Il baseball è all'inizio di un rinnovamento?

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito ESPN.COM

Cosa succederà con l’innalzamento della zona dello strike?

 

Iniziamo un percorso insieme, un percorso nel mondo del baseball, un percorso che non può essere fatto in aereo o in auto, un percorso nell’immaginazione. Un percorso nel futuro visto dal commissario Rob Manfred e dai suoi collaboratori. Persone che stanno revisionando il baseball.

La loro missione è di preservare l’essenza di quello sport che abbiamo conosciuto e amato per decenni, ma anche trovare una risposta più confacente a quella unica e semplicistica che ci ha attanagliato attraverso gli anni: Perché -è-così-che-è-stato-sempre-fatto.

E’ interessante sapere che ci sono alcuni aspetti del baseball che non sono più segregati nelle menti di queste persone. La zona dello strike…Il vecchio fascino della bella base intenzionale... La rilassata visita sul monte di lancio da parte di chiunque volesse prendere tempo…L’indefinito tempo del baseball in cui ogni battitore e ogni lanciatore ha il diritto di passeggiare inesauribilmente tra ogni lancio…E molto altro ancora.

 

Le innovazioni sono ancora all’inizio, ma siamo già in grado di farci un’idea di cosa sarà. L’idea di uno sport che sta facendo del suo meglio per eliminare i tanti tempi morti. E il modo di creare più azione, più interessanti video, più argomenti su cui  discutere ogni mattina oltre al solito: “Avete visto quanti strike out ha fatto Tizio ieri sera?”.

 

E questo ci conduce alla zona dello strike.  Se n’è parlato molto ultimamente, sin da quando gli addetti ai lavori hanno commentato che l’innalzamento della zona è il primo importante passo per cambiare i malanni sopra descritti. Le reazioni, in linea di massima, sono state:

I lanciatori: La odiano.

I battitori: La amano.

I Tradizionalisti: A che serve?

Le Nuove Generazioni: Intromissione immediata.

 

Ma poi, siamo sicuri che se ne conoscono i veri benefici. Dopo tanto parlare, confronti  e discussioni tra persone che fanno del baseball la loro fonte di vita, viene fuori un quadro abbastanza interessante e che può, in linea di massima, rispondere ai molti punti interrogativi.

Come cambierà la zona dello strike?

Dal 1996, la parte bassa della zona dello strike è stata definita come “la linea all’altezza della parte inferiore delle ginocchia”. La nuova definizione, ancora in elaborazione, vedrebbe la zona iniziare dalla parte alta delle ginocchia. Stando alle stime, la variazione alzerebbe la zona di circa 5 cm. Ma come faremo a verificare in seguito, se i miglioramenti saranno veramente sostanziali?

 

 

Quando avverrà?

Ipoteticamente, potremmo anche dire che non succederà mai. La commissione incaricata non rilascerà informazioni ufficiali nel merito prima di novembre, quando ormi la stagione sarà terminata, e poi dovrà essere approvata dal Comitato del Regolamento Tecnico. E durante questo lasso di tempo, sarà contrattato anche dal sindacato dei giocatori. Pertanto, l’unico modo in cui la modifica possa entrare in vigore per la prossima stagione, è se tutti i gruppi ne daranno l’approvazione.

 

Per esempio, se i giocatori non sono d’accordo mentre la MLB lo è, non si potrà procedere alla variazione senza il consenso del sindacato e non potrà essere prima del 2018. In altre parole, nonostante pare ci sia una grande voglia di effettuare la variazione, restano ancora tanti ostacoli. Inoltre, la ridefinizione della zona dello strike è un argomento che la commissione, tutto sommato, ancora non ha affrontato con molto interesse. E’ troppo presto per dire che la variazione sarà una priorità, o se farà parte di un futuro pacchetto di innovazioni ancora in fase di studio. Ma volendo scommettere, si può prevedere che avverrà, e in un tempo non molto lontano.

 

Cosa non va con la zona attuale?

