This is baseball

Nella foto JD Martinez festeggiato dai compagni dopo l'homer
Nella foto JD Martinez festeggiato dai compagni dopo l'homer

di Frankie Russo

Quante volte abbiamo sentito dire che il baseball è un gioco di centimetri? Quante volte abbiamo sentito dire che il baseball è un gioco di frazioni di secondo? E quante volte abbiamo sentito dire che basta un niente per cambiare un turno alla battuta, un inning, una gara, o forse anche un'intera stagione? Il campionato della MLB è a un quarto del suo percorso. Pensare che un episodio possa già determinare un cambiamento di rotta, oggi come oggi, sarebbe un po’ troppo azzardato, ma che possa essere un segno del destino, questo si, e non significa sognare. This is baseball

Le previsioni degli esperti ad inizio stagione davano i Detroit Tigers come una squadra mediocre, da quarta o al massimo da terza posizione considerato pure che giocavano in una delle più difficili divisioni con i World Champions Kansas City Royals, i Cleveland Indians che potevano contare su una delle migliori rotazioni, se non la migliore delle majors, i Chicago White Sox che sono nella fase finale della loro ricostruzione, e i Minnesota Twins che hanno messo in evidenza notevoli miglioramenti.

Nella foto Mike Ilitch (AP File Photo)
Nella foto Mike Ilitch (AP File Photo)

Di diverso parere era il proprietario magnate Mr Mike Ilitch il quale, pur di veder sventolare la bandiera dei Campioni del Mondo di nuovo sui tetti del Comerica Park da dove manca ormai da 32 anni, continua a investire in giocatori di prim'ordine tanto da raggiungere il tetto di 200mil$ per salari nel 2016.

 

Di diverso parere era anche il neo GM Al Avila che nella off season portò a Detroit nove nuovi giocatori per meglio bilanciare una squadra che aveva visto negli ultimi anni il monte di lancio trasformarsi da dominante in uno dei peggiori della lega, e il bullpen che era divenuto come ficcare un affilato coltello nel tenero burro.

 

Di diverso parere era il manager Brad Ausmus che sognava di ottenere una rivincita nei confronti di una stagione 2015 che lo aveva messo in difficoltà a causa di infortuni a giocatori primari, anche se la tifoseria non vedeva l’ora che facesse le valigie.

 

 

Di diverso parere erano anche i tifosi che vedevano una squadra meglio bilanciata, giocatori primari come Verlander, Cabrera e Martinez finalmente guariti, e l’arrivo di giocatori molto ambiti come Jordan Zimmermann e Justin Upton.

Nella foto Brad Ausmus (Photo: Joy R. Absalon, USA TODAY Sports)
Nella foto Brad Ausmus (Photo: Joy R. Absalon, USA TODAY Sports)

Ma il destino può essere crudele, e il baseball fa parte del destino.

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Dopo uno sprazzo iniziale che faceva ben sperare, la squadra entrò in una inspiegabile profonda crisi. Il rendimento di troppi giocatori era lontano dalle aspettative, e i Tigers arrivarono a perdere 11 gare su 13, persino 7 consecutive. Da est a ovest, da nord a sud, i commenti erano univoci, non era una questione di ‘se’, ma ‘quando’ sarebbe stato licenziato Brad Ausmus.

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Poi, come per incanto,  una serie di piccoli episodi e la dea bendata sembrò accorgersi di Detroit. 

L'esterno Tyler Collins si rivolge in malo modo ai tifosi
L'esterno Tyler Collins si rivolge in malo modo ai tifosi

L’esterno Tyler Collins, dopo aver commesso un errore, viene fischiato dal pubblico amico e a causa di un gestaccio in risposta, è spedito giù a Toledo. Al suo posto sale Steven Moya prospetto dalla mazza pesante ancora nelle mjnors perché a detta degli scouts manca di disciplina al piatto. Moya gioca 4 partite, batte 6 valide con una MB 400.

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Dopo aver perso le prime tre gare a Baltimore contro gli Orioles, di cui una in vantaggio 5-0 al settimo, i Tigers sono in procinto di subire la terza spazzata in quattro serie. 

 

Corre l’ottavo inning, i Tigers sono sotto di un punto, 2 eliminati, conteggio di 2-2 su JD Martinez e sul monte per gli Orioles Darren O’Day, uno dei migliori rilievi in circolazione. O’Day lancia uno slider su cui JD inizia lo swing che cerca di fermare. Il pubblico applaude, i giocatori fanno alcuni passi verso il dugout, ma il giudizio finale è dell’arbitro di prima che sentenzia: “NO SWING”. JD rimane nel box di battuta, il pubblico rumoreggia e dal dugout si contesta. O’Day lancia una veloce alta, JD l'aspettava, sventola e questa volta non manca il colpaccio spedendo la palla oltre la recinzione di destra. Punteggio pari. Prossimo battitore è Miguel Cabrera. Prossimo lancio, fuoricampo. Tigers 6, Orioles 5 - Due fuoricampo salvano i Tigers, e forse anche la panchina del loro manager, almeno per il momento.

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Nella foto Cameron Maybin (Photo: Leon Halip, Getty Images)
Nella foto Cameron Maybin (Photo: Leon Halip, Getty Images)

Con il morale un po' più alto si torna a Detroit e la società provvede a un’altra sostituzione nel roster: viene spedito giù a Toledo l’inconsistente Anthony Gose e al suo posto è riattivato dalla DL (disable list) Cameron Maybin, uno dei nuovi acquisti della off season.

