Dove si formano gli Umpire

Nell'immagine un momento di un corso per Umpire alla scuola Wendelsted
Nell'immagine un momento di un corso per Umpire alla scuola Wendelsted

di Michele Dodde 

Frankie Russo

Sollecitato da alcuni appunti di Frankie Russo mentre si disquisiva del mondo del baseball statunitense e delle sue modalità di insegnamento, sono andato a rispolverare alcuni carteggi dell’archivio inerenti la preparazione e formazione degli Umpire italiani. Ebbene già nel 1975, a causa di un improvviso raffreddamento delle relazioni tra la federbaseball softball italiana e quella cubana, l’allora Consiglio Federale, al fine di continuare a sostenere la politica di miglioramento degli UdG italiani, autorizzò una visita di sopralluogo presso una specializzata e molto pubblicizzata scuola per umpire in Florida, la“Specialized Umpire Course” di St. Petersburg. 

 

Così dal 22 febbraio al 2 marzo di quell’anno il Vice Presidente Aldo Notari insieme al Segretario Generale Massimo Ceccotti e l’umpire Carmelo Pettener la visitarono e presero i dovuti contatti per una eventuale fattibilità futura, ovvero che la stessa potesse essere frequentata da umpire italiani.

 

L’intero corso  aveva la durata di cinque settimane con orario giornaliero di sette ore, con esclusione del sabato e della domenica, così suddiviso: 1h,30’ per lezioni di teoria sul regolamento del gioco e 5h,30’ di pratica in diamante per applicarsi ai movimenti ed alle posizioni relative agli allineamenti per il controllo delle partenze sulle prese al volo oltre ad acquisire una ideale set position come plate umpire.

Nella foto un momento istruttivo alla Jim Evans Academy of Professional Umpiring (Al Bello Photography)
Nella foto un momento istruttivo alla Jim Evans Academy of Professional Umpiring (Al Bello Photography)

Le valutazioni redatte da quella commissione furono:

Positivo: istruttori capaci, di grande esperienza, personalità e mestiere.

Mediocre: l’organizzazione tecnica generale.

Negativo: a) pessima sistemazione logistica; b) rapporto numerico istruttori-allievi: 7/8 per 100 allievi; c) difficoltà d’inserimento dal punto di vista psicologico; d) viene insegnata solo la meccanica a due umpire; e) rapporto tra costo e resa dell’operazione.

 

L’impressione che ho avuto da questa visita – mi disse in privato Pettener – è che avrebbero tratto un indubbio vantaggio dal corso solamente le persone dotate di una mentalità e capacità di adattamento di tipo militare per essere in grado di adeguarsi alla spartanità dell’ambiente e dei metodi. Poi il costo di partecipazione ha fatto intuire che non era un’organizzazione senza fini di lucro…

 

Il commento di Pettener configurò già allora in pieno quello che è il reclutamento degli umpire negli Stati Uniti, ovvero scuole che offrono molto in tema di insegnamento e preparazione poiché ai futuri direttori di gara sarà richiesto una perfetta interpretazione del regolamento e buona preparazione fisica e mentale pronta ad affrontare qualsiasi negativa situazione. Il resto è adattamento. 

Nella foto l'umpire Hunter Wendelsted (USATSI)
Nella foto l'umpire Hunter Wendelsted (USATSI)

E molte sono le scuole che offrono corsi di formazione sia in California a San Bernardino sia in Florida a St. Petersburg ma soprattutto a Bayton Beach nella prestigiosa scuola dell’umpire Hunter Wendelsted, ufficiale di gara nella Major League dal 1998.

 

Tutte queste scuole, rigorosamente private poiché gli umpire statunitensi del baseball non dipendono dalla MLB e dal suo Commissioner ma sono professionisti autonomi, di fatto “vendono un sogno”, come afferma lo stesso Wendelstedt, in quanto giungere ai massimi livelli nel mondo dorato del gioco passatempo americano non è solo una chimera per i giocatori ma anche e soprattutto per gli uomini in blue.  

 

Per questi ultimi dunque il percorso inizia iscrivendosi, pagando il dovuto, e frequentando e superando tutte le difficoltà delineate sia da test scritti, sia orali, sia fisici ben sapendo che solo uno su più di cento allievi avrà la possibilità di arrivare un giorno nelle Majors.

Nella foto un meneto nella Wendelstedt school
Nella foto un meneto nella Wendelstedt school

E’ molto difficile, veramente molto difficile. Eppure,” dichiara Wendelstedt che è titolare della scuola che ha ereditato il nome dal padre, anch’egli umpire della MLB, “anche quest’anno, nonostante siano ridottissime le possibilità di realizzare il sogno, il traguardo è così affascinante che abbiamo avuto ben 136 iscritti. Tutti questi allievi in cuor loro aspirano un giorno a dirigere le gare della MLB. Non vi è un limite all’età. Per la maggior parte sono teenagers, ma tanti altri sono ex giocatori che hanno subito particolari infortuni da non poter più diventare giocatori nel baseball professionistico. Diventare un Umpire offrirà loro la possibilità di far parte del gioco che amano. In particolare quest’anno c’è un giovane di 22 anni dalla Repubblica Domenicana che spera di divenire il primo arbitro nelle Majors del suo Paese. Ancora c’è un uomo di 40 anni che è poliziotto, un altro di 59 anni che desidera semplicemente divenire il migliore arbitro di Little League della sua Contea. Tuttavia è l’amore per il gioco che condiziona il tutto poiché è notorio che gli umpire non nascono imparati e pertanto, come in effetti poi tutti nel mondo del baseball, hanno bisogno di essere istruiti”

 

 

Nella foto un momento adestrativo della Minor League Baseball Umpire Training Academy in Vero Beach
Nella foto un momento adestrativo della Minor League Baseball Umpire Training Academy in Vero Beach

Oltre alle scuole per futuri umpire di baseball svolge una proficua attività anche la Minor League Baseball Umpire Training Academy in Vero Beach, Florida a conferma di come vengono comunque considerate con grande attenzione anche le altre categorie.

