I Brooklyn Dodgers

di Allegra Giuffredi

La storia dei Dodgers di Brooklyn è qualcosa di epico e molto, molto americano, a partire dal nome che, la leggenda vuole derivi da “To dodge”, che vuol dire “schivare” e perché mai?

Perché i bimbi di Brooklyn, giocando per la strada proprio a baseball, spesso dovevano schivare i tram, che passavano all’interno del loro campo da gioco immaginario ….

Qualche anno fa ho avuto l’opportunità di andare negli States, a New York e lì, ho assistito alla partita tra i Mets di New York e i Dodgers di Los Angeles … Eh sì, perché dal 1958 i Dodgers giocano sulla West Coast a Los Angeles, ma non è sempre stato così, dato che parliamo di Brooklyn, località popolare e popolana nota in Italia, soprattutto per una famosa marca di gomme da masticare (!?)

I Dodgers infatti, così come i Giants, attualmente siti in San Francisco, sono nati sulla East Coast, rispettivamente a Brooklyn e a Manhattan, prima ancora che quest’ultima diventasse uno dei cinque “borough” della Grande Mela, e proprio a New York hanno dato vita a partite memorabili.

Una di queste è stata oggetto del libro “Underworld” di Don De Lillo (1936), un vero e proprio mattone, dove all’inizio della storia si descrive un mitico match che si svolse nel 1951 tra i Dodgers e i Giants. Questo match è rimasto nella storia del baseball perché rappresentò un’anomalia, in quanto si trattava di uno spareggio per l’assegnazione del titolo di campione della National League, visto che le due quadre avevano terminato la stagione a pari punti.

 

Naturalmente persero i Dodgers. Scrivo “naturalmente”, perché i Dodgers, prima di aggiudicarsi, nel 1955, le World Series contro gli Yankees non persero solo questo spareggio ma, dal 1941 al ’53 persero ben cinque World Series e tutte contro gli “odiati” Yankees.

 

Ma, come si diceva, nel 1955 i Dodgers vinsero. E come vinsero? lo fecero in maniera clamorosa, cioè grazie ad una shutout lanciata da un imberbe e giovanissimo John Joseph "Johnny" Podres (1936 - 2008) entrato in squadra proprio in quella stagione ed assolutamente scevro da ogni condizionamento storico. Rimase famoso in quella partita l’ultimo suo lancio: un memorabile changeup che concluse la serie.

 

Legate ai Dodgers ci sono dei veri e propri tormentoni, come quello maturato proprio dopo il match contro i Giants del 1951, quando i Dodgers persero 5 a 4, al nono inning, per un fuoricampo talmente fantastico da essere ricordato ancora oggi come “The shot heard ‘round the world”, ossia come “il colpo sentito in ogni dove” e anche come una delle tante occasioni perdute, dopo le quali i tifosi dei Dodgers inesorabilmente dicevano che avrebbero vinto l’anno seguente. 

Quello che però ha contraddistinto i Dodgers è stato il management ed in particolare il Presidente Wesley Branch Rickey (1881 – 1965) e il suo successore Walter Francis O’Malley (1903 - 1979).

 

Il primo, uomo tutto d’un pezzo che non amava bere e far tardi la sera e voleva vincere, ebbe il grande merito, pur se per motivi esclusivamente economici, di portare sul campo delle Major Leagues, il primo giocatore di colore, ossia Jack Roosevelt “Jackie”  Robinson (1919 - 1972). Fu anche un innovatore: inventò, tra le altre cose, l’odierno sistema di affiliazione delle squadre di Minor Leagues alla prima squadra e incoraggiò l’uso degli elmetti, delle “batting cages”.

Il secondo, O’Malley,  era sicuramente anch’egli un uomo tutto d’un pezzo che voleva vincere e che vinse …. ma ad un certo punto decise che lo stadio della squadra, l’Ebbets Field, andasse rifatto altrove. In effetti il quartiere stava cambiando; i tifosi si stavano trasferendo in quartieri residenziali periferici, i parcheggi erano insufficienti e la struttura era obsoleta ed insicura.

 

In un primo momento O’Malley pensò di dare corda al progetto dell’Architetto Robert Moses (1888 – 1981) che aveva progettato uno stadio avveniristico a Flushing nel Queens, dove poi effettivamente sorgerà lo Shea Stadium seguito dall’attuale Citi Field, entrambi casa dei NY Mets. Questioni burocratiche portarono O’Malley a preferire un altro sito, sempre a Brooklyn. Alla fine O’Malley attirato dalle “sirene” economiche della West Coast decise di spostare tutta la squadra dei Dodgers a Los Angeles con grande dolore dei fedelissimi tifosi di Brooklyn.

A Los Angeles, nonostante il mega stadio ancora esistente e funzionale e, nonostante i grossi capitali che si sono avvicendati alla guida della franchigia, i Dodgers hanno vinto le World Series per sole quattro volte: nel 1961, 1965, 1981 e nel 1988.

 

Grandi giocatori ne hanno portato la livrea, anche dopo il trasferimento: Sandy Koufax, Tommy Lasorda, Greg Maddux, Pedro Martinez, Mike Piazza, Joe Torre, e tanti altri …. Ma, nonostante ciò, i Dodgers hanno raccolto meno, ma molto meno di quanto nella loro storia hanno seminato.

 

Allegra Giuffredi

 

 

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