Perché i giovani Americani abbandonano il baseball?

Premessa di Paolo Castagnini

In questi giorni negli Stati Uniti durante una partita di Triplo AAA dove Omaha (Royals) incontrava Iowa (Cubs) riflettevo su quanto gli Americani si diano da fare per incentivare il pubblico a venire allo stadio in particolar modo i bambini e ricordo di un amico Americano a cui chiesi un consiglio per riportare il pubblico italiano allo stadio il quale mi rispose: Porta i bambini e avrai anche i genitori. E' da tanti anni che qui negli USA si pongono il problema e anziché piangere e cercare capri espiatori si danno da fare. In particolare la partita di baseball non è più il centro dell'attenzione, ma è l'evento anzi una somma di eventi ad attirare il pubblico agli stadi in particolare a quelli al di fuori della Major League, che merita un discorso a parte. Vecchio discorso questo, ma mai sufficientemente dibattuto e soprattutto mai affrontato seriamente in Italia.

Ora i casi sono due. O fare come gli struzzi, mettere la testa sotto la sabbia, oppure affrontare il problema anche se fa male e ammettere che si deve cambiare per non scomparire. In questo articolo si affronta il problema dell'abbandono dei giovani Americani al loro passatempo nazionale. Ne esce un quadro impietoso e anche se alcune delle asserzioni sul nostro sport sono proprio quelle che lo fanno unico e così a noi caro, questo non toglie che se vogliamo rivolgerci alla massa dei ragazzi Italiani qualche cosa si dovrà ridiscutere.

 

Mi viene in mente una analogia sul cinema. I grandi intenditori amano i capolavori in bianco e nero, ma l'arrivo sul grande schermo dei colori e degli effetti speciali sempre più sofisticati hanno relegato i primi ai Cineforum per appassionati. Vi invito a leggere questo lungo articolo con tutta calma e riflettere su quello che potrebbe essere il futuro. In particolare i primi capitoli che riflettono le stesse nostre problematiche mentre quelli finali sono tipici degli Stati Uniti. Ringrazio come sempre Frankie Russo per la sua attenta traduzione.

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito Corner Thrre Smarts Sports Analysis

 

Perché i ragazzi abbandonano il baseball?

Stando agli studi dello Sports Industry e Fitness Association, dal 2008 al 2013 la percentuale dei partecipanti al baseball è diminuita di 2,3 milioni, pari al 14,5%. Dati simili sono stati riportati dall’organizzazione della Little League che sostiene che l’abbandono in percentuale è del 6,8% dal 2008 al 2012. Questi rapporti non fanno presagire nulla di buono per il futuro del baseball e per tutto ciò che lo circonda. Varie sono le teorie in anni recenti che hanno cercato di spiegare il motivo per cui i ragazzi non sono più interessati a mettersi il guanto e correre sulle basi. Ultimamente la Major League Baseball sta mettendo a punto varie innovazioni per velocizzare il gioco e ridurre i tempi. Ad ogni modo, c’è una moltitudine di ragioni anche comprensibili per questo disinteressamento e che non vengono affrontate con la dovuta perspicacia. 

Nella foto una partita di Lacrosse giovanile
Nella foto una partita di Lacrosse giovanile

Mancanza di stimoli

Appagandosi con i video giochi, smartphone e altre tecnologie moderne, i ragazzi oggi ripongono molte aspettative nel divertimento. Se si offrisse la possibilità di scegliere tra lo stare su un campo da baseball ad aspettare che la palla venga battuta nella loro direzione e tra Lacrosse (*), o correre su un campo da calcio, o correre su e giù per un campo da pallacanestro, non sarebbero in molti a scegliere il baseball.  Come sport estivo, la crescente richiesta di Lacrosse e la sua azione orientata verso la natura, rappresenta la maggiore minaccia che causa l’allontanamento di molti atleti dal baseball. In un’era in cui i giovani affrontano tante pressioni sociali, diete e vita sedentaria, Lacrosse consente ai ragazzi di stare a contatto con la natura in modo libero. Nessuna meraviglia quindi, se l’organizzazione USLacrosse stima l’incremento degli iscritti del 27,8 percento.