 

La prestigiosa scuola di Wendelstedt  fu fondata nel 1938 da Bill McGowan. Successivamente fu gestita da Al Somers per 20 anni fino a quando passò nelle mani di Harry Wendelstedt nel 1977. Oggi è gestita dal figlio Hunter dopo il decesso del padre avvenuto nel 2012.

 

Presso questa scuola il costo del corso, della durata di 5 settimane, è di  2.350$ che include, vitto e alloggio, regolamento, l’uniforme e tutto il materiale occorrente. I corsi sono di sei giorni settimanali, dall’alba al tramonto. Il corso inizia dagli elementi basilari.

 

Al primo giorno infatti si codifica l’assioma principe in questo modo: “Prendete il regolamento e leggete la Regola 1.01, ovvero quella che sancisce che il baseball è una gara disputata da due squadre formate da nove giocatori ciascuna sotto la guida di un manager, giocata su un campo racchiuso in conformità con queste regole, sotto la giurisdizione di uno o più arbitri’”.

Il momento istruttivo in cui si affronta un manager irritato (Al Bello Photografy)
Il momento istruttivo in cui si affronta un manager irritato (Al Bello Photografy)

Durante la prima settimana viene insegnato agli allievi, senza lasciare nulla al caso, il corretto uso dei segnali delle chiamate unitamente all’enfasi della voce: strike, ball, salvo, tempo, eliminato.

 

Alla terza settimana gli istruttori con cipiglio ed aggressività apportano le loro correzioni gridando in faccia ai futuri direttori di gara al fine di prepararli a fronteggiare con la dovuta proprietà un manager irritato dimostrando loro il giusto comportamento.

 

Più avanti nel corso vengono invitate alcune franchigie di High School e College a giocare in modo che gli aspiranti umpire possano istruirsi dal vivo. I frequentatori vengono sottoposti a numerosi test scritti ed orali con valutazioni continue ed infine a loro si rilasciano particolareggiati giudizi sull’apprendimento della meccanica sul diamante e sul comportamento quale plate umpire. 

 

Lo staff è composto da ex arbitri della Major e Minor league ed ognuno di loro si dedica alla preparazione e controllo di una significativa caratura: Wendelstedt ad esempio è addetto alla valutazione dell’onestà, ovvero sino a quando si è pronti e riconoscere una chiamata sbagliata, Ed Hickox cura che sia l’integrità sia la dedizione degli allievi raggiungano alti standard, Dana DeMuth controlla la giusta applicazione del regolamento e via via  i miglioramenti in campo. Tutti e tre questi istruttori hanno diretto gare nella MLB per 57 anni e tutti e tre hanno mosso i primi passi proprio alla scuola di Wendelstedt.

Nella foto Gerald Perry esegue il segnale di "safe" (ESPN.com)
Nella foto Gerald Perry esegue il segnale di "safe" (ESPN.com)

Solo 24 allievi sui 136 frequentatori quest’anno hanno superato globalmente tutti gli esami e di certo passeranno al prossimo livello, ovvero a frequentare un corso di una settimana a Vero Beach dove potrebbero ricevere la sperata richiesta di poter dirigere gare nelle Minors. Viene da considerare comunque che anche se così fosse, la maggior parte di essi non potrebbe mai abbandonare il loro posto di lavoro in quanto guadagnerebbe un salario base di soli 500$ la settimana per solo tre/quattro mesi all’anno. Solo coloro che riusciranno ad essere impiegati nelle Minors dai 10 ai 15 anni avranno l’ambita opportunità di passare nelle Majors andando a guadagnare circa 120mila$. Con l’acquisizione di maggiore esperienza, potranno arrivare infine anche a 350mila$ l’anno.

 

“La cosa pazzesca di questa scuola per Umpire è che solo uno di essi arriverà alle Majors, solo una persona del corso di quest’anno ce la farà” afferma al termine Wendelstedt. E chiunque sarà, andrà a raggiungere quel gruppo di pochi eletti di circa 100 arbitri della MLB, una casta che si permise anche di ventilare uno sciopero nel 1999 e che sull’argomento fece annotare al giornalista Massimo Lopes Pegna su “la Gazzetta dello Sport”  del 21 luglio che “C’è una cosa di cui l’America ama vantarsi: tutti i cittadini sono uguali e giudicabili, Presidente incluso (…). Solo un’eccezione: gli arbitri del baseball. Loro sono una comunità a parte”.

 

E tuttavia molti di loro, come tanti altri, hanno incominciato proprio leggendo la regola 1.01 del Regolamento.

 

Michele Dodde

 

N.d.r. L'arbitro della Repubblica Dominicana citato in questo articolo, successivamente ha effettivamente debuttato in MLB quest'anno. Si chiama Ramon De Jesus ed è stato il primo della storia del suo paese. Eccolo qui sotto al suo debutto nella partita del 22 Aprile al Comerica Park di Detroit tra Indians e Tigers che si è conclusa 2-1 per gli Indians.

Uno su cento ce la fa. Lui ce l'ha fatta!

 

 

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