 

Entrambe le società infatti parteciparono al campionato di serie C del 1977 a cui fu iscritta anche la Lucchese Baseball Taranto, cara allo sponsor Ciro Lucchese, e che poi diventerà Libertas. Ad animarla un inossidabile Mimmo Galasso con i vari Leggiadro, Galassi A., Magistro, Verde, Di Pietro, Galasso E., Monopoli, Galassi G.

 

Quando successivamente la Mitem Sud ammainò la sua bandiera fu proprio la Libertas a coagulare tutti i guantoni jonici sino ad un oblio che non volle o non seppe sfruttare quell’iniziale e magnifica onda lunga di entusiasmo.

 

Poi l’atteso risveglio nel 1995 quando alcuni irriducibili appassionati dettero vita alla franchigia dei Red Fox in omaggio ai famosi Red Sox di Boston ed agli acronimi della Major League statunitense. Tuttavia le Volpi Rosse l’anno successivo si riapproprieranno della vera storia locale e, mettendo in soffitta l’inusuale divisa si proposero come Mariners Baseball Club.

 

Sulla scia di questo gruppo presero vita anche le franchigie Maran Starter, sempre a Taranto, e l’Azimut nella cittadina di  Avetrana, quell’Azimut B.C. cui il dottore Biagio Saracino non solo seppe dare input e vitalità ma anche notorietà citandola con particolare delineazione in un libro da lui scritto.

 

I personaggi alla dirigenza allora si avvicendano da Mario Guida a Michele Ayroldi Sagarrida, da Gaetano Rossello ad Angelo Romano, poi i tecnici da Rafael Motolese a Domenico Brisci, in seguito dai giovani Black Sheep di Grottaglie con i Peloteros di Ginosa dell’indimenticabile tuttofare Piccolo sino ai propositivi odierni Tritons cui Antonio Maggio ed il suo staff stanno dando anima, sensibilità e certezza di un futuro.

 

Ed è proprio ai Tritons B.C. che la Mitem Sud, cameo indimenticabile e vivo, ha lasciato in eredità quella passione che la contraddistinsero affinchè l’appassionante storia del baseball tarantino, per la sua emotività, sia destinata a diventare infinita.  

Nella foto i Tritons B.C.
Nella foto i Tritons B.C.

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