 

(*) Lacrosse è uno sport molto in voga nelle scuole americane. Proviene dalle tribù indiane. Si gioca con una palla e un bastone dove al capo c'è una retina. Si tira e si prende con questi bastoni e si fa goal verso le porta avversarie come l'hockey. Uno sport piuttosto duro.

 

Gli appassionati del baseball sanno che il loro sport è caratterizzato da colpi di scena improvvisi e tante pause. Pur tuttavia, molti dei meno appassionati ritengono questi elementi noiosi, senza senso e sorpassati. Il baseball è stato spesso definito “un gioco per uomini pensanti” in considerazione degli interminabili scenari che si presentano e che richiedono anticipazione e intuizione. I ragazzi, e le persone in genere, non vogliono pensare tanto. Vogliono agire. Inoltre, con l’incremento percentuale dell’ADHD  (attention deficit/hyperactivity disorder [mancanza di attenzione/iperattività]) registrato negli ultimi anni, sono sempre meno i ragazzi che vogliono focalizzare su uno sport lento come il baseball. Un altro studio effettuato in California su circa un milione di ragazzi ha rivelato che l’ADHD è aumentato del 24% negli ultimi dieci anni. In conclusione, il baseball richiede pazienza e controllo d’impulso,  mentre Lacrosse porta una gratificazione immediata. 

Troppi fallimenti

I migliori giocatori di baseball, compreso il futuro eletto nella Hall Of Fame Derek Jeter, ha fallito sette volte su dieci in battuta. Molti giovani giocatori non hanno la resilienza e forza per affrontare  tante difficoltà. Spesso i ragazzi vanno kappa più di una volta per gara il che li rende desolati e demoralizzati dopo la partita. Non sono sempre i migliori atleti ad avere successo nel baseball, un esempio ce lo offre Michael Jordan, legenda dell’NBA. Jordan, considerato uno dei più grandi atleti di sempre (in termini di talento fisico e capacità), tentò anche la scalata per giocare nelle majors, ma terminò la sua carriera come giocatore nelle minors con una media battuta di 202. Fallì otto volte su dieci e mai coronò il suo sogno di diventare un giocatore della MLB.

 

 

Altri sport offrono maggiori possibilità di riscatto. Un giocatore che subisce uno strikeout nel baseball, probabilmente non avrà un'altra possibilità prima di 30/45 minuti per riscattarsi. Ma se sbaglia un tiro giocando a calcio o a pallacanestro, probabilmente avrà un’altra possibilità dopo pochi minuti. Molto similmente, se un giocatore di baseball commette un errore, è anche probabile che non avrà un’altra opportunità di riscattarsi per il resto della partita. Nella società moderna sono poche le persone che vogliono dedicarsi a perfezionare le loro capacità su un campo da baseball dovendo affrontare così tanti e frequenti fallimenti. 

Non c’è uguaglianza

Quasi sempre c’è un giocatore e un lanciatore dominante in ogni squadra. Il lanciatore dominante viene utilizzato il più possibile dal giovane allenatore che esaspera il concetto dello strikeout per ogni battitore. Mentre esiste un giocatore migliore e maggiormente capace in ogni sport, mai come nel baseball il fattore  del lanciatore dominante è così prominente. Per esempio, in una squadra di calcio giovanile dove il risultato finale è di 3-2, non necessariamente i giocatori devono uscire dal campo a testa bassa a fine partita. Ad ognuno di loro, dall’ultimo dei  difensori al primo degli attaccanti, può essere riferito che hanno giocato una buona partita. Un giocatore di baseball che va 0 su 4 in battuta con due strikeout in una gara persa per 3-2, non crederà mai alla retorica frase “bravo, hai giocato una bella partita”.

 

Non tutti sono vincitori

La società contemporanea è stata derisa dalla precedente generazione per la mentalità del “tutti hanno vinto” e tutti hanno meritato un premio. Il film ‘Parental Guidance’ del 2012 rappresenta come Billy Cristal è disgustato dall’assenza di vincitori, perdenti e strikeout nella gara di Little League dove gioca il nipote. Anche se il baseball giovanile offre incoraggiamenti e trofei a tutti, si correla meno con questa tendenza generale di sensazione di benessere. I genitori vogliono che i figli si divertono sempre, indipendentemente dalla loro prestazione. I meriti del ‘lavoro etico Protestante e imparare dalle esperienze negative’ sono filosofie che appartengono al secolo scorso. Quando un lanciatore e un battitore competono ad ogni turno di battuta per tutta la gara, uno di loro vince e l’altro perde. Non tutti possono vincere nel baseball.