Una breve crono storia. Nel 1996, quando fu abbassata la zona sotto il ginocchio, non esisteva il sistema PITCHf/x o QuesTec, o StatCast. Quindi, per il giudice di gara,la zona era alquanto aleatoria, non dovevano preoccuparsi della supervisione da parte degli uffici centrali,  non arbitravano mai gare al di fuori della propria lega, ed erano incuranti di quanto riportava il regolamento.

 

In pratica, la zona effettivamente era tra la metà della coscia e l’altezza della cintura. In altre parole, era un periodo d’oro per i battitori. Quando poi fu abbassata la zona dello strike, non si poteva prevedere che l’arbitro chiamasse strike un lancio al di sotto delle ginocchia. L’intento era solo di cercare di unificare la zona per tutti i giudici di gara.

 

Nell’era moderna, gli umpire sono giudicati su ogni lancio, dopo ogni partita, e  in che misura siano stati fedeli a quanto dettato dal regolamento. Tutto questo in un decennio in cui, nel corso della loro formazione, tutti gli ufficiali di gara sono stati istruiti per adeguarsi a detta zona.

 

Il risultato è che la zona dello strike si è allargata con rispettivo incremento degli strike chiamati. Approfondite ricerche da parte di Hardball Times di Jon Roegele hanno rilevato che la zona è cresciuta più del 5% dal 2010, due anni dopo che in tutti gli stadi è stata introdotta la tecnologia  PITCHf/x, e un anno dopo che la MLB ne ha usufruito per giudicare gli umpire. Naturalmente l’incremento più rilevante si è verificato nella zona bassa dello strike. 

 

In base a queste ricerche, Jon Roegele ha potuto notare che, tirando una linea a 53 cm da terra, prima del 2010 era generalmente chiamato ball a differenza di quanto verificatosi negli anni successivi.  Dallo scorso anno, però, viene chiamato sempre più spesso strike che ball,  un lancio che finisce in un’area di poco più di un metro quadrato più ampio, e che proporzionalmente corrisponde ad un abbassamento di 7,5 cm della zona, e che comunque è in linea con quanto previsto dal regolamento.

 

Dopo aver analizzato questi risultati, e interrogata la competente commissione se era loro intenzione  cambiare la regola del 1996, la commissione ha espresso qualche dubbio. Con questa premessa, la variazione della parte bassa della zona a sopra il ginocchio, risulterebbe, in realtà, solamente un cambiamento della definizione.

 

I soldi coinvolti sono tanti, quindi qual è il problema? 

Se ci chiediamo se sono state mai investite somme di denaro più di oggi, la risposta è negativa. Ma  basta ciò per non cercare di migliorare questo sport? E perché dovrebbe? E perché mai coloro che investono tanto dovrebbero preoccuparsi della demografica  in cui è comprovata che il loro sport è principalmente seguito dai più anziani? Perché questi investitori non dovrebbero pensare a rendere il gioco più attrattivo per le future generazioni? 

 

Ebbene, ci stanno pensando, e molto. E il loro verdetto, in due parole, potrebbe essere determinante: Più azione. Basterà questo concetto rivoluzionario? Nel 2009 sono state messe in gioco circa 5.000 palle in più rispetto al 2015.

Questi sono fatti.

 

Il tempo che intercorre tra le palle messe in gioco è arrivato a 3 minuti e 29 secondi, peggiore intervallo della storia. Nel 2010 era di 3:10.

Questi sono fatti.

 

Nel 2016 circa il 30% dei battitori o finiscono strikeout o prendono la base su ball. Dieci anni fa era del 25%,

Questi sono fatti.

 

Quindi, qual è il vero motivo di alzare la zona dello strike? Offrire l’opportunità ai battitori di colpire palle più battibili, e conseguentemente mettere più palle in gioco e nel contempo meno palle a terra. Conclusione ovvia, ma…..

 

Come si fa a sapere che l’innovazione favorirà maggiore azione?

La verità è che nessuno è in grado di stabilire se veramente si batteranno più valide, se si segneranno più punti, se ci sarà maggiore azione o più basi su ball. E la risposta non ce lo può dare nemmeno un sistema computerizzato. Finché non accade, sarà impossibile sapere come i battitori, i lanciatori e anche gli umpire reagiranno.

