Sette anni fa l'addio di Ernie Harwell

Nella foto, a sx Ernie Harwell e a dx Paul Carey
Nella foto, a sx Ernie Harwell e a dx Paul Carey

di Frankie Russo

Ernie Harwell, il radiocronista poeta

Qualche giorno fa, sulle pagine di questo blog, l’amico Michele Dodde ci ha descritto sublimemente l’inizio delle radiocronache nel mondo del baseball ricordandoci che il pioniere di tale evento fu il giornalista Harold Arlin. L’amico Michele ci ha anche ricordato come Arlin commentava  l’incontro stando seduto a ridosso della recinzione dietro casa base rendendo, con linguaggio e definizioni suggestive, le fasi di gioco vive anche per coloro che non avevano la possibilità di assistere personalmente alla gara.

Con qualche anno di ritardo, e tra mille difficoltà, pian piano subentrò la televisione i cui molti filmati non sono arrivati ai nostri giorni perché all’epoca, per mancanza di spazi negli archivi, venivano cancellati. Ma anche qui, sempre su queste pagine, nel novembre 2014 abbiamo raccontato come  uno dei momenti più memorabili delle World Series del 1960, ci sia stato tramandato grazie alla scaramanzia di Bing Crosby (The Lost homerun).

 

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e molte cose sono cambiate.  I giornalisti oggi sono affiancati da ex giocatori nella loro funzione di analista per rendere il gioco più comprensibile ai meno informati. Oggi sono le società che assumono i radio/telecronista per la propria squadra spesso riportando ai microfoni ex giocatori della società per la gioia dei tifosi.

 

Basti pensare che è dal 1950 che Vin Shully, meglio conosciuto come  “the play-by-play announcer for the Los Angeles Dodgers” , inizia la telecronaca con la ormai inconfondibile frase “ “It’s time for Dodger baseball! Hi, everybody, and a very pleasant good (afternoon/evening) to you, wherever you may be.”

 

Ma oltre a Shully, ci sono altri cronisti che hanno passato la maggior parte della loro carriera raccontando le gesta della propria squadra. Qui vogliamo ricordare Ernie Harwell (1918-2010) che per 42 anni ha commentato per radio e per televisione le partite dei Detroit Tigers.

 

Harwell trascorse l’infanzia in Atlanta, e all’età di 5 anni divenne il batboy degli  Atlanta Crakers. Da allora non ha dovuto mai comprare il biglietto per assistere a una partita di baseball, divenendo giornalista dello Sporting News a 16 anni.

 

Prima di approdare a Detroit nel 1960, Harwell aveva lavorato per i Baltimore Orioles, New York Giants e Brooklyn Dodgers dove arrivò in modo veramente singolare. Nel 1948 il fantomatico GM dei Dodgers, Branch Rickey, cedette il ricevitore Cliff Dapper ai Crakers per ottenere i servigi di Harwell che divenne così l’unico cronista nella storia del baseball ad essere stato scambiato per un giocatore.

 

Ernie Harwell era un grande oratore, sapeva usare le parole e sapeva incantare il pubblico.

Per oltre 40 anni, Harwell avrebbe aperto ogni stagione dello Spring Training recitando  “The Voice of the Turtle” con cui voleva celebrare la freschezza della primavera :

  • Ecco, adesso l’inverno è passato,
  • La pioggia è cessata e sepolta;
  • I fiori sono apparsi nei campi;
  • E’ giunto il tempo del canto degli uccelli,
  • E la voce della tortora si ode nella nostra terra.

 

Letteralmente la traduzione di turtle è tartaruga, ma in realtà qui tartaruga  sta per tortora,  simbolo dell’esilio, di pace e il presagio di primavera, intesa non solo come amore. Infatti, per la maggior parte degli americani la primavera è anche l’inizio della stagione del loro “best past time”, il baseball appunto.

 

Anche il suo discorso  d’introduzione nella Hall of Fame, avvenuto nel 1981, ha lasciato un ricordo nella memoria dei molti appassionati:

So che questo è un riconoscimento per quanto ho dato al baseball, ma ci tengo a precisare che ho dato molto meno al baseball di quanto esso ha dato a me, e il più grande regalo è stato il modo con cui gli appassionati mi hanno sempre accolto con calore e sincera amicizia. …..Siamo tutti qui per la stessa ragione, siamo tutti qui per il grande amore che abbiamo per il baseball.