 

Non si gioca più tra amici

Il baseball è uno sport che richiede molto impegno per migliorare le proprie capacità tecniche. In passato, quando molti ragazzi giocavano per strada o su campi improvvisati, i ragazzi miglioravano le loro tecniche di battuta, di presa e di tiro in un atmosfera divertente. Si giocava con il manico della scopa, ci si sfidava a “pepper”, wiffle ball ed ogni altro tipo di gioco per migliorare. Ci saranno ancora dei genitori che oggi palleggiano con i loro figli, ma le tante ore che i ragazzi trascorrevano a giocare spensierati sono ormai un lontano ricordo.

 

Invece di giocare in cortile, la maggior parte dei giocatori fa le loro prime esperienze in campionati di T-ball o nei campionati di Little League alla presenza di tante persone  dove è facile sbagliare. Neppure più i pochi allenamenti sono sufficienti per rifinire le abilità necessarie per il baseball. Succede anche che, una volta iniziato il campionato, tecnici e giocatori si presentano solo quando c’è la partita. I ragazzi non hanno molte possibilità per migliorare. In passato questi problemi venivano risolti giocando tra amici senza la presenza degli adulti. Adesso c’è l’esigenza di giocare in campionati federali, su campi ben curati con i tecnici che impartiscono disposizioni e i genitori con le video camere pronti a immortalare le gesta dei figli. Naturalmente questo stato di cose crea eccessiva tensione nei ragazzi ed è ancora più umiliante sbagliare rispetto a quando si giocava tra amici.

Non c’è l’orologio

Oggigiorno genitori e ragazzi sono sovraccarichi di impegni. Cercare di ricoprire tutto nei tempi stabiliti (lezioni di musica, sport, catechismo,ecc) è un altro motivo di stress. Considerato che il baseball non ha un tempo prestabilito come in altri sport, è impossibile prevedere quando una gara avrà termine.(N.d.r. negli USA non c'è il limite di tempo come in Italia nelle giovanili) Lunghe riprese caratterizzate da lanciatori incapaci di tirare strike inevitabilmente causeranno ritardi per i successivi impegni. Il baseball giovanile è stato sempre pieno di errori e altri fattori che prolungano la partita. Ma i doppi incontri, il tempo di viaggio e un eccessivo tempo di riscaldamento, richiedono un periodo di circa sei ore. In altri sport l’orologio continua a scandire il tempo anche quando il gioco è di cattiva qualità. I puristi vanno orgogliosi del fatto che non c’è l’orologio nel baseball, ma i genitori che lavorano potrebbero preferire uno sport dove è possibile determinare quando finisce la partita.

 

Vecchio e non in linea con i tempi

I ragazzi che guardano il baseball in televisione vedono cronisti anziani, giocatori grossi con la barba che sputano semi e tabacco, i coach con il pancione e stadi obsoleti. Babe Ruth, il più leggendario dei giocatori, era sovrappeso e non aveva un fisico atletico. In altri sport come il  calcio, il football o la pallacanestro, si vedono tecnici giovani e ben vestiti, con fisici atletici e attraenti cheerleader.

 

Quando in uno di questi sport un atleta eccelle o fa un gesto atletico meritevole di ammirazione, si esalta, festeggia. Nel baseball celebrare pubblicamente è tabù, e se un giocatore lo fa, molto probabilmente lui, o un suo compagno, diventerà il bersaglio preferito del lanciatore avversario. Le introduzioni pre partita degli altri sport sono accompagnate da musica moderna, luci psichedeliche e attrazioni varie. Nel baseball invece è vecchio e nostalgico.

 

Recenti studi hanno dimostrato che il 70% dei tifosi sono maschi, 83% di razza bianca, e il 50% ha 55 anni o più (aprile 2015). Al contrario del baseball, altri sport professionisti offrono un prodotto che tende verso l’eleganza e l’energetico. Le attuali generazioni preferiscono il nuovo al vecchio. 

