Incontri importanti

Nella foto Franco Ludovisi con la sua casacca N° 13
Nella foto Franco Ludovisi con la sua casacca N° 13

di Franco Ludovisi

E’ tempo di incontri importanti.

Il primo ottobre il Modena festeggia i 50 anni di vita e come fai a non essere presente quando a Modena hai passato i tre anni più belli della tua vita nel Baseball. Come superi il cancelletto di accesso allo stadio il primo che intravvedi, lontano, è Malagoli che provvede a qualcosa: subito ti viene in mente quando lui, assieme a tanti altri, realizzavano la recinzione esterna dei due campi “supplementari” al Torri: quei due campi ottenuti senza autorizzazione del comune che aveva procurato la rete per la recinzione esterna che mancava dicendoci “di erigerla dove volevamo, tanto il terreno comunale arrivava fino alla Chiesa” e noi ne avevamo approfittato.

“Non esiste nessun TRIFOGLIO di campi in Italia” dicevamo all’Assessore allo Sport di Modena che ci faceva notare che ci eravamo, forse, allargati un po’ troppo, ma ormai la rete era piazzata ed anche i campi “supplementari” erano spianati e seminati ed a questo aveva provveduto lo zio di Fausto Bignardi coi suoi mezzi da agricoltore. Ed è proprio Fausto, il mio interbase, il primo che mi accoglie e che mi abbraccia. 

Attaccate alla rete dei campi “supplementari” un’infinità di casacche da baseball dei più noti giocatori di tutti i tempi raccolte da Cebi Vecchi a futura memoria e proprio Cebi, prendendomi per un braccio mi porta davanti alla mia col numero 13 sulla schiena e questo mi piace molto.  

 

Le casacche del Modena raccolte da "Cebi" - Claudio Vecchi
Le casacche del Modena raccolte da "Cebi" - Claudio Vecchi

Intravvedo altri compagni di quegli anni ottanta, ma sono impegnati in partite amatoriali di slow pitch e li saluterò in seguito: intanto abbraccio il Presidente Bocchicchio che non vedo da una vita e man mano tanti altri tutti importanti e cari.

 

Mauro Paglioli mi sorprende alle spalle, tutto vestito da baseball e seguito da una miriade di piccoli atleti che giocheranno di lì a poco:

il PASSATO che nel PRESENTE prende per mano il FUTURO.

 

Non è solo a far questo c’è anche Robby Moschin e Flavio Pivetti; e non lontano da lui ovviamente Leo Novi a formare una coppia di pionieri indissolubile.

Alfonso Mauriello ha scritto la storia di questi 50 anni di baseball a Modena ed ora è lì vicino a un banchetto a distribuire il libro che ne riporta le gesta, i ricordi, la memoria.

 

Banale dire che questo non è solo un modo per ricordare il passato, ma è una fonte di ispirazione per il futuro?

Retorica?

Non credo se a me ottantenne, rivivendo il passato, mi viene voglia di riandare al futuro che non potrà per forza essere il mio.

 

E scappo dal campo e da queste sensazioni.  

Nella foto pezzi di storia del baseball italiaco. Da Sx: Paolo Losa (Verona e ex Europhone Milano)- Giuseppe Pernigo (Presidente del Guanton)- Kiko Corradini (Verona, ha fatto la storia della Fortitudo Bologna) -Renzo Mosca (Bolzano)- Franco Ludovisi
Nella foto pezzi di storia del baseball italiaco. Da Sx: Paolo Losa (Verona e ex Europhone Milano)- Giuseppe Pernigo (Presidente del Guanton)- Kiko Corradini (Verona, ha fatto la storia della Fortitudo Bologna) -Renzo Mosca (Bolzano)- Franco Ludovisi

Il due ottobre invece, a Verona, si è svolto un raduno (con relativo pranzo preceduto da incontri amatoriali di slow pitch) di vecchi giocatori delle squadre di Verona e di persone legate – in qualche modo -  alla città: gente da fuori che hanno giocato per o contro le squadre cittadine.

 

Così l’associazione “El Guanton” presieduta da Beppe Pernigo con la regia di Luciano Risi intende rinverdire lunghe amicizie, ricordando anche il passato “per onorarlo” e prendere spunto da questo per slanciarsi correttamente verso il domani. 

 

IL PASSATO HA UN VALORE, insomma.

E’ impossibile raccontare i mille discorsi fatti dai presenti in piccoli capannelli o raggruppamenti a tavola; ma tutti sicuramente parlavano delle loro vite nel baseball e fuori, e sono tornati  alla mente ricordi importanti o semplici fatterelli che avevano unito un mondo di amici/nemici sui campi.

 

Ci sono stati anche discorsi ufficiali e premiazioni per quei personaggi ritenuti “notevoli” per la loro vita nel baseball:

molti calorosi applausi spontanei e graditi.

 

C’ero anch’io ovviamente che già nel 59 venivo a fare “spring training” con la mia squadra al campo del Boschetto, che ho sfidato Verona in diverse occasioni poi, per terminare la mia carriera di Allenatore Capo con i Dynos al Gavagnin.

 

Mi sentivo a casa con i vecchi amici della “Selezione Veneta” degli anni 80 di cui voglio ricordare il veronese Risi, il trevigiano Fava, il padovano "Bobo" Tommasin, Bottolo da Conegliano, il vicentino Cabalisti e con ognuno di questi ricordi belli belli. Ma anche con Renzo Mosca e Grillenzoni bolzanini doc il feeling non è mancato.

 

Per concludere:

l’andata e il ritorno a casa l’ho fatto in compagnia di Kiko Corradini  e lì ho rivissuto tutto il nostro percorso nel baseball. La moglie Serenella che viaggiava con noi non si è annoiata:

mi sopporta al Falchi a tutte le partite della Fortitudo standomi seduta accanto!  

 

Franco Ludovisi

 

 

Nella foto io e Caba circondati da due meravigliose ex del softball
Nella foto io e Caba circondati da due meravigliose ex del softball

N.d.r. Alla festa del Guanton sono andato anch'io, purtroppo in ritardo quando molti amici tra cui Franco se n'erano già andati (ero impegnato a San Martino in un triangolare Cadetti)

 

Mi piace molto la frase di Franco che qui metto in risalto: 

il PASSATO che nel PRESENTE prende per mano il FUTURO

 

Paolo Castagnini

 

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Commenti: 2
  • #1

    franco ludovisi (mercoledì, 05 ottobre 2016 13:33)

    Paolo,
    come sempre grazie per la pubblicazione.
    Devo ringraziare quì il nostro comune e caro amico Michele Dodde che mi ha spronato a riportare la cronaca dei due eventi a cui andavo a partecipare "perchè la conoscenza del passato serve anche per costruire il futuro".
    Ne ero convinto anch'io e mi sono fatto convincere: grazie quindi a tutti e due.

  • #2

    Michele (mercoledì, 05 ottobre 2016 20:53)

    Caro Franco, i tuoi ricordi e la tua presenza nell'evidenziarli sono il sale della conoscenza e conoscere è il vero sinonimo di costruire. E che diventi questo il nostro fine: ricordare il passato per capire il presente e costruire il futuro.

Vorrei partecipare a Torneo!

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