 

Il calendario riserva ai Tigers tre serie casalinghe di cui la prima contro la squadra fanalino di coda della divisione con il peggiore record dell’American League, i Minnesota Twins. Non poteva capitare di meglio.

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Jordan Zimmermann attualmente il più in forma tra la rotazione è il partente in gara uno dove succede di tutto e di più. Alla fine del primo inning i Tigers sono in vantaggio 8-0.

 

I telecronisti scherzosamente invocano la regola della manifesta inferiorità, ma non è tutto così semplice. Punto su punto, valida su valida ottenute con smanicate, palle che colpiscono il sacchetto, due errori della difesa di Detroit e a fine del quarto il punteggio è di 8-7

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Nella foto Brad Ausmus si toglie la sudorina e protesta (PAUL SANCYA/AP)
Nella foto Brad Ausmus si toglie la sudorina e protesta (PAUL SANCYA/AP)

La zona dello strike dell’arbitro capo è imprecisa, entrambe le squadre si lamentano, ma è il nervosismo nel dugout dei Tigers che prende il sopravvento, e dopo un contestato strike out chiamato a Nick Castellanos, Brad Ausmus balza fuori dal dugout e affronta il direttore di gara a muso duro in una di quelle scene sempre più rare nella MLB. Il manager si toglie la sudorina, ricopre casa base, e viene espulso, ma Castellanos è ancora in partita.

This is baseball.

 

 

Nel settimo inning ancora sul punteggio di 8-7 e Zimmermann sul monte, manca un out per chiudere la frazione; viene battuto un doppio seguito da una delle più facili volate all’esterno destro. I giocatori di Detroit si avviano verso il dugout, ma devono ritornare in tutta fretta perché JD Martinez manca la presa. Tigers 8, Twins 8. Al Comerica Park cade il silenzio. Sul campo e nel dugout regna lo sconforto.

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Nella foto Nick Castellanos (AP Photo)
Nella foto Nick Castellanos (AP Photo)

Il primo battitore per Detroit è quel Nick Castellanos al quale poco prima il manager, con il suo intervento, aveva evitato l’espulsione e Castellanos lo ripaga con un fuoricampo riportando i Tigers in vantaggio 9-8.

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Nella parte bassa dell’ottavo inning, dopo l’eliminazione del primo battitore, entra nel box di battuta quel JD Martinez che nella ripresa precedente causa il suo errore sembrava avesse compromesso una gara praticamente chiusa. Per farsi perdonare anche JD batte un home run mettendo al sicuro il risultato.

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Il nuovo arrivato Cameron Maybin batte 2 su 2, esegue una smorzata di sacrificio, si conquista una base su ball, ruba una base e segna un punto. L’entusiasmo del 29enne tornato a giocare con la squadra che lo selezionò nel 2005 era alle stelle. Non poteva andare meglio di così.

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Saranno sufficienti due vittorie consecutive per portare i Tigers fuori dalla crisi?

Qualche dubbio da parte della tifoseria sorge quando in gara due è previsto lanciatore partente Mike Pelfrey, ex Minnesota Twin, contestatissimo dalla tifoseria e ancora in cerca della sua prima vittoria stagionale. Pelfrey lancia bene, ma nel quinto e sesto inning Minnesota è in vantaggio dopo aver battuto due fuoricampo. 

 

Fino alla settimana scorsa per i Tigers sarebbe stata gara finita, ma oggi il morale è diverso, la grinta e la convinzione sono diverse.  La seconda metà del settimo si apre con un triplo di Cabrera che segna su sacrificio di Martinez. Castellanos batte valida, Upton batte un doppio, Maybin batte ancora valida, Iglesias batte valida, Kinsler batte fuoricampo e JD segue con un altro fuoricampo per il 7-2.

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Se da questo momento in poi la stagione dei Tigers volterà pagina e  si riapriranno le speranze di giocare in ottobre, di tutti i vari piccoli episodi e coincidenze che abbiamo raccontato, senza ombra di dubbio il più determinante è quello che non è dipeso né dalla squadra né dal gioco, ma semplicemente da un “NO SWING”.

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PS: I Tigers questa notte hanno vinto gara tre. Hanno spazzato i Twins stabilendo una striscia di quattro vittorie consecutive.

This is baseball!

 

Frankie Russo

 

 

N.d.r. L'articolo è stato scritto da Frankie Russo questa notte e inserito come merita prontamente in home page. Mi piace pensare alla gioia e alla speranza del tifoso dei Detroit Tigers, Frankie Russo e a quanto stimolo può trovare la sua penna in casi come questo.

This is baseball! 

 

Qui Sotto il momento della protesta di Brad Ausmus

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Commenti: 2
  • #1

    Michele (giovedì, 26 maggio 2016 12:06)

    E' un articolo così bello che mi piace condividere.
    Grazie Frankie, essere tifosi sì ma anche autentici delineatori per spiegare "this is baseball".

  • #2

    Frankie (giovedì, 26 maggio 2016 22:14)

    Grazie Michele, in effetti mi ha ispirato il telecronista quanto appunto faceva notare che le cose per Detroit stavano cambiando a seguito di tanti piccoli fattori, da qui mi è venuta la frase: This is baseball. Continua a seguirci.