 

Specializzazione sportiva

Agli atleti in età sempre più giovane si chiede di scegliere uno sport e dedicarsi alla specializzazione. Le squadre delle leghe superiori e i loro tecnici beneficiano di compensi per portare a termine un determinato programma con il risultato che si spinge per la scelta di un solo sport.

 

Sono ormai un ricordo quando i liceali aspiravano di partecipare al trittico football, pallacanestro e baseball. Sono i genitori stessi che incoraggiano i propri figli a dedicarsi ad un solo sport e magari poter beneficiare di borse di studio per il College o un riconoscimento scolastico. Anche se questo consiglio viene spesso disatteso, comunque causa stress psicologico.

 

Con sempre più sport che offrono programmi di specializzazione annuali, il baseball ne esce ancora una volta sconfitto. Le generazioni precedenti vedevano il baseball come il passatempo degli americani con una grande quantità di persone che giocavano durante l’estate. La partecipazione di queste persone sono ormai in forte declino. 

Il padre non può più insegnare

Sempre più spesso capita che i padri della classe media sono tenuti lontano da casa per motivi di lavoro. Il tutto a discapito del tempo da trascorrere con i figli a palleggiare nel giardino  di casa o partecipare come coach.

 

Famiglie di classe sociale più bassa addirittura hanno un solo genitore, e spesso non è il padre. I padri che riescono ancora a trovare il tempo di allenare, in molti casi usano tecniche ormai sorpassate che risalgono a quando loro erano ragazzi. L’attività invece, richiede molto tempo e di essere aggiornati. Il baseball necessita di esercizi fantasiosi e competizioni divertenti al fine di allargare il numero di partecipanti.

 

Molti campionati giovanili non richiedono che l’allenatore debba partecipare a clinic, seminari o conoscere come organizzare un allenamento. Purtroppo, quando si tratta di baseball giovanile, sono pochi i genitori che possono insegnare.

 

Non è solo una questione di fuoricampo

Non è un segreto che i genitori vedono lo sport come un’opportunità di grande guadagno, e le prime selezioni nel football e pallacanestro riescono a firmare contratti milionari con il 90 percento che arriva alle leghe professionistiche.

 

Nel baseball, il numero scende drasticamente della metà. Anche ai massimi livelli, a giudizio delle grandi menti e più noti scout, nel baseball è come trovare un ago nel pagliaio. Il modo in cui la pallacanestro, football, tennis e molti altri sport professionisti sono strutturati, essi consentono sempre di avere un vincitore sulla cima della piramide. Le stelle primarie (LeBron, Brady, Serena Williams, ecc) hanno la possibilità di eccellere anno dopo anno.

 

Nel baseball non funziona così, squadre imbottite con i migliori giocatori e con i salari più alti raramente vincono le World Series. Ed è questa imprevedibilità nel conoscere la squadra campione che rende il baseball un gioco così unico, ma è anche questa rarità che lo rende meno allettante per chi vuole risultati nell’immediato.

 

Una scenda dal film L'uomo dei sogni
Una scenda dal film L'uomo dei sogni

Sogni infranti

Negli Stati Uniti non esistono persone vincenti. La maggior parte della nuova generazione ha il terrore di non essere all’altezza della moderna società, dei loro genitori e da chi li circonda in genere. Invece di impegnarsi e credere che il duro lavoro ripaga, molti giovani si affidano alla lotteria credendo che una vincita risolverà i loro problemi per sempre. E se non si verifica, nemmeno è sufficiente per spronare questi giovani in una diversa direzione.

 

Per molti ragazzi, e genitori, lo sport è un modo illusorio  per sfuggire dal resto del mondo e non come uno strumento d’insegnamento. Il baseball spesso è solo un’occasione per genitori delusi di riporre il loro sogno nel figlio che un giorno potrà diventare un campione, se solo il suo coach gli offrisse maggiori opportunità. In definitiva, per alcuni il baseball rappresenta solo speranze disattese e sogni infranti.

 

Nella foto Giancarlo Stanton. Ha firmato un contratto di 325 milioni di dollari in 13 anni.
Nella foto Giancarlo Stanton. Ha firmato un contratto di 325 milioni di dollari in 13 anni.

