Perché cambierà la zona dello strike

Getty Images
Getty Images

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito vocativ.com

La MLB sta per apportare delle variazioni al regolamento dopo che il computer ha decretato la restrizione della zona dello strike. Tra le sarcastiche, e a volte serie richieste di sostituire l’arbitro di baseball con i robot, la realtà è questa: Il computer ha già irrevocabilmente cambiato la zona dello strike che, a sua volta, ha  contribuito sostanzialmente a diminuire il numero dei punti segnati.  Questo ha promosso l’idea della Commissione della MLB di alzare la zona dello strike da sotto al ginocchio, come stabilito nel 1996, a sopra il ginocchio, variazione che potrebbe entrare in vigore già dalla prossima stagione. 

L’innovazione è atta a contrastare la diminuzione di punteggio che è in declino dal 2006 al 2015, periodo in cui si è verificata una inversione di tendenza per quanto concerne i fuoricampo, ma ha reso  sconfortanti  tutti gli altri aspetti dell’attacco. Le valide, per esempio, sono al minimo storico dal 1972.

 

Come si è arrivati a questa decisione è frutto della convergenza tra una valutazione computerizzata della zona dello strike e una continua analisi da parte dei responsabili della lega. Nel 2001 la MLB provvide a installare il sistema QuesTec in circa un terzo degli stadi con lo scopo di standardizzare la crescente interpretazione personalizzata della zona da parte della classe arbitrale. L’introduzione del sistema fu molto contestata e 47 su 68 arbitri espressero i loro dubbi sulla sua validità; il loro sindacato arrivò anche ad inoltrare un reclamo in merito. L’ex lanciatore Curt Schelling, il quale non è affatto tenero quando si tratta di esprimere la propria opinione, nel 2003 addirittura arrivò a distruggere una camera della QuesTec perché in disaccordo con la sua misurazione.

Nel 2009 la MLB sostituì il sistema QuesTec con il più aggiornato Zone Evaluation system e fu installato in tutti gli stadi ed è supportato dal Pitch F/X system (ed è quello che viene visualizzato oggi in tempi reali sui nostri schermi).

 

La lega ha potuto constatare che il 95% delle chiamate arbitrali sono in sintonia con il nuovo sistema con un margine di errore di circa 5 cm tenuto conto del fattore umano.  Ciò significando che un lancio di 5 cm sotto il ginocchio può comunque essere chiamato strike, e il sistema Zone Evaluation considererà la chiamata corretta.

 

 

Come conseguenza si è verificata l’espansione della zona dello strike che l’Hardball Times ritiene fuori controllo. Nessuno ha documentato meglio la crescita della zona più del THT di Jon Roegele, la cui inestimabile ricerca ha dimostrato che la zona è cresciuta complessivamente (inteso come perimetro) di circa un metro dal 2009 al 2015, corrispondendo a un aumento del 9,9%, di cui  la maggiore estensione è attribuibile alla parte bassa della zona. Diverse stime ritengono, inoltre, che il 30% del declino offensivo sia da ritenere a causa dell’allargamento della zona dello strike. 

La tendenza non è passata inosservata ed è stata presa in considerazione dagli uffici centrali. Uno strike all’altezza del ginocchio è stato sempre un lancio critico da battere. Il pitching coach Rick Peterson ama citare la statistica che la MB su tali lanci è di 220, e per aiutare i suoi lanciatori a tirare in tale zona, utilizza l’esercizio di posizionare uno spago attraverso il piatto in detta zona. Lanci bassi sono più difficili da battere, specialmente con potenza, e tendono a far battere a terra, il sogno di ogni lanciatore. Palle battute a terra non possono finire oltre la recinzione, raramente saranno da extra basi a meno che non siano battute sulle linee di foul, e offrono maggiori possibilità di essere prese, specialmente grazie alla strategia dello shift.

Nella foto  Adam Wainwright, il suo sinker lo ha trasformato da un buon prospetto ad uno dei migliori partenti della MLB (USA TODAY Sports)
Nella foto Adam Wainwright, il suo sinker lo ha trasformato da un buon prospetto ad uno dei migliori partenti della MLB (USA TODAY Sports)

L’organizzazione dei St Louis Cardinals ha costruito lo staff dei lanciatori enfatizzando l'attacco della parte bassa della zona, specialmente con il sinker che ha fatto di loro i leader nella graduatoria, fino a quando non sono stati superati dallo staff dei Pittsburgh Pirates che hanno insistito nel migliorare questi tipi di lanci fino a quando non sono diventati i migliori.

 

Mentre gli strikeout esaltano i tifosi, sono in pochi ad aver notato un altro fattore non meno importante: è aumentata sensibilmente anche la percentuale di palle battute a terra.

 

Sin dalla sua introduzione nel 2009, le squadre si sono subito adattate al Zone Evaluation system che ha abbassato la zona dello strike. Negli ultimi sette anni, dal 2009 al 2015, confermato da diverse società addette alle statistiche, si è verificata la più alta percentuale di rimbalzanti dal 1988. Ed anche quest’anno la percentuale di lanci bassi è in aumento. Le statistiche evidenziano che circa il 44% dei lanci sono stati classificati ‘bassi’, risultante il 2% in più rispetto allo scorso anno, e il 5% rispetto a tutti gli altri anni.

 

Questa modifica, a quanto pare, rappresenterà il punto di svolta.  I lanciatori continueranno ad attaccare la parte bassa della zona, e con quel margine di 5 cm intorno alle ginocchia, continueranno ad avere i battitori fermi a guardare la palla passare. Ma probabilmente avrà anche l’effetto di tenere i lanci al di sopra degli stinchi e favorire meno battute a terra.

 

Frankie Russo

 

 

Scrivi commento

Commenti: 0