 

Nel 1991, tra lo sgomento generale della città di Detroit, Harwell fu licenziato dall’allora dirigenza solo per essere assunto un anno dopo quando subentrò il nuovo proprietario dei Tigers Mike Ilitch

 

Nella primavera del 2002, Harwell annunciò il suo ritiro a fine stagione e la sua ultima radiocronaca avvenne il 29 settembre 2002.  A fine gara, dalla sua postazione che lo aveva visto protagonista per decenni, nel suo discorso di commiato, tra l’altro, disse:

“….E’ arrivato il momento di dire addio, anzi no, addio è una parola triste, preferisco dire benvenuto. Benvenuto alla nuova avventura che mi aspetta. Non vi sto abbandonando cari amici, sarò ancora qui con voi……..Anziché dire addio, preferisco dirvi grazie, grazie per avermi reso parte della vostra famiglia, grazie per avermi portato con voi dovunque siete andati, alla spiaggia, a fare il picnic, nel vostro giardino di casa, al lavoro, e grazie per aver ascoltato la mia voce con la radiolina sotto al cuscino prima di andare a dormire. Probabilmente  io ho occupato un piccolissimo spazio nella vostra vita, ma vi garantisco che voi siete stati una grande parte della mia. E’ stato un onore e un piacere per me condividere con voi questo meraviglioso gioco che è il baseball. Grazie a voi tutti e che Dio vi benedica” .

 

Sono parole che ancora, oggi, a distanza di 14 anni, sono fisse nella memoria dei tifosi dei Tigers, e con la frase ‘avermi portato con voi’ Harwell  si riferisce ai tanti tifosi che si portavano la radio transistor ovunque per poterla ascoltare,  molti tifosi addirittura se la portavano allo stadio per ascoltare la sua radiocronaca. Questo perché Harwell aveva il suo modo unico di commentare le gare, poetico e pittoresco raccontato con voce inconfondibile. Difficilmente si riusciva a distaccare l’orecchio dalla radio una volta che lo ascoltavi, sempre in attesa di udire uno dei suoi tanti aforismi per cui era famoso. Di seguito ne riportiamo alcuni:

 

  • E’ rimasto lì come una casa al lato della strada a guardare la palla passare (riferito allo strike out)
  • C’è ancora posto per te. Su, fatti eliminare
  • E’ stato espulso. E’ la vecchia legge del pollice.
  • Ci saranno arbitri pagati per essere in disaccordo con quella chiamata
  • I Tigers hanno bisogno di punti istantanei
  • Un signore da (una città qualsiasi) si porta a casa un souvenir (riferito a un foul ball)
  • Tenete forte il vostro cappello (in occasione dell’inno nazionale)
  • Durwood Merrill, il vecchio cowboy, sarà l’arbitro di casa base
  • E questo è andato mooooooolto lontano (riferito a un fuoricampo)
  • Cornflakes Reilly  è l’arbitro di prima (riferito ad un arbitro che mangiava sempre cornflakes)
  • Adesso dovranno attraversare le rapide con ….(riferito al cambio del lanciatore)
  • Il vecchio professore Joe Brinkman arbitrerà in seconda
  • Sale sul monte il vecchio guastafeste Frank Tanana
  • Strike three! E’ rimasto lì a guardare uno di troppo
  • E’ stato sorpreso a fare troppo ‘window shopping’ (uno che guarda solo le vetrine)
  • Ecco il lancio della verità (sul 3-2)
  • Sta calciando e sbuffando aspettando il prossimo lancio
  • Era una veloce per strike, c’era della senape su quel lancio
  • Tom Brookens, il giocatore di poker dalla Pennsilvania
  • Gates Brown, l’orgoglio di Crestline, Ohio (sua città natale)
  • Gli uccelli stanno battendo le ali
  • L’arbitro è andato per interrompere la favola (visita sul monte)
  • Due al prezzo di uno, è un doppio gioco per i Tigers
  • I Mariners vengono marinati qui nel settimo
  • Sta tirando da tutte le parti, bisogna stare attenti alle porte di uscita (riferito al lanciatore)
  • Non si vede una nuvola nemmeno se la cerchi con il cannocchiale

 

Il 3 settembre 2009, a Ernie Harwell viene diagnosticato un cancro e il 16 di quel mese volle salutare il suo pubblico. Nel corso della partita con i Kansas City Royals, di nuovo accolto dal calore dalla folla, in circa 3 minuti, fece il suo discorso commovente di commiato,  il suo addio, questa volta per sempre. In sintesi:

 

“Sono fortunato di essere qui, non mi è rimasto ancora molto tempo, ma voglio ringraziarvi per la calorosa accoglienza. Ringrazio tutta l’organizzazione dei Detroit Tigers per tutto ciò che ha fatto per me. Il Signore mi ha riservato un favoloso percorso di vita, e sono contento che finirà qui nello Stato del Michigan. Non ci sono dubbi che voi tifosi dei Tigers siete i migliori al mondo. Voglio ringraziarvi dal profondo del cuore per la vostra devozione, sostegno, lealtà e affetto. Che Dio vi benedica”

 

Dopo il suo decesso, avvenuto il 15 maggio 2010, la bara di Harwell è rimasta esposta per due giorni al Comerica Park e dove in seguito è stata posta una statua in suo onore all’ingresso del cancello principale.

 

 

Ecco, questo era Ernie Harwell, un meraviglioso radiocronista, ma ancora più una brava persona. Non ce ne saranno di uguali. Ma per gli appassionati di baseball, rimarrà sempre nei loro ricordi.

 

Frankie Russo

 

Qui sotto il discorso di addio del 16 Settembre 2009

 

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