Questa è l’America

L’America ha sempre considerato il baseball come simbolo della tradizione nazionale, regole, integrità e storia. Eppure, alcune ricerche del 2014 hanno rilevato che solo il 14% degli sportivi ha scelto il baseball come loro sport favorito. Inoltre, l'America è culturalmente diversa rispetto al passato.  Oggi ci sono più gruppi di minoranza che praticano il baseball con la conseguenza che molti cittadini riservano meno fedeltà alla cultura americana e più legami alla loro terra di origine. Questo è ancora più evidente in occasione dei tornei internazionali quando i vari gruppi etnici che vivono in questo Paese tifano per tutte le squadre eccetto che per gli Stati Uniti.

 

L’America rappresenta anche il capitalismo che sta danneggiando il baseball oltre ogni aspettativa. Considerati gli eccessivi prezzi del materiale (mazze, spikes, guanti, borsoni, divise e le lunghe trasferte), molte famiglie sono automaticamente tagliate fuori. E questo comprende anche i tifosi che si recano allo stadio (una famiglia di quattro persone spende mediamente 211$ per assistere una partita di MLB). Tabelloni pubblicitari sono sparsi ovunque nello stadio e gli stand per i vari tipi di cibo non mancano.

 

 

Al fine di realizzare maggiori profitti per sostenere i sempre più alti salari dei giocatori, la MLB si è vista costretta a vendere i diritti ai network privati causando la diminuzione di telespettatori che in precedenza potevano guardare le partite gratis. I tifosi degli Yankees, per esempio,  pagano 58,68$ in più all’anno per vedere le partite sullo YES network. Ancora peggio chi vive fuori la metropoli i quali devono pagare 109,99$ l’anno per avere MLB.tv.  La concorrenza tra strutture di formazione di baseball e le aziende di abbigliamento sportivo hanno creato nuove industrie che spremono la famiglia tipo. La cultura americana e le cooperazioni profit che tanto hanno aiutato lo sviluppo del baseball in passato con slogan tipo:”baseball, apple pie e Chevrolet”, stanno ora danneggiando questo sport indirizzando il loro interesse solo verso l’elite benestante.

Dove sei andato Joe DiMaggio?

Un altro elemento non meno importante è la mancanza di modelli e di eroi. Mentre giocatori del calibro di Mike Trout, Bryce Harper e Adam Jones sembrano essere le facce della MLB, un sondaggio dell’ESPN ha dimostrato il contrario. Nel suo annuale sondaggio, nessun giocatore di baseball è stato scelto tra i primi 30 quale atleta preferito.

 

Per anni, uno dei motivi che ha attratto i giovani era l’eccitazione e il divertimento di aprire le buste di figurine alla ricerca dei loro giocatori preferiti. Oggi i ragazzi non comprano più le figurine di baseball, alle quali, invece, preferiscono quelle di Pokemon, Garbage Pail Kids e altre ancora.

 

Anche se aveva tutt’altro significato il canto di Simon e Garfunkel del 1968 che faceva cenno a Joltin Joe (riferito a Joe Di Maggio che fa sobbalzare, ndr), le parole sono ancora attuali dopo cinquant’anni. [Dove sei finito Joe Di Maggio-Una nazione volge i suoi sguardi solitari a te-Che cos'è che hai detto Mrs Robinson-Il grande Joe ha lasciato e se ne è andato].

 

Fino a quando la MLB e le parti interessate non comprenderanno che questi problemi si sovrappongono, gli americani continueranno a chiedersi perché tanti  giovani giocatori, quelli simili a Joe Di Maggio, hanno girato le spalle e hanno abbandonato.

 

Frankie Russo

 

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Commenti: 1
  • #1

    Flavia (martedì, 10 maggio 2016 22:22)

    Quando ho finito di leggere mi è venuta una profonda tristezza ...ma poi ho preso solo le cose positive .... Il baseball, il softball ti insegnano a vivere e in questo mondo sempre più caotico scegliere questo sport da fare provare ai figli X i genitori
    è una scelta educativa altamente qualificata.... se naturalmente sul campo c'è gente preparata che parla bene ....ma razzola anche bene ...

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