 

Ma possiamo fare delle supposizioni. Possiamo fare delle previsioni basate sul passato. Possiamo fare previsioni basate sulla devastazione che ha investito tutti i battitori da quando è stata abbassata la zona dello strike.

 

Lee Singer di ESPN sostiene che i 5 cm in meno non influirebbero così tanto come si pensa. Infatti, i battitori continuano ad evitare di girare sullo stesso numero di palle in quella zona rispetto a prima. E sembra essere la giusta scelta considerato che gli umpire ora chiamano quel lancio strike il doppio delle volte che lo chiamano ball, 23,9% nel 2011, 50,2% gli ultimi anni!

 

Gli studi di Roegele indicano che la zona dello strike è cresciuta iniziando dal 2011. E cosa è cambiato in questi cinque anni? Per primo sono diminuite le basi su ball arrivando al minimo storico dal 1968. E gli strikeout sono aumentati di gran lunga. Rispetto al 2010 ci sono stati 3.000 strikeout in più, e circa 7.000 in più rispetto al 2005. Con riferimento alla sola area bassa della zona, l’incremento è stato del 178% con riferimento al 2011.

 

Ma sarebbe troppo semplicistico indicare la zona dello strike come unico responsabile. Ci sono sempre più lanciatori nelle majors che lanciano a 95mph e oltre, e questo costituisce un altro importante fattore. Ad ogni modo, i battitori non hanno mai avuto molto successo nel colpire le palle in quei 5 cm. al di sotto del ginocchio. Ulteriori studi da parte dell’ESPN hanno potuto determinare che la MB in quella zona staziona ora intorno a 230, 216 se si considera questo inizio di stagione. Con riferimento alla stessa zona, la MBB si aggira sui 336. In altre parole, se i lanciatori fossero in grado di lanciare sistematicamente in quella zona, diventerebbero quasi imbattibili.

 

In un’era in cui si lancia a 97mph è una vera ingiustizia, e colpire lanci in quella zona è pressoché impossibile. Tenuto conto poi che sono considerati strike anche i lanci ancora più bassi,  il gioco è fatto. Se ci chiediamo ora perché ci sono circa 5.000 palle in meno messe in gioco, la risposta si trova in ciò che è stato appena riportato, o almeno in gran parte.

 

Dove ci porterà questo percorso?

Gli addetti ai lavori sanno che il solo innalzamento della zona dello strike non risolverà tutti i problemi. Non trasformerà tutti i giovani in appassionati di baseball o farà aumentare all’inverosimile il numero di palle messe in gioco tanto da incrementare le trasmissioni sportive. Per il momento le aspettative non sono eccessive. Si prevedono più punti, più valide, più basi su ball e meno strikeout, ma non spropositati cambiamenti. Ma potrebbe verificarsi anche il contrario. Sempre le ricerche dell’ESPN sostengono che la MB e la MBB subiranno forti incrementi con la nuova zona rispetto a quella attuale. E l’incremento sarà notevole, si calcola addirittura che potrebbe apportare circa 1.000 o più punti per anno.

 

YEAR

CURRENT ZONE

NEW ZONE

2015

.242/.347

.277/.426

2016

.216/.336

.261/.406

     

 

Ma nel caso che questo fosse un calcolo troppo ottimistico, è indubbio che si verificheranno più azioni per palle messe in gioco. E questo è un altro degli obiettivi.

Come è stato già detto all’inizio però, l’argomento non riguarda solo i giocatori in campo. Si tratta anche dello spettatore. Si tratta di vivacizzare uno sport che quando guardi una partita ci siano meno tempi morti e più movimento oltre che sventolate a vuoto.

 

Il percorso dell’innovazione, se e quando entrerà in vigore, è ancora troppo presto da stabilire. Ma dopo tutto, ciò che conta più di ogni altra cosa, è che finalmente questo sport sta facendo i primi passi verso il rinnovamento. Ed era quasi ora!

 

 

Frankie Russo

 

 

 

 

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